La mia vita è priva di significato

buongiorno dottori. la mia vita è priva di significato. sono anni che faccio psicoterapia (psicoanalisi) e prendo un basso dosaggio di farmaci. Dopo traumi, crisi di identità, successi ed esperienze ottenute veramente con sforzo, e regressioni continue, sono arrivato al punto di dire questo. Mio padre è un parassita, si ciba della mia anima. Come faccio a partire da una base, che sia mia madre, o mio padre, per costruirmi un futuro; non ce l'ho questa base, qualcunque sia o possa diventare la mia identità, basi da cui partire non ne ho. La casa c'è ancora mia nonna e non ho uno spazio tutto mio. Mio padre, ripeto, non è una persona forte nel senso che ti sa dare un consiglio o ti sappia indirizzare. Sono abbandondato a me stesso. Ed è sempre stato così. Mi chiedo solo come possa essere arrivato a 26 anni. Infatti prendo antipsicotici. Ho il sospetto che tutta l'impostazione della famiglia sia basata sul falso, sull'opportunismo, sulla schizofrenia. Datemi una mano a capire cosa posso fare della mia vita. L'altro giorno ho cercato su internet un modo per uccidermi, ma poi ci ripenso, perché dentro di me voglio vivere, solo che non ho niente a cui aggrapparmi.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile ragazzo,

qual è la diagnosi posta? Lei è seguito anche da uno psichiatra, vero? Quali soluzioni sono state proposte in psicoterapia o con l'aiuto dello psichiatra?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
lo psichiatra non mi ha mai parlato di cosa "ho", il primo psicoterapeuta da cui andavo mi parlava di depressione reattiva, e riconosco di essere stato depresso in un periodo, ora il mio analista parla di episodio psicotico. Insomma, non ho cosa ho. Fatto sta che prendo serenase che è un antipsicotico, e depas, ansiolitico, al bisogno.
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Utente
Utente
io penso a volte che il mio problema derivi dalla famiglia, che il malessere covava all'interno di essa già da tempo. Ma non so a chi rivolgermi per esporre queste cose (problemi). L'ho detto al primo psichiatra dove sono stato e ha fatto finta di niente. io Penso che anche mio padre sia malato, o comunque in famiglia io sono la cavia per espiare questo male. Le ho provate di tutte ma la soluzione è che sono malato a questo punto. Punto. Mi sono espresso male. Il motivo, volevo dire di questo mio malessere, che non trova risposte
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103
Gentile utente,

dal numero di Consulti si comprende bene il Suo malessere.
D'altra parte Lei segue le cure previste:
farmaci + psicoterapia.


Due rilievi, a mio parere:
- Le manca tuttora una diagnosi precisa con cui fare i conti per comprendere meglio la Sua concreta situazione
- La pluriennale psicoanalisi: occorre considerare se questo indirizzo è adatto al Suo disturbo, per come è stato diagnosticato.

Di ambedue ne parli di persona con i relativi specialisti che La seguono da tempo.

Dopo di che forse sarà più facile rispondere realisticamente alla Sua domanda "Datemi una mano a capire cosa posso fare della mia vita."

Saluti cordiali.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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Utente
Utente
grazie dottoressa, domani fisserò un appuntamento con lo psichiatra. Purtroppo i miei genitori alle mie richieste di aiuto mi dicono oramai "io non posso fare niente", se la risposta non te la dà lo psicologo o lo psichiatra io non te la posso dare. Ed effettivamente ad oggi una risposta non me l'hanno data nemmeno lo psicologo e lo psichiatra..
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103
Chieda loro chiarezza.
A questo punto Lei ne ha bisogno,
qualsiasi sia la realtà,
per impostare la propria vita in modo realistico.

Partendo dalla realtà potrete costruire insieme un percorso evolutivo che,
pur tenendo conto del disturbo di cui soffre (quale?),
Le permetta di progettarsi con realismo.

Saluti cordiali.
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Utente
Utente
ho fatto esperienza fuori casae mi soo sentito completamente a mio agio, quindi il problema non è dentro di me che sono consapevole delle cmie cose ma ormai credo che sia nella famiglia. Purtroppo nessuno mi dà ascolto..
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103

Non Le danno ascolto neppure gli specialisti che La seguono?

Insista con loro, con gli obiettivi accennati in #4 e #6.

Buona serata.



