Utente cancellato
Buongiorno,
vorrei un aiuto, sto davvero male.
Sono in terapia psicoanalitica da un anno. Da circa tre mesi, dopo un periodo di simbiosi ed empatia totale con il mio psicologo, il rapporto è bruscamente peggiorato. Si è creato un transfert fortissimo tra me e lui, che non ho difficoltà a definire di reale dipendenza.
nel corso delle sedute, è purtroppo emerso che io avrei subito molestie da piccola (il trauma è quasi totalmente rimosso). E' inoltre emerso che io soffro di un atteggiamento morbosamente masochista e di sindrome dell'abbandono.
Prima era dolcissimo con me, sempre presente...ora è talvolta distante, mi fa mancare il supporto proprio quando ne avrei più bisogno.
....
Così, con lui freddo e distaccato, non ce la posso fare. Il suo sostegno per me è fondamentale ed imprescindibile. Ora invece è quasi diventato lui la mia prima causa di angoscia.
Gli ho parlato tante volte, ormai, ed ogni volta promette di non ferirmi più, ma non gli credo più. Non so più come farglielo capire, so che è tutto inutile.
Penso che non mi resti altro da fare, se non cambiare psicoterapeuta. Tuttavia, ho il terrore di abbandonarlo, da un lato, e - dall'altro - non voglio ricominciare tutto da capo con un'altra persona. Sarebbe troppo faticoso.
Grazie per l'aiuto, confido in una risposta, sto davvero malissimo.

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Dr.ssa Franca Esposito

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ROMA (RM)

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Gent.ma Sign.a
Quello che riferisce circa le Sue emozioni e' la dinamica del transfert, assolutamente normale e funzionale alla terapia. Quello che invece isembrebbe troppo collusivo e' il controtransfert dell'analista e i suoi agiti. La sua interazione con Lei deve essere circoscritta alle sedute. Forse questa collusione che Lei rifersce ha alimentato in Lei delle aspettative inopportune.
Ne parli con lui in terapia. E' importante per Lei perche' qualsasi emozione richiede una elaborazione all'interno della terapia per essere una risorsa . Cordiali saluti
Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

se la relazione con lo psicoterapeuta è diventata fonte di sofferenza e di disagio, e se ha già parlato in diverse occasioni di queste problematiche con il Suo terapeuta, forse vale la pena cambiare specialista.

Tuttavia, mi permetta di esprimere alcune perplessità: come mai avete l'accordo (piuttosto insolito) di telefonarvi fuori dalla seduta per la buonanotte? Che aspettative ha sulla relazione terapeutica?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]  
Dr. Armando De Vincentiis

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gentile ragazza, la psicoterapia deve avere una funzione, appunto, terapeutica, ossia deve stimolare le risorse del paziente affinchè si possa ritrovare quel benessere perduto e che ha spinto a chiedere aiuto.
se il vissuto del rapporto terepaeutico comincia a diventare carico di ansie e angosce, forse, la psicoterapia non sta avendo l'esito sperato. In queste occasioni l'idea di cambiare terapeuta non va scartata.

(..)non voglio ricominciare tutto da capo con un'altra persona. Sarebbe troppo faticoso(..)

questo dipende dal tipo di orientamento terapeutico che sceglierà. Non tutti sono uguali dia un'occhiata qui
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

saluti


Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks