Utente
Salve, sono qui per chiedere "aiuto". Ho 21 anni e da quasi 3 anni sto insieme al mio ragazzo di 24. Sono qui per scrivere di lui, che da quando è nato ha avuto problemi nella vita. Non ha mai avuto un rapporto sano con i suoi genitori, quando aveva malapena un anno suo papà gli tirò un calcio nelle parti intime, la mamma lo ha sempre sottomesso e obbligato a fare qualsiasi cosa. Premetto che la mamma ha sempre anche sottomesso il papà di lui, fino a che subì violenze da parte sua. Il papà è anche un giocatore, cioè gioca alle macchinette e talvolta lo faceva davanti a lui, minacciandolo che se avrebbe parlato con la mamma, lo avrebbe picchiato. Quindi gli comprava dei giocattoli per farlo stare zitto. Il papà è anche sempre stato contrario a lui, non lo ha mai voluto e mai accettato perché era troppo giovane e gli avrebbe rovinato la vita.
Quando poi iniziò ad andare alla scuola materna o elementare, lui picchiava bambini e bambine. Quando i genitori lo seppero, lo portarono da uno psicologo e lo minacciarono di non farlo più altrimenti lo portavano in collegio. Mentre cresceva si chiudeva sempre di più in se stesso, trascorrendo la solita vita sottomesso dai genitori e fu anche cacciato di casa molte volte, senza meritarlo. Poi nel 2008, si spense suo nonno, che per lui è sempre stato come un padre. Quando lo venne a sapere non pianse, anche se dentro si sentiva morire e trattenendo il pianto, gli si formò uno sfogo su tutto il corpo e non partecipò neanche al funerale. Dopo un anno conobbe una ragazza di cui si innamora in poco tempo, ma col passare del tempo si accorge che lei lo prende sempre in giro anche su cose serie, come la gravidanza. Passarono 3 anni e mezzo insieme e poi si lasciarono. Poi ne conobbe un'altra, ci si mise insieme per 10 mesi, ma non era veramente innamorato.
E poi conobbe me, anche se noi ci conosciamo da una vita, e dopo un mese di frequentazione ci misimo insieme. Lui stravedeva per me, mi ha sempre fatto sentire bellissima e pendeva dalle mie labbra. Mi ha raccontato sin dall'inizio cose delicate come quelle che ho scritto. Ma poi passando il tempo, tutto l'entusiasmo che c'era all'inizio, svanì. Lui mi ha sempre detto che che è chiuso, che preferisce ascoltare, che non riesce a esternare e magari tante volte si pone male, ha degli scatti d'ira e soprattutto non piange mai... è una cosa che a me fa stare malissimo, gli ho consigliato di andare da uno psicologo, ma non ne vuole sapere perché ha brutti ricordi di quando era piccolo. Noi in questi tre anni abbiamo litigato sempre perché lui è chiuso, non parla più di tanto e sembra assente nella relazione, però dice che non vorrebbe essere così. Di recente lo aggredivo spesso perché è insicuro, non ha autostima e perché non parla e forse ho sbagliato perché l'ho allontanato solo di più. Lui adesso si è preso una pausa da me, ma ho paura che mi dimentichi perché ogni tanto dice che sta bene senza di me, però ci tiene ed è molto confuso. vorrei aiutarlo ma mi respinge

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Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le Ragazza,
il partner non deve assumersi la responsabilità del disagio dell'altro altrimenti la relazione affettiva diventa fuorviante.
Se questo ragazzo al momento non se la sente di rivolgersi ad uno psicologo la sua scelta va rispettata poichè è temporanea e non significa che sarà così per sempre.
Tuttavia sarebbe altrettanto auspicabile che sia tu stessa a rivolgerti ad uno psicologo per fare chiarezza dentro di te rispetto ai bisogni che ti hanno spinto ad intraprendere una relazione con una persona con che "pendeva dalle tue labbra" ma con la quale c'era un conflittualità cronica e logorante. Una relazione "sbilanciata" in termini di potere che era tutto dalla tua parte ma poi si è trasformato in un boomerang: la rabbia verso il tuo partner.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
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