Utente
Buongiorno,
mi rivolgo a voi perchè da diversi anni soffro di un disturbo del carattere, ovvero reazioni esagerate mentre litigo o discuto.
Tali episodi mi succedono quando non vedo via di uscita dalla discussione, cioè il mio interlocutore non mi da modo di spiegarmi, o trovare una soluzione.
Arrivo a tirage oggetti, romperli (anche costosi come il cellulare), ad essere verbalmente aggressivo e 2 volte anche manualmente.
Mi capita solo con persone molto intime, come la famiglia o la fidanzata, che rischio di perdere.
Come giustificazione mi do che sono gli altri ad avermi portato a reagire cosi, ovviamente poi a freddo riconosco tutto.... immagino di avere un problema.
Grazie per il vostro consiglio.

[#1]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile utente,

è importante che, con sè stesso, lei ammetta che gli altri non sono la vera causa del problema: solo così potrà fare qualcosa per superarlo.

Ha provato a pensare a come si sente quando reagisce in maniera violenta? Le sembra che gli altri non la ascoltino, o che non le diano spazio?
Questo accadeva anche nella sua famiglia d'origine, o ha visto comportarsi in questo modo un adulto per lei significativo (ad es. suo padre)?

Il fatto che le accada solo con persone con le quali intrattiene un legame affettivo significa che sono in gioco aspetti emotivi che la portano forse a scaricare in questo modo la frustrazione per non entirsi più in generale ascoltato/capito/considerato.
Può essere così?

Inizi a riflettere sulla situazione e, se le sembra di non riuscire a reagire diversamente, contatti uno psicologo per farsi aiutare a venirne a capo.

Cari auguri,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2]  
Dr.ssa Emanuela Carosso

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Credo che debba imparare a reimpostare il suo rapporto con le sue emozioni e, conseguentemente, con le sue reazioni. Sviscerare i problemi che ha con i suoi famigliari e arrivare ad individuare il nocciolo delle questioni in ballo con loro, per potere intervenire con modalità appropriate, che sostituiscano le esplosioni conseguenti al senso di impotenza: ecco un progetto di lavoro che potrebbe impostare con uno psicologo disponibile a prenderla in carico con questi obiettivi.
Ha contezza delle sue vulnerabilità, ritengo che un intervento mirato darebbe buoni risultati. Auguri.
Dr.ssa Emanuela Carosso
Psicologa - Psicoterapeuta, Psicologa Forense
www.studiocarossopsicologia.com

[#3] dopo  
Utente
Credo che la D.ssa Massaro abbia preso in pieno, in effetti è un comportamento acquisito nell'età della formazione del carattere, perchè visto in famiglia.
Adesso potrebbe causarmi seri problemi, le chiedo, se fosse possibile senza un aiuto riuscire a venire a capo, magari se riuscissi a controllarmi in quei momenti, riuscendo a riconoscere che in realtà non sono gli altri a causare (e soprattutto a non meritare) tali reazioni.
Vorrei formarmi una famiglia, e non credo sia possibile prima di avere appurato di avere risolto il mio problema.
Grazie

[#4]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Carissimo,
se le fosse possibile controllarsi da solo non crede che l'avrebbe già fatto?
Qui parliamo di schemi di comportamento profondamente radicati nella psiche e nella personalità, è davvero molto difficile riuscire a liberarsene senza un aiuto esterno.

In effetti formando una famiglia lei rischia di contribuire a creare un clima poco sereno, essendone lei per primo a disagio, e soprattutto rischia di insegnare anche ai suoi figli che è così che ci si comporta.
A nulla varrebbero infatti gli insegnamenti che lei potrebbe impartire loro qualora con l'esempio li contraddicesse, perchè i bambini imparano soprattutto osservando come si comportano gli adulti.

Che difficoltà le sembra di incontrare al pensiero di rivolgersi ad uno psicologo?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#5]  
Dr. Jacopo Valli

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caro utente,

Mi conforta in quello che scrive la consapevolezza, adeguatamente fondata,che in lei ci sia qualcosa che non vada, e in qualche modo stia chiedendo un intervento esterno di aiuto su questo sito. Credo che il passo successivo sia unicamente quello di trovare una quota di coraggio in più per richiedere uno aiuto specialistico, rivolgendosi di persona a uno psicoterapeuta.

Vorrei solo aggiungere di sospendere un giudizio negativo sulla rabbia e l'aggressività che esprime a gesti: va innanzitutto compresa, analizzata, capita. Se c'è, ha ragione di esistere, nel novero dei suoi comportamenti. Tutti posseggono una dose di aggressività, e una certa quota è necessaria alla sopravvivvenza nel mondo, nei rapporti con gli altri.

La sua lucidità su questo tema, e il suo senso di colpa, a giusto titolo, la conduco a capire che si tratti di una reazione che addolora, sé stesso, nell'agirla, e gli altri, nell'esserne oggetto.

Da qui deve partire: da questa consapevolezza, per vedere cosa c'è dietro e inquadrare il suo significato più profondo.
Dr. Jacopo Valli
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento somatico analitico
www.jacopovalli.com