Lapsus freudiano

Buongiorno,

c'è una ragazza che mi piace soprattutto dal punto di vista cerebrale, con lei c'è molta intesa, ma è fidanzata. Oggi mentre parlavamo invece di pronunciare il mio nome, ha detto prima "amore" poi "Luca" (nome del suo attuale fidanzato). Preciso che io sono solo un amico recente e non siamo mai stati insieme.
Questo lapsus che ha creato anche notevole imbarazzo in entrambi potrebbe avere qualche significato ?
Grazie per la cortese risposta
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Potrebbe... ma non possiamo certo saperlo noi.
La questione dei lapsus o dei sogni e in generale dei significati personali possono essere capiti solo con il diretto interessato ed entro una cornice terapeutica.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Salve,

intanto voglio dirle che è ingegnoso nella sua lettura, poiché mi sembra di capire che lei voglia intendere che la parola "amore" sia stata rivolta a lei, mentre "Luca" è stato detto dalla ragazza per negare il suo sentimento appena dichiarato. Questo metterebbe in luce un conflitto presente nella ragazza.

Senza entrare nello specifico di concettualizzazioni psicoanalitiche complesse, che non possiamo interpretare in questa sede, voglio lasciarle una mia suggestione, cioè il fatto che lei, con il suo racconto, comunica una sua sensazione che merita attenzione.

Potremmo dire, mi corregga se mi sbaglio, che lei sente interesse da parte della ragazza, o quanto meno è quello che spera, e allo stesso tempo percepisce un qualche senso di vergogna.

Quando sottolinea che il "lapsus ha creato notevole imbarazzo in entrambi", questo colpisce. Se il lapsus potrebbe avere messo in luce un conflitto nella ragazza, come mai questo imbarazzo riguarda anche lei?

Questo aspetto l'ho trovato particolarmente emblematico, cioè il fatto che entrambi potreste vivere un sentimento conflittuale dentro di voi.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Insomma. carissimo, Lei ci spera a questo " amore" .." voce dal sen fuggita"?? forse sì, ma è Lei , certo più di noi che può cogliere la sfumatura , lo sguardo, il senso dell'imbarazzo che c'è stato.. mi sembra che voglia .. sperare... Coraggio.. vedremo..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#4]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Gentile dott. De Sanctis,

l'imbarazzo riguarda anche me per il semplice motivo che anche io sono impegnato. Vivo un rapporto con una ragazza fantastica che è stata ed è sicuramente l'amore più grande della mia vita. Per cui in effetti mi sento in difficoltà ed anche in colpa per aver provato interesse verso questa persona.
In effetti sto cercando di dare delle motivazioni e credo che il tutto derivi dal particolare contesto nel quale ho conosciuto questa amica: l'ospedale. Entrambi abbiamo una patologia cronica e siamo sottoposti a continue cure.
Io credo di aver compreso meglio di lei quello che mi sta capitando, lei secondo me reprime questo interesse, la vedo molto combattuta e soprattutto si contraddice spesso. Sicuramente il suo ragazzo fatica a capire la sua situazione di salute, è una ragazza che a differenza mia si è ammalata fin da piccolissima per cui convive con la malattia da sempre, è stata adotta ed ha recentemente perso il padre. Fa uso di stupefacenti e spesso salta le terapie. Insomma purtroppo ha un sacco di problemi per cui è molto difficile capire per me quello che lei prova. Ci siamo conosciuti ed è scattata un'intesa reciproca immediata, io poi ho cercato di starle vicino per tutti i problemi che ha. Ma adesso che forse non riesco a vederla come un'amica vorrei allontanarmi per un po'. Ma la vedo veramente fragile. Io comunque credo che la mia sia un'infatiazione, un illusione (forse perché mi ricorda una mia ex anch'essa problematica)....insomma non lascerei mai la mia compagna per stare con lei. E lei questo penso lo sappia. Se succedesse qualcosa sarei io a buttare al vento un rapporto consolidato e costruito negli anni, molto diverso dal suo.
Tuttavia come vedete ho scritto per sapere il significato del lapsus....stavamo parlando e lei per contraddirmi prima ha detto "amò" come si dice a Roma, poi Luca (il nome del suo ragazzo) e poi finalmente il mio nome. Lei però mi sembrava in effetti molto meno imbarazzata di me...si è messa anche a ridere.
[#5]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
I sentimenti di cui parla sono importanti. Riguardano la sua storia attuale, l'intesa con questa ragazza dell'ospedale, i dubbi, la responsabilità, un turbamento interiore. Una serie di vissuti intimi e profondi, di cui bisogna prendersi cura.

Tutto questo può aprire discorsi delicati relativi anche alla sua storia passata legata alla sua ex, alla patologia cronica e alla fatica delle continue cure, all'empatia che vive per la fragilità umana di questa ragazza ad esempio, forse in risonanza con sue esperienze di vita. Il fatto che ad esempio sottolinei una coerenza tra le ragazze che la attraggono, un comune denominatore che si ripete, è un aspetto cruciale ed estremamente prezioso.

Vede quante cose possono emergere a partire da un lapsus, è così che succede. E se avesse voglia di aprire i capitoli della sua vita, ci sarebbe un mondo su cui fermarsi a riflettere.

Provo a specificare meglio alcuni aspetti legati al conflitto.
Intanto se lei sente che "è scattata un'intesa reciproca immediata", può ascoltare il suo intuito e penso che questo sia accaduto davvero tra voi, quello che dice è assolutamente credibile. Accanto a questo, la presenza dei vostri fidanzati, e forse non solo, genera un freno, e quindi un vissuto conflittuale.

La presenza della conflittualità sembra essere di entrambi. Quindi seguendo la sua ipotesi, cioè il fatto che questa ragazza le abbia detto "amore", dovendolo poi negare, o come lei dice giustamente "reprimere", sembrerebbe sottolineare che questa ragazza prova qualcosa, ma allo stesso tempo mostrare quello che circola tra voi, che non è solo della ragazza.
Voglio dire: se lei si fosse esposto, forse non si verificherebbe un fenomeno come quello dei lapsus, che potrebbe mostrare l'emergere del conflitto che vi riguarda, che non può essere affrontato in modo più esplicito di così. Significherebbe infatti avvicinarsi.

Questo discorso ci porta dritto a lei e riguarda la possibilità che lei ha di guardarsi dentro, ascoltare i suoi sentimenti e affrontare il conflitto che sembra vivere. Condivido quando dice di avere compreso quello che le sta capitando, lo esprime qui con onestà. Tuttavia cosa se ne fa di quello che vive? Sembra dirlo, si allontana. Eppure qualcosa che la attrae verso questa ragazza c'è, e forse sta cercando anche di capire di più se stesso e quello che prova.

Mi lasci fare un gioco di parole, che è solo una suggestione che andrebbe verificata.
"Amò" mi fa pensare onomatopeicamente a "mò" e a "'nnamo", che come sa, a Roma significano rispettivamente "adesso" e "andiamo, dai". Questo fraseggio potrebbe essere coerente con l'interrogativo che voglio suggerirle: a vivere il conflitto siete in due, e magari la ragazza le sta dicendo di aprire questo discorso tra voi? E lo dice proprio perché sente che lei si sta allontanando?

Quindi d'accordo, può darsi che la ragazza provi per lei un sentimento che allo stesso tempo "reprime", ma mi chiedo se lei in qualche modo non faccia lo stesso, poiché sente di volerlo tenere a bada?

