cura depressione

Nel 2012 ho cominciato ad sentire una forte stanchezza accompagnata da una febbricola (37.0/37.5)mentre studiavo per l'esame di stato che non sentivo come particolarmente stressante. Cosa che invece per me era stressante era la continua stanchezza che dopo tante analisi non trovava una causa precisa (eccetto mononucleosi ). Gli anni passano e mi sforzo di non pensarci ma il mio umore cala sempre di piu' .Fino a quando dopo una relazione di soli sei mesi cado nella depressione piu' nera, ma dopo qualche mese comincio a stare meglio , chiedo anche aiuto ad una psicoterapeuta e ad uno psichiatra. Dopo un anno quasi si ripresenta a seguito di litigi con le mie amiche causati soprattutto da me. Da lì prendo consapevolezza di alcuni miei comportamenti disfunzionali, dell'eccessivo bisogno che ho delle persone , del loro appoggio e della loro approvazione e della causa(bisogni infantili rimasti insoddisfatti e uomore depresso dei miei genitori). Decido di prendere tutto quello che mi stava accadendo come una sfida per ripartire da zero, per uscirne piu' forte di prima. Comincio a mettere in discussione ogni mia idea negativa su me stessa e sui miei sbagli con lo scopo di tornare piu' forte di prima e di amarmi senza aspettare che qualcun lo facesse al posto mio.Con il passare dei mesi sentivo di stare sempre meglio fino a gennaio di quest'anno, dove senza un motivo preciso sono tornata a cadere giu' e a distanza di mesi mi trovo nella stessa situazione. So che la depressione tende ad essere ciclica delle volte ma il solo pensiero di non poter essere io a gestire la mia mente mi terrorizza, mi terrorizza sapere che piu' ricadute si hanno e piu' se ne ripresenteranno in futuro e voglio fare di tutto perché cio' non accada. Ma a differenza delle volte precedenti non ho nulla su cui lavorare per stare meglio.Non voglio continuare a farmi vedere triste dalle persone,non voglio che le mie capacità mentali siano ridotte a causa della depressione(mi sento confusa,in un altro mondo, come se avessi assunto una droga che mi avesse fatto un brutto effetto.Ho difficoltà ad esprimermi e tutto ciò mi fa sentire solo peggio) non voglio che sia la depressione a comandare me e non voglio questa odiosa stanchezza che non mi fa vivere quanto di bello c'è nella vita.La cosa che piu' mi preoccupa ora è che dovrei cominciare a svolgere tirocinio la prossima settimana e sto studiando per diventare assistente sociale. Come posso avere a che fare ogni giorno con il dolore degli altri se la vita a quanto pare vuole che sia io la prima a provarne così tanto e ogni santo giorno?Se l'assistente sociale che mi accompagnerà si accorgerà del mio stato d'animo?Ora come ora non vedo un morivo per andare avanti. Oscillo tra il voler farla finita e il rimurginare su cosa mi ha portato a stare nuovamente male cercando una soluzione per cancellare per sempre dalla mia vita qualcosa che non voglio che ritorni per nessuna ragione al mondo. La vita è bella,lo so bene,ma non con la depressione
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Gentile utente, ci dice molte cose di Lei, ma non cosa succede quando passa da un periodo buono ad uno triste, grigio ,depresso..
C'è nella depressione una grossa componente di aggressività introiettata che si affaccia prepotentemente quando i nostri sogni, i nostri piani saltano, perchè qualcosa, qualcuno non permette di andare avanti,e diventa quasi una dinamica di potere..
Mi domando se nei suoi percorsi abbia avuto modo di riflettere abbastanza su questo .. a volte si cade dentro a dinamiche di potere in cui siamo dipendenti e anche vittime di altri, e questo immobilizza, fa rabbia perchè è una lotta impari o percepita come impari..
Sono suggerimenti, questi miei pensieri..naturalmente ogni persona è un caso a sè..
Cosa ne pensa.. ?
