Utente
Gentili medici,
confido che qualcuno di voi troverà il tempo per rispondermi. Ho 25 anni, fidanzata da ormai 4 anni con un ragazzo di 27 anni che amo moltissimo. Tra di noi c'è un rapporto emotivamente stupendo, ma dopo averci riflettuto a lungo ho capito che è proprio lui il mio problema, la causa della depressione nella quale sono sprofondata, o meglio: il problema è che io vorrei andare a convivere, lui...neanche a parlarne!!!E'vero, non navighiamo nell'oro, io prendo 10 perchè sosì ritroverei il sorriso, lui...neanche a parlarne! Io guadagno 1000 euro al mese con un contratto di apprendistato, lui 1000 euro con un contratto a tempo determinato per un anno che ormai gli è stato rinnovato per 4 anni, non navighiamo di certo nell'oro, ma per il momento i soldi per prendere un mono-bilocale in affitto (dove viviamo se ne trovano a 400 euro), mangiare e pagare le utenze li avremmo. Nella peggiore delle ipotesi quel che potrebbe succedere è che uno di noi due stesse senza lavoro per un po', ma avremmo comunque alle spalle le nostre famiglie che potrebbero aiutarci. Questo è quel che penso io, che sssno un biogno mto profondo di fa rescere la nostra storia e il nostro amore. Ormai sono 6 mesi che gliene parlo, le sue risposte sono: "non abbiamo soldi-non abbiamo le possibilità economiche-dobbiamo avere una maggiore stabilità". E non c'è verso di smuoverlo, anzi, ogni volta che gliene parlo diventa furioso e dice "io i miei soldi in affitto non li spreco". Il problema è che tutto questo mi sta portando ad uno stato depressivo sempre più grave: non ne posso più di vedere attorno a me coppie della nostra età felici e contente che convivono...senza contare che credo questa sarebbe la soluzione (e lo crede anche la mia psicologa, o come minimo un bell'incentivo a fare in modo che lo sia, ad uscire dalla mia depressione che diventa ogni giorno più grave. Le altre coppie della nostra età convivono e ciò consente loro di conoscersi meglio, condividere tutto insieme, avere intimità, amore...a me sembra che il nostro rapporto invece che evolversi lungo una linea retta si avviluppi lungo una spirale circolare senza via d'uscita e per me altamente nociva. Lui sta bene così: dice di amarmi follemente e che l'unico problema sono i soldi, ma sta bene vedendomi una o 2 volte alla settimana per fare una passeggiata...io così mi sento morta. Non stiamo costruendo niente insieme, per me non ha senso stare insieme così e ogni giorno che passa, quando sento l'amica o conoscente che convive o va a convivere o anche solo si allude in modo più o meno velato all'argomento, scoppio in lacrime. Vorrei riuscire a capire alcune cose perché sono davvero sempre più depressa: perché lui fa così?Perché non vuole andare a vivere con me? Come posso capire quali sono le sue reali motivazioni? E in che modo posso convincerlo? Grazie mille, ogni giorno piango un po' di più.

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Dr.ssa Graziella Tornello

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TORINO (TO)

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Gentile utente,
come accennava anche lei, il problema soldi (nota dolente soprattutto in questo periodo) parrebbe tutto sommato marginale.
Quello che mi chiedo e che le chiedo è: il suo fidanzato fa dei progetti su voi due? Insomma, c'è un sogno comune? Questo aspetto è molto importante. Si può cominciare col prefigurarsi una vita insieme, la casa dei propri desideri, cominciare a visualizzare il proprio futuro e questo futuro, anche se a rilento, può cominciare a prendere forma.
Probabilmente il suo ragazzo ha solo bisogno di essere condotto per mano...Il confronto con le altre coppie non è utile: ogni storia è a sè e non è possibile effettuare un paragone.