I lapsus aprono discorsi come questo e devono essere indagati dal vivo per approfondire i numerosi significati che possono esserci, al di là di suggestioni e ipotesi embrionali che possiamo fare in questa sede, con cui comunque devo dire che già si mettono in luce una complessità di vissuti preziosi che possono riguardare la sua esistenza.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#6]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
La ringrazio per la sua brillante analisi che anche se basata sui pochi fatti che ho raccontato mi fa riflettere molto.
La situazione è certamente intricata e di non facile soluzione. Confesso che da uomo ho pensato anche di ottenere il più possibile: ovvero una scappatella per uscire dalla routine quotidiana. Tuttavia mi rendo conto che in questa situazione particolare sarebbe parecchio difficile avere dei rapporti sessuali senza un coinvolgimento emotivo. Accadrebbe probabilmente qualcosa di difficile poi da controllare. Inoltre la sua fragilità potrebbe risentirne se io non volessi poi proseguire con una storia....poi per carità magari sono io che finisco "sotto" e sarà lei a scaricarmi dopo una breve e fugace relazione...insomma si sta accumulando tanta tensione. Per la probabile rinuncia alla sua amicizia che era di supporto ma adesso è fonte di turbamento, per la rivisitazione di alcune certezze che riguardano il mio rapporto con la mia fidanzata ed in ultimo per la mia malattia poche sto aspettando di sottopormi ad un intervento che se ben riuscito dovrebbe restituirmi la salute.
[#7]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Le sue riflessioni, il suo stato d'animo di tensione e le sue perplessità sono comprensibili e umane, aprono numerose domande che sono una ricca occasione di ricerca interiore.

È una "scappatella" che vuole? Oppure il coinvolgimento emotivo non è trascurabile? Quanto la vostra malattia accomuna il mondo di questa ragazza e il suo, e come invece viene vissuta all'interno della sua relazione attuale con la sua fidanzata?

Queste sono solo alcune delle domande che riguardano la sua esperienza attuale, ma anche passata. Potrebbero aprire capitoli della sua storia più antica, anche in riferimento alla sua malattia, che non dev'essere stata facile.

Senz'altro questa ricerca interiore, come tra le righe mi sembra suggerire, è rischiosa poiché implica una dimensione potenzialmente trasformativa, che si costituisce come una vera e propria rivoluzione di sé, che può destabilizzare e gettarla nell'incertezza.

Le sue parole sono un'emblematica testimonianza di quello che rappresenta il senso di un percorso interiore che può portare a un cambiamento di se stessi.

Dipenderà da lei se vorrà affrontare fino in fondo ciò che il "lapsus" le ha suggerito. A dire il vero ha già scelto di osservare con acume quello che sta accadendo e sembra avere iniziato a farsi carico di quello che sente. Se andrà avanti per questa strada potrà riconoscere i suoi vissuti e scegliere se allontanarsi o meno, senza fuggire.

Prima di salutarla, anche se conosco pochi dettagli, voglio farle i miei più cari auguri affinché l'intervento che sta per affrontare possa restituirle la salute come merita. Immagino come debba sentirsi, con un carico emotivo complesso, da cui spero possa affrancarsi, per essere presto libero.

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis
[#8]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
In realtà non dipende tutto da me. Io sicuramente mi sto guardando dentro e sto cercando di trovare le motivazioni reali che hanno spinto il mio interesse verso questa persona. Una decisione sicuramente sarebbe auspicabile per lo meno per evitare questa ambiguità. Allontanamento o avvicinamento.
Tuttavia ritengo che anche lei in un certo senso abbia la possibilità di scelta. La decisione è ovviamente biunivoca. Lei Potrebbe tranquillamente decidere di non approfondire la relazione per amore nei confronti del suo ragazzo o per altri motivi.
Oggi mi ha chiesto che le farebbe piacere se io conoscessi il suo ragazzo. Sostiene infatti che lui voglia conoscermi altrimenti non sarebbe più d'accordo su eventuali frequentazioni extra ospedaliere tra di noi. Io ho riposto che non avevo molta voglia allora ha replicato dicendomi che allora c'è qualcosa di male...una continua alternanza di segnali contrastanti è quello che lei mi ha sempre mandato...tuttavia ritengo che la richiesta di farmi conoscere il suo ragazzo sia un segnale (nonostante il lapsus di cui sopra) abbastanza chiaro: non credo voglia approfondire più di tanto. E forse sarebbe meglio e più facile anche per me ...
[#9]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Condivido le sue parole e i suoi dubbi. A volte si attraversa l'ambiguità per trovare alcune risposte che ci riguardano, poiché viviamo un vero e proprio dilemma, allontanarsi o avvicinarsi...

Una decisione è auspicabile per se stesso, non per evitare l'ambiguità. Se l'ambiguità c'è, c'è un motivo. Non bisogna negarlo, attraverso un fare decisionista o razionale. Come dice, la soluzione è guardarsi dentro, senza mettersi maschere né fuggire.

Non dipende tutto da lei, senz'altro. E la ragazza dell'ospedale "potrebbe tranquillamente decidere di non approfondire la relazione per amore nei confronti del suo ragazzo o per altri motivi", assolutamente.

Ma continuo a sentire dentro di me la stessa domanda: si concentra sulla ragazza e non su se stesso, come mai? Per prendere tempo, perché è difficile, perché vive un carico emotivo troppo intenso e doloroso, perché desidererebbe la garanzia del suo interesse?

Quando lei potrà sbloccarsi e a quel punto prendere autenticamente una decisione, la situazione potrebbe diventare allora più chiara. Lo stesso potrei ipoteticamente dire alla ragazza.

La ragazza le dice che vuole presentarle il suo fidanzato perché altrimenti lui "non sarebbe più d'accordo su eventuali frequentazioni extra ospedaliere tra di noi".
Nel dirle questo la ragazza mostra di tenere particolarmente a lei, non so in che forma. Magari si tratta di un'amicizia o magari è un modo per essere certa di non perderla, in un momento di confusione in cui, come lei, non sa se allontanarsi o avvicinarsi.

La sua conclusione riguarda il suo particolare modo di interpretazione soggettiva delle parole di lei, che sarebbe utile poter analizzare. Quando dice: "Ritengo che la richiesta di farmi conoscere il suo ragazzo sia un segnale (nonostante il lapsus di cui sopra) abbastanza chiaro: non credo voglia approfondire più di tanto", potrebbe invece essere come il lapsus, non il contrario. Potrebbe ancora voler dire: "Tu sei il mio amore, Luca", e questa è un'ipotetica espressione del conflitto. Ora non si concentri solo su "Luca" (forse è quello che mi aspetto io?), ma sul binomio "Tu-Luca". E magari potrebbe essere importante riflettere sul fatto che non concepisce questa ipotesi.

Finché entrambi vivrete questo possibile conflitto, la situazione potrebbe rimanere ferma, tra lontananza e vicinanza, tra paura e desiderio.
L'importante è che ognuno di voi possa assumersi la responsabilità dei propri sentimenti e quindi muoversi coerentemente in tal senso.
Altrimenti si potrebbe verificare un gioco di rimandi in cui attribuite all'altro i vostri stati d'animo.