Noi restiamo in ascolto, se crede ci riscriva..
buona notte

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
Grazie mille per la risposta ! Nei periodi n cui mi sento meglio non sono mai pienamente soddisfatta della mia condizione mentale ma mi ripeto che una vita passata ad avere pensieri e comportamenti disfunzionali non puo' essere cancellata in pochi mesi e cerco il piu' possibile di essere comprensiva con me stessa. Gli unici pensieri che mi sono rimasti da quando sono stata male un anno fa e che si sono amplificati da gennaio sono quelli relativi alla mia vita sentimentale e familiare. Per quanto riguarda la prima mi chiedo se mai starò bene tanto da poter trovare qualcuno con cui costruire un rapporto SANO e mi sembra quasi un traguardo per me irragiungibile, in piu' sono ancora vergine e questo mi pesa moltissimo. Nell'ambito familiare intendo che ho molta rabbia nei confronti dei miei genitori e dei miei fratelli molto piu' grandi di me, odio la loro depressione e li vedo come la causa del mio malessere, riverso su di loro molta aggressività e allo stesso tempo il fatto di saperli sofferenti non mi fa stare serena. Sono consapevole però del fatto che se sono come sono hanno avuto anche loro un infanzia sofferente, non hanno avuto gli strumenti per cambiare e che naturalmente io non posso guarirli. Delle volte provo una rabbia profonda anche quando ripenso a come sono stata trattata dalle mie amiche nei periodi piu' bui che ho attraversato ma so anche che era una situazione difficile per tutti quelli che mi stavano vicino. Ora voglio solo trovare la via d'uscita per stare bene.
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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
E riflettendo ulteriormente su quanto lei dice devo dire che è vero, provo rabbia forte quando ad esempio qualcuno deride il mio malessere o quando per il mio essere passiva non riesco a ''difendermi'' . Provo altrettanta rabbia quando mi sento di dipendere da qualcuno e quando questo qualcuno non mi da affetto. Ma ho preso consapevolezza anche di questo e mi dico ancora una volta di essere clemente e che si puo' migliorare in positivo solo quando si sta bene. Oltre che dirmi che piano piano devo imparare a sostenermi da sola e che non devo pretendere l'appoggio di nessuno , cosa posso fare ? Perché non basta questo lavoro che faccio con me stessa? Lei crede che sforzandomi ancora di piu' posso allontanare possibili ricadute? E se la causa di questo ritorno sta anche nel fatto che voglio sempre piu' felicità e benessere accontentandomi poco e desiderando inconsciamente ancora troppa protezione dalle persone ? Grazie ancora e chiedo scusa per le troppe domande e le risposte poco chiare, ma la mia volantà di stare bene definitivamente è fortissima
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Carissima, brava che cerca di essere gentile con sè stessa e che si sforza di cambiare.. gli occhiali con cui guarda il mondo.. sarebbe però un percorso più efficace se avvenisse all'interno di una psicoterapia in cui potrebbe sentirsi accettata, compresa, appoggiata, tutta questa sua faticosa, coraggiosa scalata potrebbe essere molto meno pesante..
ad un certo punto della vita proprio perchè è giovane e non vuole
sprecare la giovinezza, farsi aiutare è una buona idea.
Forse se dalla sua città, volesse andare in un'altra città non andrebbe a piedi faticosamente...
Quanto alla verginità, non se ne faccia un problema, anzi, troverà l'uomo giusto e la situazione che sogna..
Proprio perchè ha alle spalle dolore,fatica, e rabbia .. decida di girare pagina ..
Spero che mi ascolti.. le auguro un'estate .. diversa e bellissima..
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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
Da Aprile sono seguita da una terapeuta , ma non trovo nessun giovamento , sembra che mi dice cose che già conosco senza aiutarmi a risolvere il problema e intanto gli anni passano ed io ho sempre più paura di dover passare la vita in queste condizioni o comunque tra alti (pochissimi) e bassi. Non vedo un appiglio, qualcosa su cui lavorare , un obiettivo da raggiungere perché la prima ad essere rassegnata della mia situazione sembra essere proprio la mia terapeuta che mi ripete che ho tanta forza di volontà ma non basta e di conseguenza vedo tutto ancora piu' nero . In ogni caso grazie infinite per le sue parole gentili e di conforto , le auguro una buona giornata !
