Utente 523XXX
Salve, sono una ragazza di 20 anni e ho appena finito il primo anno di ingegneria, anche se, non è andato come speravo.
Ho parecchi esami arretrati e in quei pochi che ho superato i voti sono stati insoddisfacenti. Ammetto però che questo blocco nello studio dura già da parecchio tempo, quasi più di anno, ed è una cosa di cui mi vergogno tremendamente, tanto che spesso mento sui voti presi e sul numero di esami superati.
Quello che mi porta ad imbarazzarmi così tanto per la mia situazione scolastica è il fatto che prima di questo periodo buio sono sempre stata una studentessa modello: avevo voti alti, ero lodata dai professori e le insufficienze erano rare. Mi piaceva essere ritenuta intelligente da coetanei e famigliari , inoltre molta della mia autostima personale si basava proprio sulle soddisfazioni che avevo nello studio. Le cose iniziarono a cambiare all’ultimo anno di liceo quando il mio impegno, la mia concentrazione e la mia voglia di fare iniziarono a calare e insieme ad essi anche i miei voti, e la stima in me stessa. Quello che più mi faceva soffrire era l’invidia nel vedere i miei compagni che mi superavano e riuscivano ad ottenere facilmente i risultati che io ormai non potevo più raggiungere.
Ho superato poi la maturità con un voto mediocre che ha contribuito a distruggere ancora di più la mia sicurezza, nei mesi successivi ho tentato in tutti i modi di non pensarci e di fantasticare su come poi all’università avrei potuto riscattarmi , ma così non è stato... sono caduta in un circolo vizioso: se un esame andava male invece che impegnarmi di più per recuperare, la rabbia e la gelosia nei confronti delle mie amiche a cui era andato bene avevano la meglio e quindi facevo ancora più fatica ad impegnarmi e concentrarmi. In alcuni momenti perfino aprire un libro mi metteva ansia e finivo quindi per rimandare sempre i miei impegni al giorno successivo.
Pensavo che l’ultimo anno di liceo fosse stato solo un periodo di scarsa concentrazione e che in poco tempo la vecchia me , quella fiera di se stessa, studiosa e sempre pronta a dare il massimo sarebbe tornata, invece la situazione non fa che peggiorare.
Credo inoltre che la mia scarsa autostima non mi permetta di essere felice e mi stia portando alla depressione.
Chiedo aiuto e soprattutto delle risposte sincere: è possibile che la mia intelligenza sia svanita ?

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Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile ragazza,
a meno di insulti che colpiscano il cervello, non credo che l'intelligenza possa svanire rapidamente. Mi sembra più probabile che possa esserci un problema e un circolo vizioso legato all'ansia, dal momento che questa emozione, se eccessiva, fa scadere le prestazioni.
Se fosse un problema legato all'ansia, sarebbe bene comunque capire a quale tematica si collega.
Tutto ciò rimanda ad una diagnosi psicologica che forzatamente abbisogna di un colloquio clinico per essere formulata.
Potrebbe essere un problema di facile soluzione con l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta, per cui non indugerei a consultarlo.
In rete può trovare della bibliografia sui problemi di studio, anche se nessun libro può sostituire un rapporto professionale.
cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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