Non so se riesco a spiegarle il mio pensiero, non è semplice in questa sede, in poche parole. È un dialogo che dev'essere svolto in una sede adeguata, con i dovuti tempi.
Quello che voglio dirle qui, in realtà, lo dice lei stesso: la ragazza le vuole presentare il suo fidanzato, lei legge questo come un rifiuto... "perché così è più facile" per lei. Attenzione quindi, che il modo in cui legge e interpreta le parole della ragazza non sia pretestuoso, influenzato più che comprensibilmente dai suoi vissuti emotivi.
Questo, pur non volendo, dà una direzione alla vostra relazione, non è neutrale. Lei infatti si ritira, in base alla sua lettura, quasi il rifiuto fosse sperato, immagino perché la faccia sentire protetto, rispetto a quello che potrebbe significare invece il caos di un avvicinamento. La protezione tuttavia, se da una parte dà sicurezza, dall'altra può essere mortificante.

Come le accennavo, non è facile quello che ci stiamo dicendo per numerosi motivi, stiamo parlando di vissuti molto profondi che riguardano la sua vita e di desideri che implicano potenziali cambiamenti che potrebbero essere epocali per lei.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#10]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Gentile dott. De Sanctis,


vorrei davvero ringraziarla perché le sue parole sono di conforto e fanno riflettere. Sebbene all'inizio diffidente dal poter ottenere validi consigli da un consulto on-line mi sono reso conto invece che in questo momento lei mi è stato d'aiuto. Per ovvi motivi sono poche le persone alle quali posso confidare questa situazione, gli amici poi replicano ai miei dubbi con il solito "ancora non te la sei fatta" interpretando il solito e scontato ruolo da camerata.
Mi vorrei soffermare su una parte di quello quello che ha scritto:
"Finché entrambi vivrete questo possibile conflitto, la situazione potrebbe rimanere ferma, tra lontananza e vicinanza, tra paura e desiderio.
L'importante è che ognuno di voi possa assumersi la responsabilità dei propri sentimenti e quindi muoversi coerentemente in tal senso.
Altrimenti si potrebbe verificare un gioco di rimandi in cui attribuite all'altro i vostri stati d'animo".
Sono sempre stato un decisionista quindi non avrei problemi a dichiararmi (anche se sinceramente non saprei "cosa" dichiarare nello specifico: amore? sentimento? attrazione?). Come dice lei potrei assumermi le mie responsabilità e spezzare questa tensione data dall'ambiguità.
Io credo che l'interesse sia reciproco perché nei mesi di frequentazione gli episodi che ne fanno da testimone sono stati diversi. In un primo momento da parte sua. Ma ho capito che questo suo guardarsi attorno derivava da insoddisfazioni con il suo ragazzo che non capiva la sua situazione di salute. Questa sua insoddisfazione è durata mesi, io sinceramente non ho colto nessuna occasione perché a parte un interesse fisico (non sono cieco) non pensavo a lei in altri modi, avevo la mia vita con la mia ragazza.
Poi quest'estate non ci siamo più visti ed è successo qualcosa. Ho cominciato a pensarla e la stessa cosa ha fatto lei, mi ha mandato diversi messaggi, ha cercato dei pretesti per vedermi e quando ci siamo visti ho davvero percepito un interesse (che comunque secondo me c'è sempre stato dalle prime volte che ci siamo conosciuti, la differenza sostanziale secondo me è che quando lei pensa che il suo ragazzo non sia quello giusto per lei si lascia andare e fa trasparire tutto, viceversa tende a reprimere e negare il suo interesse verso di me).
Una sera mi ha invitato a casa sua (era sola e il suo ragazzo all'estero), ma io non sono potuto andare. Poi ci siamo rivisti nuovamente per salutarci poiché lei partiva per la Spagna con il suo ragazzo.
Non posso descrivere quei giorni in cui non l'ho sentita perché stava all'estero. È stato un turbine di emozioni, tra speranza e ricordo di quegli ultimi incontri e di alcuni messaggi che lei mi scriveva, contavo i giorni e nel frattempo guardavo la mia fidanzata con cui ho condiviso la mia vita che è stato il mio più grande amore chiedendomi cosa diavolo mi stesse succedendo. È stata una cosa incontrollabile, nonostante io per mesi mi fossi relazionato a questa "ragazza dell'ospedale" senza grossi turbamenti.
Bene all'apice di questo mio coinvolgimento, accade che lei ritorna e non si fa più sentire (ha davvero perso il cellulare, però avrebbe potuto chiamarmi da casa per farmi sapere come stava).
Quando ci rivediamo ha un atteggiamento diverso, sempre affettuoso ma un po' distaccato. "Il viaggio con il ragazzo deve essere andato bene" penso io . In effetti lei mi dice che le cose stanno andando bene e che lui si è deciso ad andare a convivere con lei. Provo a riprendere il discorso tra noi due prima che lei partisse, ma non ha molto seguito, anche se lei mi fa intendere un "mai dire mai".
Il suo lapsus è proprio di questi giorni, probabilmente lei è concentrata sulla situazione con il ragazzo che sembra aver preso la piega da lei sperata e cerca di negare il suo interesse per me cercando di confinare il nostro rapporto ad una amicizia speciale magari, ma sempre amicizia.
Questa è la situazione. Come vede sono molto concentrato su di lei perché se dovessi guardare a fondo dentro di me avrei ancora più difficoltà (come lei aveva già intuito).
Quello che so per certo è che lei non è innamorata di lui, ma molto presa fisicamente, che lui è un ragazzo più giovane di lei e un po'immaturo. Che lei a 28 anni con la profondità che ha non può solo basare un rapporto sull'aspetto fisico. Che tra noi due c'è qualcosa di profondo che è scattato subito, vuoi per la malattia in comune ma anche per alcune affinità. Creso inoltre che l'attrazione sia reciproca.
Detto questo credo che dichiararmi sia diventato l'unica decisione da prendere anche perché solo andando fino in fondo con lei posso capire cosa provo ancora per la mia attuale fidanzata. Fin quando tutto rimane "in fieri" è l'idealizzazione a prendere il sopravvento, quello che sarebbe stato è sempre più romantico di quello che invece è stato.
Il rischio qual è? Ce ne sono diversi: rovinare le nostre vite e di chi ci sta accanto (ma non è detto che accada) e perdere l'amicizia che è comunque di grande supporto per entrambi in questi momenti difficili.
Io credo che lei in questo momento voglia ancora scommettere sulla sua relazione probabilmente non vorrà approfondire con me in quel senso. Ma almeno saprà in modo inequivocabile il mio interesse che non sarà ETERNO ma che per adesso c'è. Magari con il tempo farà le sue valutazioni.
Io nel frattempo avrò tirato fuori le mie emozioni e forse starò meglio. La sfida sarà riuscire a mantenere l'amicizia, ma del resto arrivati a questo punto non si poteva fare altrimenti.
Caro dott. De Sancits crede che io stia per fare la cosa giusta? Ho interpretato correttamente le sue parole?