Un caro saluto.
Dr.ssa Graziella Tornello
Psicologa - Psicoterapeuta individuale, di coppia, di famiglia.
www.psicoterapeutatornello.it

[#2]  
Dr.ssa Sara Rosa

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VERONA (VR)

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GentiLe Utente,

concordo sul fatto che il problema economico sia marginale.
Forse i tempi di maturazione suoi e del suo ragazzo non coincidono in questo momento, forse Lei si sente pronta ad affronatare un cambiamento mentre lui no, ma queste sono supposizioni in quanto non c'è modo di conoscere in modo approfondito la situazione.
Comunque Le consiglio di non valutare la sua relazione solo in base alla questione convivenza. Ci sono tanti altri indicatori che possono farLe capire il momento che state vivendo e che possono rassicurarla o meno su un possibile futuro con questa persona.
Credo non sia il caso di insistere sull'argomento con il suo ragazzo, non si può convincere nessuno a fare una scelta così importante, per il semplice fatto che anche se riuscisse nel suo intento, la prima poi che non ne sarebbe contenta sarebbe proprio Lei.
Un'ultima cosa, non paragoni la sua situazione con quella di amici o conoscenti, ogni storia è sicuramente a sè e poi, per citare un famoso ma sempre attuale detto: "Non è tutto oro quel che luccica!".

