Utente 513XXX
Buonasera,
Scrivo in merito una problematica che mi ha caratterizzato fin da bambino, ossia una mancanza di concentrazione dovuta a pensieri ricorrenti. Per anni mi è capitato, soprattutto durante lo studio, di ritrovarmi a pensare a situazioni che vivo con disagio, sia già avvenute che in possibilità di divenire, rivolte a diversi contesti : scuola, famiglia, lavoro e gruppi di amici o conoscenti. Il fattore comune di tutti questi "voli d'immaginazione" è un senso di rabbia e inadeguatezza, dovuto al mio non sentirmi compreso o alla paura di non essere all'altezza della situazione. Tendo anche a immaginare situazioni dai risvolti più negativi di quanto in realtà non siano (per esempio, dovendo presentarmi a un'uscita con amici o a un evento in famiglia, mi ritrovo a immaginare che alcuni partecipanti a tali situazioni vogliano mettermi in difficoltà o in imbarazzo). La mia mente risponde a tali pensieri cercando di elaborare possibili reazioni.
Ho effettuato per alcuni mesi delle sedute presso uno psichiatra della mia zona e con ottimi risultati, tuttavia si verificano ancora delle situazioni che mi creano delle frustrazioni non indifferenti,infatti se da un lato sono perfettamente consapevole delle problematiche che mi hanno afflitto per anni, delle loro cause e di come gestirle e sebbene io ritenga di aver compiuto enormi progressi nel far ciò, dall'altro capita che, nei periodi di maggiore stress(o al contrario, di inattività), queste condizioni si ripropongano e mi facciano sentire come un "blocco", come se non potessi esprimere al meglio me stesso, sentendomi impacciato nello studio, nel lavoro e nelle relazioni interpersonali.
Allo stato attuale delle cose non mi sento di effettuare altre sedute in quanto provo il desiderio di portare da solo a termine questo percorso, tuttavia ci sono dei momenti in cui sento che non sto usando a pieno le mie capacità e vorrei focalizzare meglio il mio tempo, gestire meglio la mia vita, banalmente "organizzare meglio" me stesso.
Sperando di essere stato esauriente, la mia richiesta è: esistono dei percorsi o dei metodi individuali da seguire per ottenere i risultati che cerco?

Vi ringrazio per la Vostra disponibilità

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Dr.ssa Flavia Massaro

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Caro Utente,

è ipotizzabile che una problematica che lei afferma essere presente già dall'infanzia non sia risolvibile nel corso di qualche mese di terapia.
Anni di disagio lasciano un segno ed è difficile pensare di lasciarsi tutto alle spalle con un percorso così breve.

La terapia non è solo prendere consapevolezza delle cause del problema e imparare a gestirlo, ma elaborare diversi elementi (ricordi, emozioni), affinché quel malessere non si ripresenti più.

Non abbiamo quindi modo di suggerirle un ipotetico metodo da utilizzare (oltretutto in autonomia) per risolvere qualcosa che deve con tutta probabilità essere risolto proseguendo il lavoro che ha interrotto, anche rivolgendosi ad un altro professionista nel caso in cui ritenga che il percorso con lo psichiatra sia da considerarsi terminato perché non le "dava" più nulla.

Il "blocco" che percepisce si può eliminare, ma occorre ancora del lavoro su di lei perché possa liberarsi dalle manifestazioni d'ansia che ha descritto e che riappaiono nei momenti stressanti perché ciò che li provoca non è stato plausibilmente risolto.

Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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