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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
Chiedo scusa se torno qui a chiedere sostegno . Ma proprio sono giorni neri, ieri ho avuto un fortissimo attacco di panico.. penso sempre alla morte come unica via d'uscita e il lavoro, il tirocinio , li vedo sempre piu' come sforzi enormi che sembra mi facciano stare solo peggio. Ma purtroppo non posso lasciare. Mi sta letteralmente ossessionando ciò che mi ha detto la mia pscioterapeuta , cioè che avrò sempre la tendenza ad andare giu' e potrà capitare che questa forte tristezza si ripresenti(eppure non ho passato la vita da depressa). Per me non deve esistere una cosa del genere, voglio cambiare e lo voglio con tutta me stessa! E lei a questo mi risponde che impegnandoci possiamo arrivare dove vogliamo. Ma mi sembra tutto abbastanza contraddittorio . So bene che devo parlarne con lei al prossimo incontro , ma vi chiedo solo di aiutarmi a vedere questa situazione da un punto di vista reale, razionale e che allo stesso tempo mi consoli un po'. Ciò che mi immobilizza è che questa volta sono ''caduta nel baratro'' senza riuscire a frenare la discesa .. mi sento come se avessi fatto tutto il possibile ma non fosse bastato e per questo mi dico che io sono impotente e non potrò fare nulla per evitare che riaccada. L'unica cosa è che quando ho cominciato a stare male nuovamente a gennaio la mia pscioterapeuta era in malattia e volendo fare tutto con le mie forze avevo sospeso la terapia farmacologia mesi prima ( cosa stupida e controproducente , lo so!) C'è la possibilità che nonostante in questi tre anni io abbia tre volte sospeso la terapia il mio organimso non abbia costruito una resistenza al farmaco ? Ho una paura matta di essere senza via di scampo. Ogni volta che vado in terapia sento come dovessi essere io a convincere la terapeuta che ce la posso fare, non vedo appoggio, e crollo ancora di piu'. Grazie a chi perderà un po' del suo tempo a rispondermi e scusatemi ancora.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Carissima, parli chiaramente con la Collega che ha il piacere di seguirla.. " l'alleanza terepeutica" è fondamentale e si costruisce via via..stia in fiducia, possono esserci delle battute d'arresto, ma un pò alla volta starà meglio.. cari auguri..
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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
grazie mille per la risposta! Lo spero davvero!
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Attivo dal 2015 al 2019
Ex utente
Buongiorno gentili dottori. Vi scrivo nuovamente sperando possiate darmi un consiglio. Come vi ho raccontato nel 2015 ho chiesto aiuto ad una psicoterapeuta e nel gennaio di quest'anno(2016) quando ho cominciato a stare male nuovamente la mia psicoterapeuta rimandava di continuo l'appuntamento, e lo ha fatto per circa un mese dicendomi che aveva impegni familiari. Io conoscendo il tipo di impegni (non urgenti) mi sono un po' indispettita e mi è dispiaciuto che lei proprio nel momento in cui avevo più bisogno mi ha lasciata sola. In più da tempo pensavo al suo ''cattivo vizio'' di raccontarmi situazioni personali di alcuni pazienti che conosco, e sfiduciata ho deciso allora di rivolgermi ad un altra psicoterapeuta che come ho già detto mi diceva che dovevo rassegnarmi alle mie continue ricadute , che sarebbero riapparse e dovevo trovare il modo di riuscire a gestirle. (Spero con tutta me stessa che la sua giovane età e quindi la sua inesperienza le abbiano fatto dire una cosa che in realtà non si avvererà). Disperata , con il peggioramento dei sintomi e continui attacchi di panico, dopo aver chiesto un vostro consulto ho deciso di rivolgermi nuovamente alla mia ''vecchia'' psicoterapeuta che invece mi dice che per le capacità che ho posso uscirne definitivamente se mi rassegno però a fare la cura farmacologica per almeno tre anni, senza fermarla non appena sto meglio perché voglio fare tutto da sola. Effettivamente è capitato questo: dopo cinque/sei mesi, non appena stavo bene tendevo a mettere da parte i medicinali, sentivo che mi tenevano legata a brutte sensazione come quella di essere di una pazza. Dopo quest'ultima ricaduta(sempre se così si può chiamare) ho capito l'importanza di non fare'' di testa mia'' ma non so a chi dare ascolto, di chi fidarmi e come fare per riaffrontare tutto dal principio nuovamente. Io sono oramai convinta che starò in questa situazione sempre , non ho speranza ma allo stesso tempo ho bisogno di speranze e di credere che ci sarà una fine a questo malessere che mi sta togliendo davvero tanto. Può essere che un terapeuta seppur non adempia ad un dovere importante come quello del segreto professionale sia comunque per il resto un terapeuta capace? Non ce la faccio più a cominciare di nuovo con un nuovo terapeuta che magari mi da un ennesima versione diversa del mio stato di salute. Spero possiate darmi un ulteriore consiglio.