Cordialità.
Dott.ssa SARA ROSA
Psicologo Psicoterapeuta

[#3]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile utente, senza entrare nel merito delle ipotesi sul suo ragazzo, verso il quale, personalmente, ritengo che il lato economico e il timore di non poter affrontare la quotidianità agevolmente siano un forte freno, e lo sono certamente per molte persone. Se da un lato vi è la smania di una vita insieme con l'idea utopistica di essere sostenuti solo dal proprio amore dall'altro vi è l'idea più razionale che una vita in coppia possa essere ben consolidata se vi sono delle reali basi economiche che non mettano a repentaglio la serenità senza l'aspettativa di rinunce che nessuno è felice di effettuare.
Come le consigliano i colleghi eviti i confronti con le amiche, per esperienza le posso dire che i confronti con le altre coppie creano più danno che il resto. Una prova?
(..) quando sento l'amica o conoscente che convive o va a convivere o anche solo si allude in modo più o meno velato all'argomento, scoppio in lacrime (..)
la sua sofferenza che spinge addirittura a mettere in discussione la coppia.
Se vuole confrontarsi con qualcuno lo faccia con uno specialista.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente
Ringrazio moltissimo tutti gli specialisti che mi hanno risposto e preso sul serio il mio probleme, e per di più praticamente in tempo reale. Io non riesco a non paragonarmi alle altre coppie, in quanto le mie uniche 2 amiche, una di 27 e l'altra di 24 anni, convivono rispettivamente da 3 e 1 anno e si trovano in una condizione peggiore della nostra dal punto di vista economico: nel primo caso vivono con 1600 euro al mese, nel secondo addirittura con 1300. Per non parlare di cugine, ex-compagne di corsi all'università, vicine di casa, conoscenti...Tutte queste persone vivono, mangiano, mantengono un auto, pagano l'affitto e le bollette, escono a divertirsi e l'estate vanno perfino in vacanza. Evitiamo poi di pensare a chi alla nostra età è addirittura sposato o ha aperto un mutuo per la casa. Scoppio in lacrime solo a pensarci, senza invidia, solo con tanto dolore. L'episodio più "drammatico" che si è mai verificato in tutto questo è stato quando una delle mie due amiche ha avuto bisogno di una visita specialistica che costava 180 euro e si è fatta prestare i soldi dalla madre! O quando mia cugina ha chiesto un prestito di 300 euro a mia zia per andare dal denmtista!Quali enormi drammi!Come faccio io a non credere che questo potrebbe essere possibile anche per noi 2 se solo quello...del mio "ragazzo" lo volesse???Come posso accettare di dover vivere cos', senza uno scopo, senza prospettive di nulla, come una bambinona in casa dei suoi genitori quamndo oramai bambina non lo sono più da almeno un decennio? Perché NON POSSO COSTRUIRE LA MIA VITA INSIEME ALLA PERSONA CHE AMO? E scoppio a piangere e tiro pugni contro il muro (l'ultima volta mi sono fatta male ad un dito e mi sono inventata con tutti che ero caduta dalla bici). Quando gli dico "pensi mai a quanto sarebbe bello poter avere una casettina tutta nostra?Con il nostro letto, la nostra cucina, il nostro divano..."o "sarei tanto felice di potermi addormentare accanto a te o prepararti da mangiare...non sarebbe divertente cucinare insieme?" o £come te la immagini la nostra camera da letto? A me piacerebbero quei letti con la spalliera morbida, così se stai poco bene puoi appoggiarti o fare colazione a letto..." oppure "io voglio costruire qualcosa di importante con te...perché non andiamo a convivere?" o "Io sarei disposta a fare mille sacrifici, mangerei anche lo stretto indispensabile per sopravvivere pur di stare con te"(perché credetemi, io questo maledetto bastardo lo amo sopra ogni cosa purtroppo)lo sapete cosa mi risponde? Ve lo dico io: "uffa", "smettila", "ma piantala", "io di soldi non ne ho", "ma piantala di dire scemenze" o addirittura "mi hai rotto le ...con questa storia della convivenza". Vi scrivo un suo sms di ieri : "Ma tu sei tutta pazza. Lo vuoi capire che io soldi NON CI SONO! Te lo ripeto: NON CI SONO! LO VUOI CAPIRE O NO? O pensi sempre alle favole?Metti i piedi per terra e usa il cervello!" Dopo questo sms ho pianto tutta stanotte. Quando stamattina gli ho scritto che ero stata molto male, mi ha risposto: "Non è colpa mia se non ti rendi conto della realtà". Io non so come fare, perché credetemi così mi sto logorando: sono imbottita di ansiolitici e antidepressivi, dormo malissimo, non riesco più a curare il mio aspetto esteriore, esco di casa solo per andare a lavoro, sono dimagrita di 5 chili (sono alta 1.60 e ne pesavo 50, ora ne peso 45)in poco più di un mese e la causa qual è: che sto con un bastardo egoista che antepone la sua tranquillità e lo stare attaccato alle sottane della madre all'età di 28 anni. Non so cosa fare: se dargli l'out-out, lasciarlo in tronco...di certo così non posso andare avanti, perché mi sto autodistruggendo. Non so più come fargli capire quanto soffro. Forse se facessi un gesto estremo capirebbe che per me poter sentire, dopo 4 anni, di stare costruendo qualcosa con lui, mi ridarebbe la voglia di vivere. Perché credetemi, io non ne ho più.

[#5]  
Dr. Armando De Vincentiis

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MARTINA FRANCA (TA)
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Gentile ragazza, forse non le piacerà quanto sto per dirle ma sembra che lei stia iperinvestendo su questa storia a tal punto da trasformarla nell'unica cosa importante della sua vita senza la quale il resto diventa inutile. Gesti estremi, pugni contro il muro sono il sintomo di un vissuto ebnorme che meriterebbero di essere discussi con uno specialista. Lei vive una condizione universale tipica di giovani adulti in fase di organzzazione dove lei e disposta ai sacrfici pur di raggiungere la propria autonomia e lui sente l'esigenza di fare un passo quando ci sono condizioni più favorevoli per limitare al massimo i sacrifici. Ma tutto questo non può spingere verso reazioni depressive come la sua che, probabilmente, dipendono non solo dall'evento (tipico e comune) ma dal suo modo "forse" rigido, carico di particolari convinzioni nate anche (e lo ripeto) da inutili confronti con gli altri.
Se vuole affrontare la situazione con serenità deve confrontarsi con un terapeuta, perchè la sua reazione non è funzionale e rischia di degenerare.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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