Utente 639XXX
Buongiorno,
mi chiamo alice e ho 21 anni.Mi capita tutti i giorni di mangiare a dismisura anche quando mi rendo conto di non avere più fame.ma è più forte di me non riesco proprio a trattenermi.sono due settimane che sto cercando di mangiare con più regolarità e in quantitativi giusti perchè il mio peso è salito troppo negli ultimi anni, a causa di diete ferree interrotte dopo poche settimane da questa fame compulsiva(sono alta un metro e 60 e peso 68 chili e ho colesterolo e trigliceridi troppo alti).durante il giorno riesco sono tranquilla e riesco a mangiare bene, ma la sera continuo a buttarmi sul cib, soprattutto dolci, anche cercando di non farmi vedere da nessuno perchè mi sento troppo in colpa perchè so che non va bene e mi dispiace che mia madre alla mia età me lo faccia notare anche se cerca solo di aiutarmi.non so come comportarmi...chiedo qualche consiglio non ne posso più, ho paura di rovinarmi davvero.grazie per l'ascolto

[#1]  
19098

Cancellato nel 2008
Gentilissima ,
avrei bisogno di sapere se ha fatto controllo ormoni tiroidei, i valori del colesterolo trigliceridi,e se ha fatto ulteriori controlli ematologici.
Le diete precedenti,poi interrotte, sono state prescritte da uno specialista ?
C'è un distubo del comportamento che riguarda il cibo, scarica la propria ansia su di esso, quasi a gratificarsi per qualcosa che le manca.
Importante è ,al di la' delle eventuali interpretazione psicologiche, fare ulteriori controlli ematici completi, con anche ormoni tiroidei,rivolgersi ad uno specialista in scienze dell'alimentazione, e se sara' necessaria una dieta, iniziarla con un supporto psicologico.
Cordiali saluti.
Di Sipio

[#2] dopo  
Utente 639XXX

La ringrazio infinitamente per avermi risposto così presto.
Comunque ho fatto tutti gli esami del sangue necessari.gli unici valori sballati sono quelli del colesterolo e dei trigliceridi.
ho segutio una dieta di una nutrizionista con la quale avevo appuntamenti settimanali per i controlli.ero riuscita a perdere 8 chili molto bene in 3 mesi.ma l'ultima seduta con la dottoressa è stata tragica.nonostante avessi perso quello che mi ero prefissata sono scoppiata in lacrime.non so dire il motivo ma avevo un senso di malessere addosso incredibile...lei non ha più ritenuto di continuare a seguirmi.non so a chi rivolgermi per combattere questa situazione.la ringrazio nuovamente.alice

[#3]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile ragazza,
da quello che racconta potrebbe avere un disturbo dell'alimentazione o un altro disturbo di natura psichiatrica, ma per saperlo le consiglio appunto una visita psichiatrica.
Un consiglio: resistere al cibo durante il giorno predispone alle abbuffate serali; distribuire i pasti normalmente è un primo passo. Uno specialista in scienze dell'alimentazione o un dietista esperto, potrebbero aiutarla in questo senso.
Cordiali saluti
Massimo Lai
Massimo Lai, MD

[#4] dopo  
Utente 639XXX

Grazie davvero per il consiglio.
Spero di risolvere una volta per tutte questa situazione che mi rende davvero ansiosa (mi sto martoriando i capelli, continuando a girarli e a passarli tra le dita fino a spezzarli!).Continuo a notare il mio corpo che sta cambiando in peggio ma non riesco lo stesso a trovare la forza per controllarmi.Ho perso il controllo del mio corpo e, ancor peggio, della mia testa.
comunque grazie ancora per i consigli ne farò tesoro.alice

[#5]  
Dr. Alberto Mazzotti

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Gentile utente,

concordo con le risposte inviatele dai colleghi ma vorrei soffermarmi su alcuni particolari.

