Utente 540XXX
Cos'è, l'essere o non essere. Da qua vorrei iniziare a scrivermi da solo, forse sarò definito pazzo forse no.
La domanda che mi pongo spesso, lo voglio davvero.
Mi ritengo un ragazzo omosessuale, libero da ogni paura degli altri perché la vivo bene.
Da sei mesi a questa parte inizio a vivere, degli episodi che trovo una storia successomi quando avevo dai 07 anni fino hai 13.
La voglia di scrivere mi è venuta quando ho incontrato quell'uomo davanti una pizzeria, che stava per il soggetto che mi ha fatto vivere male.
Mi spiego, quando ero bambino Frequentavo un gruppo di boy scout per intenderci All'epoca ero abbastanza in carne e mi ricordo che durante questi Campi fatti via durante la notte io non riuscivo a fare le escursioni come gli altri ragazzi non dovute in particolar modo al mio peso e così rimanevo all'interno di questo campo alla base con questo chiamiamolo educatore, ricordo benissimo che tutte le volte mi metteva il suo pene nella mia bocca oppure con il suo membro me lo schiaffeggia va nel viso. Da un periodo a questa parte inizio a vivere di fotogrammi continui su quegli episodi, soprattutto quando lo incontrai fuori da una pizzeria mi si è aperto un mondo dentro di me che difficilmente riesco a spiegare.
Ora quello che ho più voglia in assoluto è quello di gridare di raccontare di spiegare di trovare soprattutto delle risposte è quello che sento che avrei bisogno è quello di parlare con questo uomo e chiedergli solo perché te ne sei approfittato di me che ero un bambino piccolo, è quello che vorrei trovare una domanda in generale è quello che mi è capitato potrebbe portarmi a condizionarmi ad avere delle voglie particolari sessuali con il mio stesso sesso, non so se mi sono spiegato bene

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente, credo che si sia spiegato benissimo. Ha rimosso per anni quello che le era capitato finché ha incontrato di nuovo l'adulto che ha abusato di lei. A questo punto, la piena dei ricordi le è piombata addosso, con tutte le conseguenti domande che vanno fino ai più profondi "perché" della sua vita.
Credo che possano essere per lei molto utili due cose: gestire il flusso di queste memorie con uno psicologo, e riversarne la piena nella scrittura.
Sarà il suo curante a valutare il suo desiderio di contattare quell'uomo per averne spiegazioni e a farle "metabolizzare" il tutto. Mi sento di premettere che il percorso potrebbe essere lungo.
Intanto mi associo di cuore al suo dolore e al suo sgomento. Le faccio i migliori auguri. Ci scriva quando vuole.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)

[#2] dopo  
Utente 540XXX

Grazie Dottoressa,
Per la risposta.
Ho un blocco, una voglia di urlare una voglia di chiedere aiuto, è un mix di gioie e rabbie.

Una domanda sciocca, mi verrebbe da chiedere PERXHE.
Una violenza, può avermi convinto di essere gay? Scusi la domanda sciocca, però io nel uomo provo solo attrazione fisica. Non so come spiegarle.

Voi cosa fareste al posto mio

I troppa voglia parlare di spiegare e sapere il perché

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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CIAMPINO (RM)

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Gentile utente, tutto il miscuglio di sentimenti e di domande che la agita può trovare soluzione solo nel colloquio diretto con uno psicologo, il quale la indirizzerà anche a fruire della pagina scritta per articolare e chiarire sempre meglio pensieri e sentimenti.
Chiedendo l'impegnativa al suo medico di famiglia potrà fruire di colloqui a costo ridottissimo o addirittura gratuiti con un/a psicologo/a, alle ASL, al Consultorio, al Centro di Salute Mentale. Naturalmente non è tenuto a comunicare al medico la causa del suo disagio psicologico. Può dirgli i sintomi, ossia che si sente molto agitato per una ragione personale.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)