La ringrazio e la saluto cordialmente
[#11]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Per completezza di informazioni vorrei aggiungere un particolare non da poco. Parlando un giorno lei mi disse che non aveva mai tradito e che non è nella sua indole farlo. Insomma non mi sembra il tipo che cerca relazioni extra, forse lei crede che io non lascerei mai la mia fidanzata per lei (quante volte mi ha chiesto come va con lei, sei andato con lei, c'era pure lei, ecc). Per di più lei dice che vorrebbe sposarsi ed avere figli ed a questo proposito il suo attuale ragazzo non le fornisce molte sicurezze (così mi dice). Ora anche manifestando il mio interesse in modo palese io non sarei assolutamente in grado di promettere nulla nè tantomeno lasciare la mia ragazza per lei. Questo è solo uno dei tanti dubbi (insieme agli altri descritti sopra) che finora mi ha fatto esitare dal compiere qualsiasi iniziativa.
Quello che io penso è che ci vorrebbe comunque un periodo di conoscenza (non necessariamente sessuale) in una dimensione diversa dal l'amicizia affinché io possa capire molte cose. Se lei dovesse negarsi allora oltre alla delusione narcisistica che comunque dovrei affrontare dovrò poi analizzare me stesso a fondo e capire cosa sta succedendo nella mia relazione che dopo anni di convivenza alla soglia dei miei 40 anni è prossima a sfociare nel matrimonio (forse è proprio questa la causa?)
[#12]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Ci sono tanti stimoli nelle sue parole, e sarebbe necessario approfondirli dal vivo. Le sensazioni che sta vivendo, infatti, sono molto importanti, e bisogna soffermarsi a pensarle con calma. Mi rammarica non poterlo fare qui, sarebbe un'occasione che merita di darsi.

La strada mi sembra quella giusta sì, attenzione però che sto intendendo la strada di una ricerca interiore, non di una decisione che non posso suggerirle io, poiché solo lei può prenderla. Lei è una persona che mostra una capacità di riflessione e una disponibilità a un dialogo partecipato che stiamo facendo insieme.
Insisto però nel dirle che questo è solo l'inizio di un processo che può avviarsi in uno spazio idoneo, dove poter pensare se stesso e riuscire a prendere le sue decisioni, gestendo con padronanza le sue emozioni nella loro complessità.

Fare i conti con la sua coppia storica non è semplice, tanto più che lei ne parla come "dell'amore più grande della sua vita". Ne sto parlando ora come prima cosa, perché voglio sottolineare che non può prescindere da questo, è una grande e consistente parte della sua vita su cui è giusto che lei si soffermi, indipendentemente dalla "ragazza dell'ospedale". Io, se fosse necessario dirlo, me ne occuperei senza più rimandare.
Questo per tante ragioni, che riguardano il rispetto per la sua vita, per la sua storia, e anche per la sua fidanzata. E poi anche perché, ad esempio, se fosse il vincolo del matrimonio a bloccarla, lo avrebbe anche con l'altra ragazza - se non è il matrimonio possono essere i figli e tutto quanto può costituirsi come elemento forse costrittivo per lei, se seguiamo il suo interrogativo.

Quindi, questo aspetto non deve trascurarlo e non è necessario andare "fino in fondo con lei" affinché "possa capire cosa prova ancora per la sua attuale fidanzata", anzi.
D'altronde è possibile che i dubbi per la sua relazione li abbia indipendentemente dalla "ragazza dell'ospedale". Forse questa ragazza li rende solo manifesti. Non glielo so dire da qui, però dobbiamo valutare anche questa strada.

Accanto a questo, non dobbiamo sottovalutare altri aspetti emblematici della sua esistenza. L'importanza della sua malattia è uno di questi. L'ha solo accennata, ma immagino abbia un ruolo cruciale nella sua e nella vostra vita. Il fatto che il fidanzato di lei non la comprenda appieno non è di poco conto. Così come, allo stesso tempo, è comprensibile che abbia un'incidenza significativa tra voi.
Questo aspetto centrale e delicato della sua vita merita la massima attenzione, mi dispiace sinceramente di non poterla invitare ad aprirlo qui, ma so che potrà dargli tutta la considerazione necessaria, se deciderà di farlo nel modo doveroso, dal vivo.

Sulla possibilità di confidarsi con la "ragazza dell'ospedale", può decidere di procedere oppure può temporeggiare per capire di più se stesso. Questa è una sua scelta.
Quello che è importante è ascoltare la propria ambiguità senza negarla e accettare la presenza del conflitto. Il conflitto è suo, di lei, di "voi". Attraversandolo, con un lavoro che non è semplice né immediato, potrà capire di più e nel tempo risolverlo.

Attualmente, se decide di dichiarare ciò che sente per come lo sente, io non credo che riuscirà a "spezzare la tensione data dall'ambiguità". Può spezzare la sua, ma non la vostra perché siete in due.
Tenga infatti presente che la ragazza potrebbe spaventarsi e fuggire. Se lei è pronto ad affrontare ciò che le sembra emergere dal lapsus e non solo (o quantomeno a iniziare a farlo), non è detto che la ragazza lo sia.
Non so se mi sbaglio, ma dalle sue ultime parole sembra che vi siate desiderati quando l'altro era meno presente. Quindi un avvicinamento potrebbe, purtroppo coerentemente, generare un allontanamento.

Per il resto, i vantaggi e rischi di dichiararsi ce li ha ben chiari: da una parte provare a misurarsi con certi sentimenti, dall'altra parte il rischio del rifiuto e della compromissione di un possibile legame di amicizia. "Ma non è detto", cosa che toglierei dalle parentesi.

Prima di salutarla, ci tengo a ringraziarla per la sua disponibilità al nostro scambio e per le sue parole.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#13]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
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E' certo che la situazione con la mia compagna storica meriti la più grande attenzione ed è una cosa talmente intima e talmente importante che sinceramente non mi sono sentito di "spiattellarla" sul web. L'oggetto del consulto è stato infatti focalizzato sulla conoscenza di questa ragazza con la quale condivido le esperienze di malattia per cui forse ho dato l'impressione di preoccuparmi troppo poco di eventuali effetti sulla mia relazione ma posso assicurare che cosi non è.
Queste notti insonni stanno portando consiglio. Forse le cose sono più banali di quanto sembrano (odio essere banale ed omologato nei sentimenti).
Io amo la mia compagna che tra l'altro mi è sempre stata vicino anche nella malattia. Dopo anni di convivenza la passione è venuta meno. Per me lei era e resta bellissima (siamo più grandi ora ma ci manteniamo bene:-)). In sostanza siamo ancora giovani ma pratichiamo nulla. Ed è un problema. Lo stress della malattia i primi tempi è stato la causa primaria, dopo non saprei più se incolpare lo stress.
Insomma questa ragazza dell'ospedale sarebbe quell'occasione di provare determinate passioni, nulla di più. In questi anni occasioni ne ho avute ma non ho mai approfondito ed ho evitato che si instaurassero relazioni anche di amicizia con il sesso femminile. Ora mi ha confuso il fatto che con la ragazza dell'ospedale condivido per cause di forza maggiore cose molto grandi ed intense (purtroppo), ma non può essere SOLO una malattia a fare da fondamento ad un rapporto sentimentale. Lei non potrebbe mai darmi quello che mi dà la mia fidanzata (per colpe non sue per carità), né io potrei mai amarla come ho amato ed amo lei.
Resta tuttavia questa attrazione (non lo voglio negare), la voglia di vita e di passione per sfuggire al senso di morte che mi perseguita, un tocco di vitalità per ricaricarsi ed affrontare l'intervento.
Che poi io sia uno spirito indipendente questo è vero da sempre, nel senso che matrimonio e figli mi sono sempre sembrate delle catene ed in generale lo è tutto quello che è definitivo.
Nel mio schema mentale, ahimè molto banale e conformista devo ammetterlo (io che amo distinguermi) non disdegno di avere qualche relazione extra pur continuando ad avere accanto la donna della mia vita. Questa la certezza che mi pare di aver ottenuto finora. Magari con questa ragazza volevo un'amicizia particolare, non solo supporto reciproco ma anche rapporti sessuali che ora mi mancano.
Attenderò ancora del tempo affinché queste cose che ho scritto diventino delle certezze considerando il turbine di emozioni che sto vivendo in questo ultimo mese.
Certo è che l'astinenza da rapporti con la mia fidanzata è un problema che dovrò comunque affrontare, da questo non si scappa. Ne sono consapevole.
Gentile Dott. De Sanctis la ringrazio ancora per la sua disponibilità, in effetti come dice lei molte situazioni andrebbero affrontate dal vivo e non dietro una tastiera: A tal proposito dovrei affrontare a breve dei colloqui con lo psicologo dell'ospedale per prepararmi all'intervento e gestire meglio la malattia cronica. Ma credo si parlerà anche del resto...
Le chiedo un'ultimissima cortesia. Rileggendo le sue risposte c'è una parte che non sono riuscito a capire. Infatti quando lei scrive:
"Quando dice: "Ritengo che la richiesta di farmi conoscere il suo ragazzo sia un segnale (nonostante il lapsus di cui sopra) abbastanza chiaro: non credo voglia approfondire più di tanto", potrebbe invece essere come il lapsus, non il contrario. Potrebbe ancora voler dire: "Tu sei il mio amore, Luca", e questa è un'ipotetica espressione del conflitto. Ora non si concentri solo su "Luca" (forse è quello che mi aspetto io?), ma sul binomio "Tu-Luca". E magari potrebbe essere importante riflettere sul fatto che non concepisce questa ipotesi" ,
non riesco a comprendere bene quello che vuole intendere...

