Difficoltà relazionali nella famiglia depressione mia e di altri familiari
la descrizione che fa è abbastanza frammentaria; non capisco chi siano le figure di cui parla e che legame di parentela abbiano con lei (il ragazzo depresso e insoddisfatto, il familiare arso vivo dal lavoro, la familiare depressa).
Le dico questo perché non necessariamente ci debbono essere legami tra i malesseri delle persone che descrive e il suo "sentirsi intrappolato".
Parliamo quindi di questo.
Che cosa pensa la faccia sentire intrappolato?
Nel rapporto di coppia con sua moglie come vanno le cose?
Parla di mancanza di figli, non per scelta. A cosa si riferisce?
Ha un desiderio di paternità che non può soddisfare per cause di cui non ha scritto nel suo post?
In questo momento sta lavorando?
Che tipo di altre relazioni sociali ha?
Mi perdoni per la raffica di domande ma avrei bisogno di qualche elemento in più per poterle dare una risposta un po' più puntuale, pur nei limiti di un consulto on line
Un caro saluto
Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com
La depressione port spesso ad assumere su di se' responsabilita' che non si hanno. Penso che lei stia facendo proprio questo.
Forse la sua famiglia ha uno stile di cominicazione o relazionale scorretto che crea prolemi a tutti. Ma ognuno e' responsabile di se stesso.
Cerchi un aiuto per se'. Se ha dovuto lasciare il lavoro avra' senz'altro dei disagi emotivi e un sostegno potrebbe portarla ad avere un atteggiamento piu' positvo verso se stesso.
Che ne dice?
Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132
Il suo bisogno di comunicare sembra in verità molto intenso e davvero lei ha molto da dire su di se' e sulla sua storia. Con sua moglie, di cui parla con un certo affetto, riesce a dire quello che ha dentro? Riesce, cioè, a condividere questa sua profonda amarezza e delusione per tutto quello che non e' stato ma che, secondo lei, sarebbe dovuto essere? Non le scrivo per consolarla, anche perché penso che lei abbia dei motivi per sentirsi così scoraggiato e anche pieno, forse, di risentimento mai espresso. Mi colpisce, tuttavia, il pessimismo che traspare dalle sue parole, quasi come se vedesse tutta la sua vita attraverso un paio di occhiali scuri. C'e', nella sua vita attuale, qualcosa di bello per cui varrebbe la pena di vivere piuttosto che lasciarsi vivere o sopravvivere? Lei dice che ne ha voglia e desiderio e che vuole essere orgoglioso di se'prima che la vita scorra via dalle sue mani. Rinforzi questa intenzione e cominci a prendersi cura di se', ne va della sua autostima e delle sue relazioni. In passato, sembra che la terapia ipnotica non abbia funzionato, lei dice; forse non era adeguata a lei o a lei in quel momento di vita. Questa negativa esperienza non deve, pero', influenzarla. Vi sono ottimi psicologi/psicoterapeuti con i quali potrebbe riprendere in mano la sua esistenza, dandosi, finalmente, il potere di dirigerla secondo quello che desidera.
Pensare continuamente al passato predispone allo stato depressivo. Se vuole puo' leggere su questo portale il mio articolo: RIMUGINIO, RUMINAZIONE E DISTURBI DELL'UMORE .
Cordiali saluti.
Dott.ssa Elisabetta Scolamacchia
Dr.ssa Elisabetta Scolamacchia
Psicologa. Psicoterapeuta. Analista Transazionale
lei descrive una situazione complessa e delicata. Tenga presente che il lavoro, ancora di più per un uomo, è un aspetto essenziale della vita e ciò che "in primis" ci identifica. Peciò le scelte lavoraive vanno prese sempre con attenzione.
Nel suo caso uno psicologo potrebbe aiutarla non solo a vedere ancora più chiaramente i pro e i contro delle alternative, ma probabilmente anche a migliorare il clima e i rapporti all'interno della sua vecchia azienda. Inoltre potrebbe aiutarla a chiarificare e vedere con più serenità il passato.
L'aiuto di uno psicologo sembra ancora più necessario per i suoi familiari. Un chirurgo non si può operare da solo e tanto meno spesso ci si può aiutare da soli in caso di difficoltà psicologiche; ciò è assolutamente impossibile quando si ha bisogno di "relazioni" che siano "terapeutiche".
Cordiali saluti
Valentina Sciubba Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
Colloqui a distanza
www.valentinasciubba.it
3381762781
gli elementi che mette in campo nella sua lunga e dettagliata descrizione lasciano trasparire una insoddisfazione di fondo che abbraccia vari ambiti della sua vita.
La sua è un'età in cui, molto spesso, si fanno bilanci e ci si interroga su quanto fatto, su quali obiettivi si siano raggiunti, su quanto di quello che avevamo sognato per noi si è portato a compimento.
A volte si tende a guardare al passato facendo nascere rimpianti che vanno, poi, ad influire sul nostro umore; ed è proprio questo ciò che sembra stia accadendo a lei.
Un vecchio detto popolare recitava "non piangere sul latte versato!". Credo sia questo quello che dovrebbe fare; provare a guardare avanti chiedendosi cosa potrebbe ridarle il coraggio necessario a riprendere in mano le redini della sua vita.
Questo processo teleologico dovrebbe cominciare dal presente, dovrebbe iniziare dalla valorizzazione di quanto già c'è nella sua vita.
Anch'io, come la collega, dr.ssa Scolamacchia, intuisco il suo grande bisogno di comunicare i suoi stati d'animo; probabilmente, anche a causa della difficile situazione di alcune persone a lei vicine, non si è sentito "autorizzato" ad aprirsi come vorrebbe.