Innanzitutto, da ciò che racconta, porta dimostrazione della sua capacità a mantenere un regime dietetico restrittivo e quindi cioè, in termini prettamente fisici/organici, lei è in grado di perdere peso, ne ha la capacità e la forza di farlo.
Ciò su cui mi permetto di richiamare la sua attenzione è l'altro lato della medaglia, cioè quello psicologico. Evidentemente in lei ci sono pulsioni interne che la portano ad avere uno strano rapporto con il cibo. Difficilmente, rivolgendosi ad una nutrizionista, si ha la possibilità di lavorare in modo mirato sul piano psicologico del problema, bensì solo sulle strategie più opportune per una corretta riduzione del peso.

Alla luce di questo mi permetto infatti di consigliarle di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta (magari competente in disturbi alimentari) e vagliare assieme a lui la possibilità o l'esigenza di un percorso terapeutico con l'obiettivo, tra gli altri , di riuscire in seguito, con il tempo, anche ad iniziare un regime dietetico (magari seguita da uno specialista, nutrizionista) che la possa accompagnare verso una progressiva riduzione del peso. Ma solo dopo aver affrontato altre problematiche, forse meno evidenti, ma più forti rispetto alla capacità di stare a dieta (che, ripeto, lei ha dimostrato già di avere). E allora cerchi di supportare questa sua capacità e di non farla lavorare "da sola" per risolvere questo disagio.

Cordiali saluti.
Dr. ALBERTO MAZZOTTI
- PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA a Forlì T.331/2394517
info@albertomazzotti.it - www.AlbertoMazzotti.it

[#6]  
19098

Cancellato nel 2008
Gentilissima,

Bene ,che gli esami tiroidei siano nella norma, ha fatto l'esperienza con la nutrizionista, spero fosse medico,non capisco perchè abbia bloccato gli incontri invece di indirizzarla ad un Centro per i Disturbi dell'Alimentazione.
Dice di aver avuto una reazione di pianto,e la invito a riflettere su questi suoi pensieri :
"Continuo a notare il mio corpo che sta cambiando in peggio ma non riesco lo stesso a trovare la forza per controllarmi.Ho perso il controllo del mio corpo e, ancor peggio, della mia testa."
Gentile utente, al di la' dei valori del colesterolo e trigliceridi che riferisce alterati,e il sovrappeso,per cui ,opportuna dieta con medico specialista, riferisce un disagio psichico,un comportamento compulsivo nei confronti del cibo,e il timore di perdita di controllo di sè.
Le consiglio pertanto di rivolgersi ad un centro specializzato in DAP :Disturbi Alimentari di origine Psicogena. E' giovanissima, ci puo' riuscire molto bene a superare questo disagio.
Saluti
Di Sipio

[#7] dopo  
Utente 639XXX

Gentili Dottori,
vi ringrazio per il Vostro sostegno.Grazie ai Vostri consigli ho preso coraggio e mi sono rivolta al mio medico raccontandogli del mio disagio.mi ha indirizzato ad un centro dedicato interamente ai disturbi aimentari e mi ha fatto iniziare una "cura" di zoloft.Sia lui che la psichiatra del centro (con cui ho parlato per ora solo telefonicamente per prendere appuntamento) sostengono che ho la bulimia.non ho ancora avuto occasione di chiedere un paio di cose visto il poco tempo trascorso.
Ma la bulimia non è una "malattia" associata al procurarsi il vomito?(io non l ho mai fatto).
lo zoloft che funzione ha?
grazie di tutto mi avete aiutato davvero.