Le auguro una buona giornata.
[#14]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Quando dice: "Forse ho dato l'impressione di preoccuparmi troppo poco di eventuali effetti sulla mia relazione ma posso assicurare che cosi non è", voglio dirle che non ha dato questa impressione, anzi.

Nelle mie parole, quello che volevo comunicarle è che io non lavoro per aree, con un focus specifico, poiché un discorso su un aspetto di sé apre inevitabilmente, dal mio punto di vista, altri discorsi che non possono essere trascurati, in un’irriducibile complessità.
Era questo che volevo sottolineare, non il fatto che lei sottovaluta l'importanza della sua storia. Si sente dalle sue parole, nonostante siamo online, che per lei non è così. E, inoltre, quello che le sta accadendo, i suoi vissuti conflittuali e contrastanti, il suo "turbine emotivo", i suoi dubbi, il suo avvicinarsi e allontanarsi, sono la manifestazione che la sua storia per lei conta.

Il discorso legato alla complessità mostra l’articolarsi delle esperienze della sua vita, a mano a mano che andiamo avanti e, come lei stesso dice, online purtroppo abbiamo un limite in tal senso. Qui, giustamente, parlare nel dettaglio della sua storia significherebbe "spiattellarla sul web".
Manca anche un contatto relazionale, che le consentirebbe di parlare di se stesso in una dimensione riservata e privata, in cui aprire la preziosa narrazione di sé, come ha iniziato a fare, e condividere i suoi vissuti emotivi.

Per quanto riguarda quello che non sono riuscito a spiegarle, riprovo a dirle il mio pensiero.
Ci sono due aspetti che volevo sottolineare in questa sede.

1) La richiesta della ragazza dell'ospedale di farle conoscere il suo fidanzato di per sé può essere il segno che non vuole approfondire il vostro rapporto.
Se però ci soffermiamo sul fatto che glielo vuole far conoscere altrimenti lui "non sarebbe più d'accordo su eventuali frequentazioni extra ospedaliere tra di voi", cambia di parecchio lo scenario.
Sembra cioè che glielo voglia far conoscere per stare di più insieme a lei. Detta così, quindi, potrebbe essere il segno del suo interesse, il segno che voglia approfondire, non il contrario.
Certo, non le sta facendo un'esplicita dichiarazione in cui vorrebbe avvicinarsi a lei, senza di lui. Tuttavia, in questo senso, la proposta della ragazza sembra comunque coerente con il suo lapsus, continuando a manifestare il possibile conflitto tra vicinanza e lontananza. Forse non deve sorprenderci, quindi, la sua proposta fatta in questo modo ambivalente.

2) Sembra significativo che lei distingua la proposta della ragazza differentemente dal lapsus, mentre io ipotizzo che siano sulla stessa linea. Mi sono chiesto, dunque, il perché della sua lettura, come mai la proposta della ragazza le è sembrata un rifiuto, in contrasto con il lapsus? Le ha anche detto che vuole frequentarla di più. Quindi dove va a finire questa informazione dentro di lei, cosa le succede e come la utilizza? Questa è una domanda importante, su cui fermarsi a riflettere.

Non so se così sono riuscito a spiegarmi meglio.
Nel nostro scambio, nell’interezza del consulto, ho cercato di dirle che la cornice in cui il lapsus della ragazza dell’ospedale si manifesta potrebbe essere vostra, non soltanto della ragazza. Avrebbe potuto averlo anche lei in altri termini, poiché avete un equilibrio specifico, che state tenendo in piedi entrambi.
Il perché tutto questo avvenga lo abbiamo appena accennato e può essere l’inizio di suo percorso interiore, in cui fermarsi ad ascoltare se stesso e prendere autenticamente le direzioni che sente giuste per sé.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#15]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Vorrei scrivere due righe di aggiornamento.
Qualche giorno fa questa ragazza ha avuto una forte discussione con il suo ragazzo e lo ha lasciato perché lui si dimostra immaturo ed insensibile ad i suoi problemi di salute.
Pare abbiano ricucito ma i problemi sicuramente rimangono, anche perchè queste lamentele sono sempre state una costante da quando la conosco.
Io in maniera non invadente ho cercato di chiedere notizie alle quali lei ha certamente risposto ma non in modo approfondito, non ha voluto confidarsi. Abbiamo sempre parlato di tutto ma in questo caso lei è stata davvero laconica.
Questa sua situazione personale ha interrotto il nostro dialogo e le nostre confidenze bruscamente (invece di avvicinarci...secondo me le liti con il ragazzo non fanno altro che aumentare l'interesse della ragazza nei suoi confronti, non certo nei miei, almeno nel breve periodo). Tra gesti, parole non dette, incomprensioni, la tendenza è quella di un allontanamento reciproco dalla gravità esponenziale, poichè ogni giorno che passa aumenta la possibilità che questo sia definitivo. Tra l'altro lei per qualche giorno si recherà nel paese di origine (nel meridione), situazione che potrebbe peggiorare le cose.
Io ho deciso di attendere prima di poter dichiarare un interesse e creare seri problemi alle varie persone coinvolte. E non ho fatto male anzi...
Ho capito di non avere una specifica attrazione sessuale (non riesco ad immaginarmi con lei in situazioni intime e perfino in un eventuale bacio) cosa che mi sembra davvero strana perchè non mi è mai capitato di provare interesse per una ragazza senza che ci fosse desiderio sessuale.
L'interesse nei suoi confronti aumenta quando lei non dimostra attenzioni verso di me, quando non risponde ai messaggi oppure quando lei mi parla del suo ragazzo. Quest'ultima situazione mi mette spesso a disagio e mi infastidisce.
Anche questo momento di allontanamento che potrebbe essere un preludio a qualcosa di definitivo, in realtà mi mette a disagio perchè in fondo spero (almeno cosi mi sembra) che questo non avvenga. Tuttavia credo di non essere in grado di gestire con tranquillità una relazione di amicizia arricchita da diverse altre componenti (tra l'altro non ancora chiarissime) per un ulteriore tempo. Per cui sto forzando un allontanamento (nel senso che interpreto in maniera negativa ogni suo mancanza ed evito di fare il primo passo per ricucire) ma forse lo faccio anche per metterla alla prova, per testare una sua reazione che per adesso è stata davvero timida. Se lei non cercherà di farmi capire che tiene a me credo che lascerò cadere le cose, in considerazione anche della mia situazione sentimentale e dei non chiari sentimenti che provo nei suoi riguardi.
Tutto questo potrebbe essere di difficile applicazione qualora a causa delle terapie dovessimo continuare a vederci. Questo è un fatto che davvero mi preoccupa perchè ogni volta che la vedo ho un turbamento e non sto sereno soprattutto in questo periodo dove tutto è sospeso in attesa di un eventuale allontanamento oppure un ricongiungimento che però stavolta non potrà avvenire con le stesse modalità precedenti: nel senso che stavolta il rapporto non potrà seguire i binari dell'amicizia che forse nasconde altro da parte di entrambi. Perchè è proprio quest'ultimo tipo di rapporto con lei che mi ha creato una tensione altissima, perchè indefinito e ricco di segnali ambivalenti (vedi lapsus)...
[#16]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Buonasera,