L'aiuto di uno psicologo della sua zona potrebbe davvero aiutarla a rielaborare le sue emozioni e a incoraggiarla verso una nuova progettualità.
Le auguro di poter presto ritrovare la serenità che merita.
Un caro saluto
Ogni persona ha dei problemi, più o meno seri, ma a volte quello che fa la differenza e' il modo di guardare ad essi. Lei ora li sta vedendo da un altro punto di vista. Questo dimostra la sua capacità di spostare il suo pensiero e la sua attenzione anche ad altre considerazioni. Tuttavia non si vergogni se a volte si fa prendere dallo scoraggiamento, può dispiacersene ma non vergognarsi. Credo che lei possa aiutare chi ama, così come ha fatto con quel barbone, ma credo che possa aiutare anche se stesso se riesce a rivolgersi a uno specialista in campo psicologico. Avere bisogno di sostegno e' molto, molto umano. L'alba arriva sempre, dopo il buio. Buona serata a lei.
Dott.ssa Elisabetta Scolamacchia
Gentile Utente,
ci descrive una famiglia di origine sofferente e problematica e dinamiche improprie che sosterrebbero e amplificherebbero i disagi di tutti.
Lei, pur essendo sposato, ne sembrerebbe ancora profondamente coinvolto ed è anche per questo che le riesce difficile uscire da un circolo vizioso che si trascina da troppo tempo, che ostacola il suo benessere e una visione differente sul come porsi nei loro confronti in modo diverso e sulle reali possibilità di poter intervenire in modo concretamente utile. Pare se ne faccia una colpa come se dipendesse da lei, e solo da lei, risolvere problematiche così complesse.
Pesa ancora troppo per la sua età adulta, il confrontarsi con la sua famiglia per problemi personali, il loro giudizio, il sentirsi succube, questo non la aiuta.
Non significa però che si debbano voltare le spalle alla propria famiglia, è possibile continuare ad amarli, maturando però modalità differenti e più consone al suo benessere emotivo.
D'altra parte da quanto ci dice sul suo rapporto di coppia, condividete entrambi questo tipo di coinvolgimento con le famiglie di provenienza, anche se in modo diverso e per problemi differenti.
La sua sofferenza personale parrebbe avere radici antiche, ma è al momento attuale che bisogna pensare e cercare un modo efficace per affrontarla. Sofferenza che si riverbera anche nelle difficoltà relazionali riferite in merito al contesto lavorativo, al di là delle reali contingenze.
Dal mio punto di vista date le problematiche riferite, credo che rivolgersi ad un terapeuta di tipo sistemico-relazionale potrebbe essere davvero indicato per comprendere meglio le dinamiche relazionali in cui è implicato, fare maggiore chiarezza nelle sue problematiche, affrontare in modo proprio la sua sofferenza e il bagaglio di responsabilità che sente verso la sua famiglia e nella coppia.
Se crede ci può aggiornare in futuro.
Cari auguri
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it
l'approccio che le ho indicato ritengo possa esserle particolarmente utile per affrontare efficacemente le problematiche da lei esposte, suggerimento meglio comprensibile secondo quanto ho replicato.
Naturalmente dipende anche dalla sua motivazione, dal suo impegno e dallo stabilirsi di una proficua allenza terapeutica, cioè quel clima di mutua fiducia tra paziente e curante, che consente di lo svolgimento proficuo di un percorso.
Può comunque trovare informazioni esaurienti a questo link, su questo e altri approcci
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html
La valutazione per un eventuale trattamento farmacologico deve essere fatto direttamente da un medico specialista (psichiatra), l'ottimale sarebbe, qualora si ravvisasse la necessità di una farmacoterapia, che i due specialisti, psichiatra e psicoterapeuta, cooperassero in sinergia.
Se crede ci può tenere aggiornati in futuro.
I migliori auguri per una vita serena
l'approccio sistemico-relazionale è indicato per le problematiche familiari, tuttavia anche altri approcci che spesso hanno con esso dei punti in comune, come la TBS, possono ottenere buoni risultati.
In particolare le segnalo la Terapia della Gestalt con la quale si riesce in genere, grazie a tecniche di drammatizzazione, a migliorare le proprie relazioni senza necessità che vengano in terapia altri membri della famiglia o altri soggetti con i quali si hanno problemi di rapporto.
Cordiali saluti
mi preme specificare che l'approccio sistemico non prevede solo la terapia familiare, ma anche quella individuale (ed è a questa che mi riferivo) e non è solo ed esclusivamente centrata sulle problematiche familiari come del resto avrà potuto leggere nell'articolo che le ho segnalato.
Cordialmente
qualsiasi psicoterapia è in genere efficace, ma molto dipende dal suo impegno e dalla sua motivazione.
Lei ha molto bisogno di raccontarsi, di capire le cause delle sue problematiche. Spesso il punto di vista altrui sfugge quando ci raccontiamo ad amici o quando teniamo tutto per noi. Motivo per cui una persona esterna, come lo psicologo potrebbe aiutarla a rimettere a posto tutti i tasselli della sua vita che sono in questo momento, per lei, "scombinati".
Essere in difficoltà e chiedere un aiuto è umano e comprensibile. Tutti nella vita possiamo avere bisogno di una mano che ci conforti.
Stia sereno, con il giusto aiuto potrà vedere le cose sotto un'altra luce e accettare molti disagi.
In bocca al lupo
Dr.ssa Laura Mirona
dottoressa@lauramirona.it
www.lauramirona.it
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