Utente 997XXX
Buonasera.
3 anni fa è morto un mio ex fidanzato, al quale ero molto legata. Non è stata una morte casuale, ma si è trattato d suicidio. Da quel momento vivo nel terrore che muoiano le persone che amo. Non riesco a vivere tranquilla se non quando sono vicina alle persone a cui voglio bene e posso controllarle. Non mi spaventa la mia morte, ma nn posso nemmeno immaginare d perdere qualcuno che amo, altrimenti sprofondo nell'angoscia. Spero che mi possa aiutare a capire. Grazie

[#1]  
80540

Cancellato nel 2011
Gentile ragazza, l'esperienza che lei ha vissuto è stata certamente sconvolgente. Tanto più dal momento che lei aveva solo 18 anni. Perdere una persona cara è sempre traumatico e affrontarlo non è mai una cosa semplice. Perdere una persona cara è devastante, e perderla perchè è stata lei a decidere di farla finita lascia un vuoto enorme e tante di quelle cose sospese, non dette, non fatte, non tentate... e anche una serie di domande e sensi di colpa, per lo più infondati. Detto questo, credo che probabilmente a tanto si sia aggiunta la mancanza di qualcuno che l'aiutasse ad affrontare quanto accaduto nella maniera più adeguata. Certamente i suoi genitori, le amiche più care, le saranno state vicine, avranno cercato di aiutarla per quanto loro possibile, ma a quanto pare non è stato sufficiente. Le suggerisco pertanto, di chiedere un supporto terapeutico di persona che l'aiuti a ripercorrere con la mente quanto accaduto e ad affrontarlo nella maniera più giusta, in modo da ricominciare a vivere serena, e a vedere nuovamente la vita come tempo da godere e non come attesa della morte.

[#2]  
Dr.ssa Giselle Ferretti

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Gentile ragazza,
la morte di una persona cara è un evento della vita che richiede tempo per essere elaborata. Il suicidio pone ulteriori interrogativi che possono risultare davvero molto difficili da sbrogliare.

Le persone che hanno un caro che si è tolto la vita si chiedono: "non ti sono stato abbastanza vicino?" "ho sbagliato qualcosa?" "non ero abbastanza importante per te da indurti a confidarti?" "Potevo passare più tempo con te?"

Il dolore è profondo, il tormento straziante.

Le ragioni che inducono una persona a togliersi la vita possono essere molte; a posteriori, alcune di queste ragioni si possono immaginare o conoscere, altre resteranno un mistero per sempre. Prima o poi bisognerà farsene una ragione.

Gentile ragazza, lei ha subito questo evento in una età in cui la morte sembra lontanissima, l'evento luttuoso si è imposto nel peggiore dei modi e lei ha regito nel modo che descrive: stare il più possibile vicino ai suoi cari e avere una paura matta di perderli.

In questi tre anni ha mai fatto una consulenza psicologica? Non so se lei si è confidata con qualcuno a lei vicino, comunque io le consiglierei di intraprendere un percorso di sostegno psicologico che la aiuti ad elaborare questi vissuti. Non deve rassegnarsi a vivere nella paura per sempre.

La saluto caramente.
Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente 997XXX

Buonasera dottoressa e grazie mille.
In effetti ho moltissimi sensi di colpa, perchè circa un mese prima di morire, lui voleva riallacciare i rapporti con me, ma io non avevo voluto, siccome avevo da poco raggiunto un certo equilibrio. Da quando avevo 15 anni avevo una dipendenza da alcolici, non molto grave, ma che comunque mi portava ad abusarne e ad aver bisogno d assumerne. Di conseguenza, stavo cercando di restare lontana da lui e dalla compagnia con cui uscivo prima, poichè tutti loro avevano questo tipo di problemi. Ora sto bene, ma spesso ho dei periodi in cui vedo tutto nero e ho voglia di ricominciare a vivere nel modo in cui vivevo bene. Secondo lei, ho bisogno di una terapia psichiatrica? Mi rendo conto che in effetti, a 20 anni il mio comportamento non rientra nei canoni.
Grazie della gentilezza

[#4]  
Dr.ssa Giselle Ferretti

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Perchè dice che a 20 anni il suo non è un comportamento nei canoni? I sensi di colpa di fronte ad un caro che ci lascia sono molto comuni, ancora di più se si è tolto la vita. Inoltre, l'elaborazione del lutto a volte segue un percorso abbastanza lineare, altre volte più accidentato.
Se attualmente non ha più problemi di dipendenza con l'alcool, ma "solo" i sentimenti che descrive sopra, non credo sia necessaria la consulenza di uno psichiatra. Credo sia adeguato un percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico. Se poi si dovesse rendere necessario accompagnare la psicoterapia ad una terapia farmacologica, sarà cura del terapeuta (in accordo con lei) inviarla ad un collega medico.