immagino che si sia dispiaciuto di avere sentito "laconica" la ragazza, il fatto che non si sia confidata con lei deve averle suscitato un senso di mancata disponibilità.
Lei sembra dirlo in modo chiaro, avete sempre parlato di tutto, mentre ora la vostra confidenza si interrompe, e bruscamente. Questo fa male, e può suscitare in lei sentimenti di chiusura e rabbia.

Se lei si raffredda o si arrabbia, comprensibilmente, di fronte alla mancata disponibilità di lei, siete entrambi a generare un clima emotivo, come lei in modo assolutamente pertinente ed emblematico sottolinea: "Tra gesti, parole non dette, incomprensioni, la tendenza è quella di un allontanamento reciproco".

A questo punto sottolineerei, in via ipotetica, tre aspetti centrali in questa sede, legati alle mie personali suggestioni:

1) Le vostre coppie. Lei sceglie di non esporsi, come dice, perché ci sono persone coinvolte.

2) Il timore di essere rifiutato e il bisogno di avere la certezza che questo non si verifichi. Questo può riguardare vissuti che precedono l'incontro con la ragazza dell'ospedale, ad esempio una sua ipotetica vulnerabilità personale e la presenza di ferite profonde che possono avere avuto origine in un passato antico.

3) La conseguente oscillazione tra vicinanza e distanza, tra desiderio e paura. La sicurezza di avere una coppia stabile contro l'incertezza di un sentimento che si esprime come un vivo e appassionante turbamento emotivo, che però può destabilizzare e gettarla nell'ignoto.

Lei dice una cosa fondamentale: si muove in questa situazione non liberamente, ma condizionato dai suoi vissuti, con tutto quello che comportano: "Sto forzando un allontanamento (nel senso che interpreto in maniera negativa ogni suo mancanza ed evito di fare il primo passo per ricucire) ma forse lo faccio anche per metterla alla prova, per testare una sua reazione che per adesso è stata davvero timida".

La sua interpretazione e le letture della situazione sono soggettive e rischiano di essere pretestuose, su questo deve fare massima attenzione, è importante.

Per esempio, quando dice di avere "capito di non avere una specifica attrazione sessuale", mi chiedo se con questo lei non si metta un po' sulla difensiva, cercando ad esempio un modo per restare distante e tranquillizzarsi rispetto al temuto avvicinamento, di cui stiamo parlando.

E ancora, non so quanto la sua lettura sia arbitraria, quando afferma: "Secondo me le liti con il ragazzo non fanno altro che aumentare l'interesse della ragazza nei suoi confronti, non certo nei miei, almeno nel breve periodo", e quindi dobbiamo chiederci quanto soggettivamente stia leggendo ciò che accade.
Se le loro liti fanno aumentare l'interesse di lei, questo non ci dice la qualità di questo interesse. Un esempio tra molteplici: lei è ferita e desidera soltanto lui, oppure lei è ferita ma desidera ripiegarsi temporaneamente su di sé per chiudere con lui?
Probabilmente la ferita e il dolore ci sono, ma questo che cosa ci dice? Indica che c'è una storia importante, ma non dà indicazioni sulle intenzioni di lei. Che voi avete una vostra coppia con altre persone, e quindi una storia attuale, d'altronde, è un fatto.

Infine, quando dice che "l'interesse nei suoi confronti aumenta quando lei non dimostra attenzioni", questo non vuol dire che lei non sia autenticamente interessato. Se ho capito bene, ho avuto l'impressione che lei di nuovo volesse accentuare un suo atteggiamento allo scopo di sminuire il suo sentimento.
Il fatto che il suo interesse aumenti quando lei non dimostra attenzioni può essere invece il segno che solo quando lei si allontana, potrebbe allentarsi la paura e aumentare in lei quel desiderio, che può così più liberamente emergere.

Si lasci dire che le sue riflessioni e i suoi interrogativi sono degni di nota. Sta facendo sforzi importanti per cercare di fare fronte a questa complessa situazione. Questo è ambizioso e ammirevole.

Io credo che questo momento critico possa essere un'occasione preziosa, che sarebbe importante potesse continuare ad approfondire, affinché possa capire di più se stesso e valorizzarsi come merita, affrontare le sue paure e riuscire a realizzare i suoi desideri, esprimendo se stesso in modo finalmente autentico.

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis
[#17]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Buongiorno dott. De Sancits,

innanzitutto ancora grazie per le sue puntuali risposte. Sicuramente Lei coglie nel segno quando dice che le mie interpretazioni sugli atteggiamenti di questa ragazza possano essere pretestuosi. Non posso certo conoscere le reali motivazioni che sottendono ai suoi comportamenti. Quello che posso fare è notare un allontanamento oggettivo da parte sua ed è evidente che dopo tanto tempo se non ci sono dichiarazioni varie come poteva essere in passato (anche se erano ovviamente velate) non c'è una volontà di avere una relazione "extra" e ripeto che le motivazioni le potrei sapere solo da lei e non è detto mi direbbe mai la verità .Il fatto che siamo entrambi impegnati ha sicuramente un peso determinante nella vicenda. Lei sa che io ho un rapporto stabile da ormai 9 anni e che con la mia compagna ho condiviso innumerevoli emozioni.
Poi anche ci fossero dei sentimenti da parte sua, è lecito pensare che lei decida di non assecondarli per i più disparati motivi. Oppure, ancora, l'amore nei confronti del ragazzo c'è e si fa sentire.
Certo rimane il famoso lapsus e tante altre cose che non sto qui a scrivere perché banalizzerei.
Ora io dovrò partire per sei mesi a causa di motivi lavorativi, andrò negli States e mi dispiace solo andarmene e lasciare la soluzione in questo modo.
Ma il dubbio che mi assale e mi tormenta è il seguente: ma perché se io amo una ragazza da anni, sempre bellissima, intelligente, che mi ama e che ha fatto tanto per me e con la quale ho condiviso gioie e dolori, ho provato questo interesse per un'altra donna magari meno bella, sicuramente meno colta e con un carattere che indubbiamente sarebbe incompatibile ai fini di un rapporto duraturo con il sottoscritto?
Perché non riesco a godere di quello che ho e desidero altro? Potrei già essere felice così (a parte la malattia) eppure mi sento tormentato e agitato alla ricerca sempre di qualcosa.
È questo su cui vorrei lavorare, ma sinceramente faccio molta fatica. Forse sono stato viziato da piccolo ed ho avuto sempre quello che volevo, forse cerco conferme femminili per aumentare la mia sicurezza...non saprei. Ma vorrei riuscire ad essere felice per quello che ho. Perfino nel periodo di malattia sono tormentato dall'esito dei controlli, come paralizzato, ho paura di avere qualcosa di incurabile e mi riprometto tutte le volte che se i risultati saranno buoni cercherò di vivere più intensamente senza dannarmi e perdere tempo con stupide questioni.
Ma puntualmente gli esami per fortuna vanno bene, ma in me non avverto nessun cambiamento.
Mi rendo conto che non deve essere facile interpretare la mie parole tramite questo consulto poiché le informazioni che sto dando sono solamente parziali ed unidirezionali, non avendo Lei, dott. De Sanctis, la possibilità di chiedermi delucidazioni od indirizzare il discorso nel modo più opportuno.

