Utente
Salve,
sono un ragazzo di 19 anni, e da quando ne ho 14 ho un problema che mi impedisce di avere rapporti soddisfacenti con i miei coetanei. Nella pre-adolescenza soffrivo di una forte timidezza, ma con gli anni ritengo di averla quasi del tutto superata. Il fatto è che molto spesso, quando discuto con i miei coetanei, tendo a sentirmi un minorato mentale, e molto spesso ho come l'impressione che la mia voce sia ridicola. Non riesco ad avere la disinvoltura che altri hanno, mi sento sempre teso ed ho l'impressione di essere giudicato per le cose che dico e faccio. Inoltre, quando cammino, mi sento goffo ed ho l'impressione che la gente per strada mi ritenga omosessuale. Nella sfera dei rapporti con il sesso opposto non ho particolari problemi di relazione, se non che non riesco (o penso di non riuscire) ad amare sinceramente la mia partner se non tramite l'esercizio egoistico della mia fisicità su di lei.
Molto spesso trovo irritanti le eccessive attenzioni e certi comportamenti frivoli, e tendo a vergognarmi di essi, se non poi sentirmi in colpa dato che sento di non meritarmi attenzioni nè dolcezza.
Per quanto riguarda la mia concezione delle persone che mi stanno intorno, tendo a disprezzare dentro di me i comportamenti e i modi di fare delle persone che conosco (non amici), ma sento come un'impulso a frequentarli sebbene non li apprezzi.
Molto spesso mi sento depresso e ho tentato svariate volte di suicidarmi.

Sarei lieto di ricevere qualche consiglio o delucidazione riguardo la mia condizione.

Distinti saluti

[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile ragazzo,
in merito a ciò che hai espresso sarebbe opportuno che ti ti rivolgessi direttamente ad uno psicologo/psicoterapeuta per una valutazione in presenza ed un eventuale trattamento.

Un consulto on line per i limiti che pone , purtroppo,non può sostituire quello di tipo diretto.

Se studi puoi rivolgerti allo sportello ascolto della tua scuola o università oppure al Consultorio Familiare.

Molti auguri
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#2]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Caro ragazzo,

il tuo racconto presenta un quadro non semplice perchè contraddittorio: disprezzi persone che frequenti per impulso, e contemporaneamente ti senti in qualche modo inferiore e disprezzi anche te stesso, ti senti goffo e pensi che gli altri ti giudichino negativamente.
In tutto questo tuttavia ci dici che la timidezza che provavi anni fa non è più un problema.
E' così?
In quale momento e come l'hai superata?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#3] dopo  
Utente
La timidezza non mi impedisce più di stabilire contatti col prossimo, riesco a parlare con le persone e a far valere le mie opinioni senza timore. L'insicurezza opera nelle mie riflessioni ma non si manifesta apertamente.
Per quanto riguarda il superamento di essa, penso che sia accaduto intorno ai 15-16 anni, quando ho iniziato a frequentare mio cugino e per certi versi sono uscito dal guscio. Inoltre mi ha aiutato leggere molto e studiare di modo da sentirmi una persona con qualcosa da comunicare e non totalmente vuota ed insignificante.

Grazie per la vostra attenzione.

[#4]  
Dr.ssa Paola Cattelan

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Nel titolo del messaggio lei parla di mancanza di autostima: ha dunque centrato il punto del meccanismo che l'ha portata in adolescenza a non volersi confrontare con gli altri ed ora a farle pensare di essere inadeguato, ridicolo, giudicato negativamente e, probabilmente, di essere indegno di vivere.

Fin'ora ha trovato alcune strategie per compensare questo sentimento di inadeguatezza, ma ora, con questa richiesta, forse ha sentto che è il momento di risolvere i suoi problemi e non solo cercare di bypassarli.

Il consiglio è, dunque, quello di rivolgersi di persona ad uno psicoterapeuta: questa è la strada che risponde alle sue richieste di aiuto e spiegazioni.

Cordiali saluti.
Dr.ssa Paola Cattelan
psicologa psicoterapeuta
pg.cattelan@hotmail.it

[#5]  
Dr. Fausto Girone

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Gent.le ragazzo,
sembra che gli altri siano per lei un timore e che la sensibilità al loro giudizio sia sempre dietro l'angolo.
Da quello che ci racconta sembra vivere i rapporti con gli altri -
da una parte con un certo imbarazzo e dall'altra con distacco e insofferenza-
Se è pur vero che le strategie che finora ha utilizzato l'hanno aiutata
a gestirsi i suoi disagi, presumibilmente oggi si sta accorgendo che queste non le bastano più superare le sue difficoltà.
Penso che un percorso con uno specialista potrebbe aiutarla a gestire meglio questo aspetto del giudizio degli altri e a rinforzare la sua autostima,
In bocca al lupo!




Dr.Fausto Girone
Psicologo-Psicoterapeuta Milano
www.faustogirone.com

[#6]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le ragazzo,
c'è una sorta di "giudice interiore" che sembra condizionare pesantemente la considerazione nei tuoi confronti e di conseguenza l'autostima. Un percorso di crescita personale attraverso la psicoterapia ti consentirà di accedere alle risorse personali favorendo un processo di empowerment, che avrà ricadute positive anche nelle relazioni interpersonali.
Ti consiglio di leggere questo articolo:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/153-perche-iniziare-una-psicoterapia.html
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it