Parli con il suo medico di base, gli spieghi la situazione e gli chieda il nome di un terapeuta a cui rivolgersi. Oppure vada direttamente alla ASL della sua zona e cerchi il consultorio.

Cordialmente,
Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente
Se per "comportamento fuori dai canoni" si riferisce al fatto che è riuscita a venir fuori, immagino non senza fatica, dal luogo comune che per essere giovani bisogna eccedere a tutti i costi, le direi che lo è effettivamente, fuori dai canoni, e che farebbe bene a restarci. Anche se potrei sempre aver frainteso.

Riguardo alla morte del suo ex fidanzato, il suicidio è e resta un atto privato, che non dovrebbe riguardare nessun altro all'infuori di chi lo commette. Purtroppo, però, spesso accade l'esatto contrario ed eventi di questo tipo rendono la vita un inferno a chi è rimasto. Tenga però presente che, se il suo ex apparteneva allo stesso "giro" pericoloso del quale faceva parte anche lei, in passato, anche se non si fosse suicidato avrebbe con tutta probabilità trovato il modo di rovinarsi la vita in altri modi. E anche così non sarebbe stata lo stesso colpa sua.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#6] dopo  
Utente 997XXX

Buongiorno e grazie a tutti per aver risposto.
Gentile dott. Santonocito,
la ringrazio per ciò che ha scritto. E' molto importante per me sentire queste parole. Tuttavia, per comportamento "fuori dai canoni" intendo che forse questa paura ossessiva della morte non è normale in un soggetto d 20 anni, e concordo anche sul consiglio d dover seguire una terapia.
Grazie a tutti

[#7]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
penso che, visto tutto quello che ti è successo in questi anni, e vista la descrizione che fai di te stessa via mail, per star sicuri dovresti effettuare una valutazione psichiatrica: infatti potresti essere un po'depressa, per questo la paura, i sensi di colpa, la tristezza, la rimuginazione, ecc., e l'unico modo per sapere con certezza di che entità sia l'eventuale disturbo dell'umore è la valutazione psichiatrica

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla paura della morte ho scritto questo articolo https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/208-la-paura-della-morte.html

mentre per capire come funziona una depressione potresti leggere questo

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/

Purtroppo ti sei confrontata con l'idea della morte troppo presto, vista la tua età, per cui sei rimasta scottata. Per questo motivo anche io ti consiglio di contattare un/a psicologo/a della tua zona.

vedrai che parlarne è davvero molto utile
Cordialmente

Daniel Bulla

[#8]  
Dr.ssa Claudia Amato

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Gentile utente, apprezzo molto il fatto che tu abbia riconosciuto l'esigenza di un confronto e che poi questa esigenza sia diventata un'azione, spesso i ragazzi della tua età tendono a sottovalutare i loro momenti di disagio, credono che possano andare via allo stesso modo di come sono entrati nella vita delle persone "senza fare rumore", in realtà quel disagio iniziale paragonabile ad una scarpa stretta, se non si interviene in tempo può diventare qualcosa di più come una piaghetta sopra il tallone, allora non basta più togliere la scarpa ma occorre aggiungere un cerotto, questo per dirti che sei una persona che sicuramente ha delle ottime risorse a cui potere accedere, solo che talvolta le nostre paure, il momento di difficoltà che viviamo non ci consente di farlo da soli.
Vivere l'esperienza di un lutto tragico sicuramente mette chiunque davanti una prova complessa da affrontare e 3 anni sono un tempo significativo, che non va trascurato, quindi concordo con i miei colleghi nel volerti esortare a contattare uno specialista per una consulenza psicologica.
Cordiali saluti

Dr.ssa Claudia Amato
Psicologa