[#8]  
Dr. Claudia Ravaldi

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Gentile utente,
mi complimento con te per avere fatto il primo passo e direi il passo più sensato, cioè quello di rivolgersi al suo medico curante, iniziando, da lì, a consultare specialisti che conoscano bene i disturbi del comportamento alimentare.
Per un problema come il tuo è molto importante affidarsi ad una rete integrata di esperti di settori diversi, (dietologo o nutrizionista, endocrinolgo, medico di base e un esperto del settore psicologico (che sia uno psichiatra psicoterapeuta o uno psicologo psicoterapeuta, l'importante è che abbia esperienza sulla terapia dei disturbi alimentari).
Insieme ai diversi medici potrai iniziare a lavorare sui tuoi sintomi e sui tuoi disagi, compresa l'ansia e la difficoltà a gestire il rapporto con il cibo e con il corpo, scoprendo quelli che sono i tuoi punti di forza per gestire al meglio questo comportamento.
Lo zoloft è un farmaco usato nella terapia dei disturbi alimentari, soprattutto allo scopo di ridurre l'ansia e di diminuire le perdite di controllo sul cibo.
Non avere fretta di stabilire una diagnosi: bulimia nervosa o disturbo da alimentazione incontrollata (da quello che scrivi sopra, propenderei per quest'ultimo), sono ambedue disturbi alimentari e solo un colloquio approfondito con la curante potrà definire meglio il disturbo di cui soffri.
Esiste un sottotipo d bulimia, che si chiama non purging, in cui alle abbuffate non seguono meccanismi compensatori come vomito o esercizio fisico. Ma adesso forse è tempo di prendersi cura di te e di fare chiarezza sugli aspetti medici e psicologici, prima di tutto.
Molti auguri
Claudia Ravaldi
www.psico-terapia.it
www.ciaolapo.it

[#9]  
19098

Cancellato nel 2008
Gentilissima.
bravissima,complimenti,il primo importantissimo passo l'ha fatto.
La dot.ssa Ravaldi le ha spiegato chiaramente tutto.
Auguri
Di Sipio

[#10]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente
I disturbi alimentari coinvolgono spesso aspetti sia medico/biologici che psicologici e relazionali e come tale è bene che siano trattati.

Da un punto di vista psicologico, il meccanismo di mantenimento del suo problema sta proprio nel tentativo eccessivo di controllo: sono le diete ferree e le rinunce che poi la portano alle abbuffate. In altre parole, possiamo rinunciare facilmente solo a ciò che possiamo permetterci. Spesso, invece, a ciò che non possiamo permetterci difficilmente siamo in grado di rinunciare. È per questo che una dieta degna di questo nome deve evitare per principio ogni eccesso.

Anche l'aspetto relazionale è molto importante. Molte persone con disturbi alimentari hanno una vita sociale e/o sessuale ridotta, impoverita o addirittura inesistente. Non è il caso che lei fornisca qui informazioni o dettagli riguardo a ciò, ma dovrebbe tenere presente questo aspetto, come certamente farà chi si occuperà di seguirla da un punto di vista psicologico/psicoterapeutico.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#11] dopo  
Utente 639XXX

Gentili Dottori,
grazie ancora per il vostro supporto.L'unica "pecca"di questa situazione è che purtroppo dovrò aspettare un mesetto prima di essere contattata dal centro perchè esiste una sorta di piccola lista attesa.E sinceramente ora che mi sono decisa a risolvere il problema e a farmi aiutare, è un attesa che non ci voleva proprio.soprattutto perchè non so bene come mi devo comportare nei momenti di buio in cui mi butto sul cibo.
il mio medico mi ha consigliato di non resistere ai "raptus" più di tanto perchè in questo momento non mi sarebbe d'aiuto.dice di aspettare che lo zoloft inizi ad entrare in circolo e comincerà a farmi sentire meglio.
Voi che ne pensate?
detesto il prima (perchè medito di non andare in cucina o di non comprare nulla, ma ci penso in continuazione finchè non lo faccio), il durante (prendo tutto quello che trovo soprattutto dolci e mi faccio schifo da quante cose riesco a mandare giù, tante volte neanche sento il gusto delle cose che mangio) e il dopo (mi sento piena da star male, gonfia e in colpa per non essere riuscita a trattenermi o almeno a limitare la cosa)l'abbuffata.
Spero davvero che lo zoloft mi aiuti, almeno ad essere lucida in quei momenti.