Cordiali saluti.
[#18]
Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Carissimo mi inserisco nel vostro sottile discorso per dire che si può anche essere .. gentili verso sè stessi .. gentili e ..comprensivi.. eravate là in Ospedale , con qualche paura e preoccupazione , c'è stato un soffio di aria fresca che è passata tra voi, giovani, certo , ..carini, bisognosi di conferme e di rassicurazioni..un palpito d'ala che per un attimo vi ha allontanato dai vostri problemi..è la vita che bussa , la giovinezza che si ribella..bellissimo aiuto reciproco suvvia.. Non si tormenti, siamo umani , vibrazioni, sguardi, pensieri non sono colpe nè peccati, è un intervallo che ti stacca dall'angoscia e aiuta a respirare e sperare..
Auguri e sguardi sereni sul futuro.. !
[#19]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Il dubbio che la tormenta a mio parere è creativo e il fatto che se lo ponga è importante. Sento che sta tracciando itinerari che potrebbero portarla, nel tempo, a riconcepire se stesso.

Lei per primo mi sembra riconoscere l'importanza di lavorare su questi aspetti e, come giustamente dice, è faticoso.
Come dice, sarebbe importante valutare la possibilità di fare un lavoro psicoanalitico, spazio elettivo in cui affrontare i suoi vissuti nel vivo di una relazione terapeutica.
Tenga presente che fare da solo questo lavoro è arduo, potrei dire che è impossibile, e non vorrei che la fatica che sta vivendo sia legata anche a un carico troppo grande per il fatto che lo sta sostenendo da solo. Questo magari le fa vivere un senso di impotenza o, non so, di rassegnazione, aggravando il suo stato d'animo.

Da qui, come lei dice, non riesco ad aiutarla com'è necessario. E, glielo dico sinceramente, mi dispiace di non poterla accompagnare in questa sede, aprendoci al racconto della sua vita e facendo un pezzo di strada insieme. Purtroppo non abbiamo gli strumenti necessari qui per procedere in tal senso.

Relativamente al suo ultimo racconto, tra i tanti aspetti su cui soffermarsi, uno mi sembra essere quella parentesi che forse bisogna aprire e inserire in un discorso che ne comprende, invece, tutto il suo contenuto: "Potrei già essere felice così (a parte la malattia) eppure mi sento tormentato e agitato alla ricerca sempre di qualcosa".
Forse questa ragazza meno bella e meno colta, forse meno compatibile - per quanto bisognerebbe mettersi alla prova più da vicino -, le consente di entrare e stare nella parentesi, lasciando perdere tutto il resto, magari facendole fare una nuova esperienza di sé in relazione alla sua malattia.

Non so quanto nella sua vita lei abbia integrato in sé il significato della sua malattia, "una patologia cronica che la costringe a continue cure", con tutto quello che deve avere comportato per lei.
Glielo avrei voluto chiedere fin dall'inizio, ma ho scelto di non farlo non perché non mi interessi o perché penso che sia un discorso che non meriti attenzione, tutt'altro. Va aperto, nel modo giusto.
Certo bisogna dire che in questo consulto la sua malattia e, addirittura, un intervento imminente e cruciale, da come ho capito, sono rimasti del tutto tra parentesi.

Lei narra quanto peso abbia per lei la sua malattia, lo comunica con chiarezza: "Perfino nel periodo di malattia sono tormentato dall'esito dei controlli, come paralizzato, ho paura di avere qualcosa di incurabile e mi riprometto tutte le volte che se i risultati saranno buoni cercherò di vivere più intensamente senza dannarmi e perdere tempo con stupide questioni".

Sono queste "stupide questioni", lo pensa davvero? Come potrebbe non essere tormentato nell'attesa dell'esito dei controlli? Il senso di paralisi che vive sembra poi sdrammatizzarlo, anzi squalificarlo, definendosi esagerato o perfino viziato. Invece parla di sé, le appartiene, e potremmo dire legittimamente, umanamente...
Forse come per la ragazza "dell'ospedale" (adesso non la chiama più così...) anche verso la malattia lei sente "avvicinamento e allontanamento"?

Forse questa ragazza le consente di stare in quella parentesi, facendo risuonare in lei corde delicate dal valore profondo, rendendo meno angosciosa la sua esperienza?
Questo non può non unirvi. E se per caso ora stesse pensando che allora non sarebbe amore, non è quello che io penso, non è così semplice.

Ci sono risonanze e interconnessioni, ci sono tanti vissuti di cui prendersi cura e, nonostante la fatica, se sceglierà di affrontarli nel modo corretto, non da solo, troverà le legittime risposte che sta cercando per se stesso e per le persone intorno a lei.

Immagino che la partenza per gli States sia un impegno gravoso in questo momento. Il suo sentimento di dispiacere sembra indicarci che sente di lasciare in sospeso qualcosa. Questo è un buon segno, per quanto stia vivendo un senso di grande frustrazione e amarezza più che comprensibili.
Il suo desiderio di occuparsi dei suoi vissuti rende conto del fatto che vuole fare chiarezza e non vuole interrompere un dialogo interiore che abbiamo iniziato a fare insieme in questa sede.
Questo vuol dire che presto, non appena sarà possibile, potrà riprendere ciò che lascerà a Roma e che, in verità, porta dentro di sé.

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis
[#20]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Gentile dottoressa e caro dottore,


In effetti io sono tanto duro e inflessibile con me stesso quanto lo sono con gli altri. Quanti rapporti ho chiuso nella mia vita perché la gente mi ha deluso. Pretendo forse troppo dagli altri e da me stesso.
Io ho bisogno di questa persona come una medicina. Ma le medicine si comprano in farmacia al bisogno, mentre io non posso costringere questa ragazza a relazionarsi con me. Lei si è allontanata e sinceramente non capisco il motivo, prima era lei a cercarmi adesso le cose sembrano cambiate. Io non parlo mai con nessuno del mio problema di salute, solo la mia famiglia e la mia ragazza ne sono al corrente.
Con lei potevo condividere ansie e paure e le mattine in ospedale assumevano sfumature ben diverse, in questo senso dott. De Sanctis lei ha ragione. Io credo che anche solo un rapporto di amicizia mi basterebbe a questo punto devo credere che in lei ci sia un turbamento simile al mio altrimenti non mi posso spiegare questo allontanamento. Lei può decidere di amare il suo ragazzo e non me, certamente, ma perché rifiutare un'amicizia che comunque lei stessa ha sempre cercato da parte mia? Anche lei ha un infinto bisogno di condividere i suoi problemi di salute...forse ha deciso di negarli ed io le ricordo la sua malattia?
Se in lei non ci fosse stata una piccola confusione e mi avesse sempre percepito in modo inequivocabile come amico penso che non saremmo arrivati a questo punto. Del resto io non le ho mai fatto capire un reale interesse, si giocava e si flirtava ma mi sono sempre esposto in pari misura rispetto a lei.