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Utente
Utente
cara dottoressa brunialti, ho parlato con lo psichiatra,
mi ha spiegato che la mia condizione può essere definita borderline, perché alterna depressione con sintomi psicotici..il tratto più evidente sono le crisi esistenziali e gli attacchi d'ira in cui spesso mi ritrovo..
parlando in generale della cosa mi ha detto che molto probabilmente lascerò i farmaci..ci vuole solo un po' di pazienza..perché il mio "funzionamento" c'è sempre e nonstante i momenti difficili (e anche i momenti di tentato suicidio) non scende sotto il "70%". Come consiglio vorrei chiedere a voi dottori qualche modo per gestire al meglio questa cosa, io sono fiducioso che effettivamente passerà e potrò vivere la mia vita in piena consapevolezza e armonia. In particolare volevo sapere se secondo voi un disturbo come il borderline e i disturbi mentali in generale siano legati alla sfera sessuale oppure no..magari sono cose che si influenzano soltanto e come. Infine il dottore mi ha detto di attingere al bagaglio conoscitivo delle soluzioni che ho via via adottato in questi anni per superare ogni singolo problema, e in generale di attingere all'intelligenza per affrontare ogni singola situazione, e di fare tesoro della psicoterapia che comunque sto continuando a seguire. Oramai sono quattro anni e mezzo e mi dà molti risultati. grazie buona notte!!
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103
Gentile utente,

complimenti per aver preso in mano la situazione.
Le risposte le ha ricevute.

Riguado alle Sue domande
"...il borderline e i disturbi mentali in generale siano legati alla sfera sessuale oppure no."
Come Lei dice
"sono cose che si influenzano soltanto".

Quanto alle strategie,
concordo nel
".. fare tesoro della psicoterapia.... Oramai sono quattro anni e mezzo e mi dà molti risultati. "
La terapeuta La conosce di persona e dunque chi meglio di Lei può aiutarLa concretamente?

Saluti cordiali.
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Utente
Utente
se posso chiedere, dottoressa, siccome io mi sento molto instabile sessualmente in merito a ciò che mi piace e ciò che voglio, questo può derivare dal mio disagio? oppure è proprio questa instabilità sessuale alla base del disagio stesso?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103
Su questa nuova tematica
La invitiamo a postare un nuovo consulto.

Saluti cordiali.
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Utente
Utente
dott.ssa continuo un attimino questo trhead per esporle una situazione legata al titolo di questa discussione. e a tutti i dottori che vogliano rispondere anche..ecco che si ripete la stessa situazione di sempre che ormai gli ho dato un nome, ho capito, ma a cui non ho trovato ancora una soluzione. la mia persona, cavolo non viene riconosciuta a casa, mia madre non mi riconosce nel mio animo..io non so più cosa devo fare perché sento che il mio sviluppo o crescita non arriva a concludersi ma non è colpa mia, gli strumenti ci sono tutti. E' per qualche ostacolo esterno ch enon mi permette un pieno sviluppo della persona e sessuale. questa situazione va avanti da quando ero bambino, non voglio rimanere in un limbo per tutta la mia vita. vi prego aiutatemi, datemi qualche consiglio, non so veramente, dico veramente, più cosa fare. . .
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dopo
Utente
Utente
a casa per andare avanti devo riconoscere io a mia madre, forse perché lei non si sente riconosciuta dalla mamma mia nonna a sua volta che abita al piano di sotto (il palazzo è suo, costruito da lei quindi il valore di "possesso" c'è..cmq) e questo mi ruba una energia immensa..sono disperato..
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103
Gentile utente,

come già detto,
serve a poco "denominare con autodiagnosi":

"...situazione di sempre che ormai
gli ho dato un nome,
ho capito,
ma a cui non ho trovato ancora una soluzione.

perchè da soli non è affatto facile "trovare la soluzione".

Noi gli orientamenti glieli abbiamo forniti nelle risposte precedenti, molto chiari.
Sta a Lei decidere e mettersi in movimento, ora.

Continuare a rimuginare non Le serve affatto.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
>>> Come faccio a partire da una base, che sia mia madre, o mio padre, per costruirmi un futuro; non ce l'ho questa base, qualcunque sia o possa diventare la mia identità, basi da cui partire non ne ho
>>>

Il mio parere, infatti, è che semplicemente non può. E quindi dovrebbe abbandonare tale aspettativa.

È troppo cresciuto ormai perché possa beneficiare in modo significativo dell'esempio e del supporto dei suoi genitori. Tutto ciò che può fare è affidarsi allo specialista per un lavoro di ricostruzione, faticoso nel suo caso a quanto posso capire, dato che si tratta di un quadro non facile. Ma dovrebbe prendere molto sul serio ciò che i suoi genitori le stanno dicendo: più di questo noi non possiamo fare.

Anche se molti genitori hanno effettivamente delle responsabilità nel determinare come un figlio cresce, responsabilità non significa colpa. La maggior parte dei genitori fa quel che può, credendo di fare il meglio per i propri figli. Ma da un certo momento in poi occorre scordarsi della pretesa che siano i genitori a darci dell'altro, occorre rimboccarsi le maniche e trovare la propria strada.

Ma queste cose il suo terapeuta gliele deve aver già dette di sicuro.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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