23 ANNI E NON VEDO DAVANTI A ME UN FUTURO PER LA MIA VITA CHE SIA "NORMALE".

Buongiorno.
Mi viene difficile riassumere i miei ultimi 8 anni.
Sono timida e insicura da sempre. Esempio: da piccolina e anche ora..se eravamo in due mi comportavo normalmente, l' essere già in tre voleva dire estraniarsi. Poi con l'adolescenza , si è aggiunta l' ansia ed insieme al resto, sono arrivata al punto di non venire più a capo di niente nella mia vita.
Ho iniziato con il liceo,che pur frequentando il primo anno con successo ho dovuto cambiare scuola per la troppa ansia e stress che mi provocava l'impegno.
Ho iniziato l' università e stavo fuori casa. Ho resistito un anno dando due esami con esito positivo.Ho mollato sempre per il troppo stress, causato dalle ansie da prestazione. Per me voleva dire o sapere tutto o non riuscire ad affrontare più un esame.
Tra i 15 e i 17 anni mi sono recata da una psicologa. Il problema della mia timidezza non mi ha mai portato ad essere me stessa e a sfogare le mie ansie davanti alla psicologa. Nel frattempo ho avuto un episodio dove ho perso parecchi capelli.
Il problema dei capelli me lo sto ancora trascinando tutt' oggi con cure continue.
Per quanto riguarda la mia vita sentimentale, a parte le storielle adolescenziali, ho avuto una storia importante durata un paio d'anni che è finita da un anno. Da un anno lavoro presso un asilo privato. Con i bambini tutto ok (mamme molto soddisfatte). All' inizio tutto bene, poi sono nati i soliti problemi con le colleghe per via del mio carattere chiuso.
Praticamente negli ultimi 6 mesi sto sprofondando. Affronto il lavoro con troppa ansia, praticamente non esco più e la sera alle 21.30 sono a letto. Nell' estate sarò uscita 3-4 volte con amiche e vacanze al mare con i genitori.Mi da fastidio quando i pochi amici che mi sono rimasti mi cercano. L'idea di affrontare una nuova conoscenza mi spaventa. Dovrei essere non me stessa,uscire,fingere di sorridere, ecc. Non ci riesco. Mi sono messa a guardare la Tv, cosa che non avevo mai fatto. Ho difficoltà a dormire la notte (continui pensieri). Mi sono nati da un paio d'anni problemi ossessivi-compulsivi: ripeto più volte gesti(controllo se ho chiuso bene,ecc.)
Sto andando da uno Psichiatra, dove ero già stata quando andavo dalla psicologa. Mi ha prescritto BRINTELLIX gocce e TAVOR per dormire.Non sono soddisfatta,con lui non riesco a lasciarmi andare.Praticamente le uniche persone con cui riesco a sfogarmi, piangere,a arrabbiarmi, sono i miei genitori.
Sono arrivata al punto che se la mia vita deve essere questa, non ha senso:
a 23 anni non uscire..ansia per tutto..pastiglia per dormire, sono arrivata alla conclusione che non riuscirò mai ad avere una vita normale: storia d'amore, convivenza o comunque vivere per conto mio fuori casa, avere dei figli, affrontare una casa. Mi sento un peso anche per i miei genitori.
Non posso immaginare la mia vita sempre così. C'è qualcuno che può aiutarmi?
CI SARA' UNA SOLUZIONE? HO BISOGNO DI AIUTO! VOGLIO UNA VITA NORMALE SE NO NON HA SENSO!
Io abito in zona Torino.
Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Getile utente,
Se ha gia' effettuato una consultazione psichiatrica ed e' in cura occorre aggiungere una psicoterapia.
Il Suo punto debole sembra essere il rapporto sociale specialmente nell`ambiente di lavoro.
E questo fa ipotizzare che la causa dei Suoi problemi risalga ai genitori. Al rapporto con essi. Che tipo di educazione ha ricevuto?
Sarebbe i il caso di intraprendere una psicoterapia dinamica del profondo per elaborare il rapporto con i Suoi e come si trasporti su di Lei.

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la tempestiva risposta.
Rapporto sociale nell' ambiente di lavoro ora, nella scuola a suo tempo e pure alla scuola materna.
La mia insicurezza mi sta logorando. Di conseguenza l'ansia non mi fa affrontare nulla di nulla.
Non so se è importante l'aspetto ereditario in queste cose, perchè mio padre mi dice he anche lui aveva problemi simili. Non è mai arrivato ai miei livelli, però mi dice che in certi periodi della sua vita, quando doveva affrontare cose importanti, prendeva lo Xanax.
Certo, anche io potrei forse, quando mi aspettano giornate pesanti o uscite con amici (che rifiuto sempre) assumere Xanax al bisogno, ma sarà mica una soluzione.
Con loro un rapporto buono. Certo, di sicuro mi hanno viziata (sono anche figlia unica), specialmente mio padre,che secondo me capiva di più il mio stato, essendone stato anche un pò coinvolto. Mi chiederà se ho i genitori separati. Si..sono separati da quando avevo 7 anni, vivo con mia madre però mio padre lo vedo e ci parlo praticamente tutti i giorni. Loro due hanno un ottimo rapporto. Facciamo anche una parte di vacanze tutti e tre insieme. Penso che i miei genitori non siano un problema per me, anzi, se penso al fatto che non possano esserci, non so proprio come potrei affrontare ora la mia vita. Sono gli unici con cui riesco ad essere me stessa.
Resto a Sua disposzione. Mi chieda pure.
Psicoterapia? Io sono disponibile a tutto, ma attualemente non saprei neanche dove rivolgermi. Accetto indicazioni.
[#3]
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile utente,
La Sua situazione sembra *sotto controllo* anche se non proprio perfetta.
La situazione clinica di Suo padre potrebbe essere stata *trasferita* a Lei per cause ereditarie. E in tal caso Lei dovrebbe esserne messa al corrente dallo psichiatra. Perche' la *depressione endogena* non e' gestibile *a buona volonta* da Lei. Si tratta di una questione organica che riguarda i neurotrasmettitori. E la terapia va accolta con *maturita*.
Naturalmente se Lei ha tale predisposizione genetica la Sua vulnerablita' ai fattori *deprimenti* della vita e' maggiore. E deve difendersene.
Quindi un sostegno da parte di uno psicoterapeuta dinamico che possa aiutarLa a scansare le situazioni che possono deprimerla sarebbe un'ottima cosa.
Un terapeuta dinamico in Piemonte non ne conosco, ma se decide puo' consultare l'Ordine degli Psicologi della Sua Regione, estrapolare gli psicoterapeuti e chiedere un colloquio conoscitivo.
Quando trovera' un professionista con cui si sente a Suo agio, aiutata ma anche salvaguardata e libera di esprimersi ha fatto centro!
Mi faccia sapere!

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