Cordiali saluti
[#21]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
So che sta cercando le sue risposte, capisco il suo stato d'animo, la confusione e il dolore che sente.

Mi sento di dire che non sappiamo al momento se un'amicizia basterebbe. Mi sembra d'altronde di sentire una forte partecipazione dentro di lei verso questa ragazza e il riconoscimento che anche la ragazza provi qualcosa di più di un'amicizia per lei.
Neppure purtroppo sappiamo se la ragazza si sia allontanata per negare la sua malattia, per capirsi, perché sente che i vostri incontri sono legati purtroppo solo al periodo ospedaliero (che sta finendo, se ho capito bene), o perché magari rassegnata sente il suo destino con il suo ragazzo e starle vicino è un "turbamento" che la fa stare troppo male.

Chissà inoltre se il suo allontanamento successivo a quello della ragazza, magari dovuto a una sua profonda delusione, a rabbia e paura, abbia raffreddato ulteriormente i vostri incontri e la vostra sintonia.
E magari quanto possa avere contribuito anche lei, che "non le ha fatto mai capire un reale interesse" e non ha aperto un discorso più diretto tra di voi, gettando la ragazza in uno sconforto che le ha fatto vivere la sensazione evanescente che non avreste mai realizzato altro.

Gli aspetti di cui a mano a mano abbiamo parlato in questa sede sono soltanto alcuni elementi che fanno parte di una complessità irriducibile più grande, di cui è necessario prendersi cura in una sede idonea, con i tempi necessari, che qui non riusciamo a garantirle. Anche per aprire un discorso, che sento davvero importante, relativo alla sua malattia.

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis

[#22]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Buonasera a tutti,

c'è stato uno sviluppo della vicenda e vorrei condividerlo sperando di non tediare chi legge.
Ci eravamo un po' persi con la ragazza in questione in termini di confidenze anche se ci vedevamo regolarmente per le cure. Poi lei è stata ricoverata, abbiamo ripreso un po' a parlare e sono andato a trovarla. Prima che stesse male avevo deciso di prendere le distanze per tanti motivi e perché rapportarmi con lei alla fine mi metteva a disagio.
Poi questo ricovero per motivi anche "pratici" ci ha rimesso in contatto, non potendo vederla comunque le scrivevo. Pochi giorni fa lei mi scrisse che quello che l'aveva avvicinata a me non era solo la malattia in comune ma qualcos'altro che non sapeva spiegare.
Uscita dall'ospedale mentre parlavamo del più e del meno mi disse che sua madre che avevo conosciuto durante la visita in ospedale era entusiasta di me e che una donna che stava in stanza con lei mi aveva notato per il mio "bell'aspetto"...fin qui nulla di strano.
Ad un certo punto lei ha sentito doveroso puntualizzare che era rimasta stupita perché per lei io ero "carino" ma secondo i suoi canoni non potevo piacerle. L'ho trovata una puntualizzazione inutile ed ho collegato questa affermazione ad una sua volontà di prendere le distanze dopo quello che mi aveva scritto.
Per cui senza averlo programmato ho deciso di parlarle. Le ho detto che io in questi mesi ho provato per lei un sentimento che non è amicizia e neanche amore, che inizialmente ho negato e che poi ho accettato. Lei ha risposto che non sentiva le stesse cose e che per lei è sempre stata amicizia. Se le fossi piaciuto davvero avrebbe voluto andare fino in fondo e questo indipendentemente dal suo ragazzo. Io ho ribattuto che per me non era vero e che stava mentendo. Stava rifiutando inconsciamente un interesse per me. Forse ho esagerato mettendola alla corde, tanto è vero che si è innervosita ed ha ammesso di aver pensato a me in un altro modo inizialmente perché è normale che così fosse, dato che c'era intesa tra noi due; ma è giunta alla conclusione che non valeva la pena andare avanti rovinando tutto ed il rapporto con i nostri fidanzati. Ha detto che ha razionalizzato il tutto perché poi avremmo dovuto continuare a vederci per cause di forza maggiore e questo avrebbe creato solo imbarazzo (ma quindi pensava ad una relazione occasionale, a del sesso una tantum?); a quel punto ho sottolineato la sua ultima motivazione chiedendo ulteriori spiegazioni ma è letteralmente scappata via. Mi ha lasciato sul posto senza neanche salutare...
Dimenticavo che prima di tutto questo aveva anche accennato al suo ragazzo, di quanto lo amava che voleva sposarlo ecc ecc...
Io continuo a pensare che ci siano delle resistenze e che lei provi lo stesso mio sentimento. Per me sono tutti atteggiamenti di rimozione, poi sinceramente non so quanto sia innamorata del suo ragazzo. Il fatto di doverlo ribadire in quel modo mi è sembrato un modo di auto convincere se stessa.
Credo comunque che questo fatto ci allontanerà definitivamente ed io oltre ad essere stato deluso dal suo comportamento mi sento terribilmente in colpa nei confronti della mia fidanzata.
Lei mi ha deluso perché si è molto soffermata sul fatto di piacerle o meno fisicamente (sono affascinante, carino bla bla bla ma forse non abbastanza per lei) tralasciando il nostro rapporto e la nostra intesa.
Ho trovato questa cosa di una superficialità imbarazzante non coerente con la sua età.
Del resto anche io l'ho sempre trovata carina ma non certo bellssissima, avevo sempre messo in secondo piano questo fattore a fronte di un' attrazione mentale. Ma sinceramente non capisco proprio di chi mi sono invaghito, devo aver proprio sbagliato tutto....
Grazie e scusate lo sfogo...
[#23]
Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Carissimo, come le ho scritto tempo fa.. "è la vita che bussa, la giovinezza che si ribella.. " e ci sono stati certo, pensieri, emozioni che hanno colorato quei giorni e li hanno resi più leggeri, ora la ragazza nega e puntualizza e Lei quasi si offende..meglio essere gentili, , comprensivi, i pensieri non sono colpe nè peccati, niente si è spezzato, neanche le vostre vite, nè i vostri programmi affettivi, è stato un momento bello, molto umano e riparativo, che ha dato leggerezza e aiuto a tutti e due..
Molti auguri , carissimo , molti auguri davvero..
[#24]
dopo
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Carissima dottoressa,

certo sono stati pensieri ed emozioni che hanno colorato quei momenti bui. Che comunque non sono finiti per entrambi, ora dopo quello che è successo come dobbiamo rapportarci? Lei non ha voluto approfondire per l'imbarazzo di dovermi poi reicontrare in ospedale (così ha detto), io invece l'imbarazzo ed il disagio lo avrò continuandola a vedere da domani...
Io incontrandola in quel contesto ho scoperto un fiore nel deserto, lei mi accusa di essermi relazionato a lei solo per condividere la malattia, dicendo che lei si sarebbe avvicinata a me anche in un altro contesto. Infatti all'inizio premeva affinché ci vedessimo in altri luoghi, al di fuori dei nostri "soliti posti".
All'inizio potrebbe essere stato così da parte mia, ora non credo proprio. Se dovessi "guarire" continuerei a cercarla...
Ora non so come fare. Istintivamente sarei portato a chiederle perché è scappata via e se davvero sta cercando di rifiutare questo sentimento ...
Grazie per gli auguri...

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