Utente 504XXX
Buongiorno, sono fidanzata da quasi 8 anni con un ragazzo, di cui 4 vissuti a distanza. Ci siamo fidanzati a 23 anni. Entrambi universitari, dopo 6 mesi io mi laureo e lui in forte ritardo con gli studi. Premetto che lui ha avuto un'infanzia difficile con famiglia quasi assente e morte di un genitore. Comincio a cercare lavoro nella mia città natale per non allontanarmi da lui, ma trovo soltanto una soluzione sfruttamento per un anno. Quindi, dato che lui ancora non si era laureato e non sapeva che avrebbe fatto, decido di andare a fare un master fuori per poi cercare lavoro nelle aziende. La ricerca del lavoro non va bene, quindi comincio un corso di tedesco per andare in Germania. Lui, esterofilo, molto contento della scelta. In Germania ho preso una fregatura e sono rimasta solo tre mesi, di cui uno trascorso con lui. Quel mese insieme non è stato il massimo, io l'ho trattato un po' con freddezza perché non capiva il mio stato d'animo di infelicità per la fregatura presa, soldi e fatiche investiti e persi e ce l'avevo anche con lui perché mentre io sgobbavo e facevo i salti mortali per trovare un lavoro, lui ancora non si laureava. Percepivo la sua presenza a casa mia come un peso, in quanto non serviva a nulla se non a darmi più lavoro. Tornata in Italia, ci chiariamo e chiedo scusa per la mia freddezza. Quindi, parto per Roma e trovo finalmente lavoro tre anni fa. Da allora il nostro rapporto a distanza ha vissuto due fasi di distacco emotivo e freddezza da parte mia, perché mi riempie di chiacchiere su di noi, che si deve sbrigare con gli studi, ma di concreto non fa nulla (ad oggi si deve ancora laureare). Lo scorso luglio decido di lasciarlo perché non ne posso più di aspettarlo, desidero una famiglia e annullare questa distanza, poi riapro le porte perché comunque sono innamorata. Dopo un mese di riflessione lui mi dice che ha deciso di venire a Roma con me il prossimo anno (pensiero espresso più volte in passato, poi frenato dai miei periodi di gelo) dopo la laurea, che avrebbe cercato un lavoro e di sposarmi e avere figli perché questo è ciò che desidera. A settembre parte in Erasmus. 3 giorni fa mi dice che un tizio gli ha parlato di un lavoro ben retribuito all'estero, anche fuori dall'Europa e lui vorrebbe farlo, dice che sarebbe la sua occasione di riscatto, ma non mi devo preoccupare perché lui farebbe dei viaggi per venire da me (io lavoro nel pubblico e non posso seguirlo). Io adesso mi sento tradita ancora una volta, non perché lui non scelga me, ma perché mi sento presa in giro, gioca con la mia vita, mi butta polvere negli occhi per prendere tempo e farlo perdere a me. Così saremo ancora più distanti, non avrò figli perché non voglio che il padre sia sempre assente e quindi quello che mi aveva detto ad agosto è stato totalmente vanificato. Non ho più fiducia in quello che mi dice e non so cosa fare, come comportarmi né se parlargli di ciò che provo adesso o attendere il suo ritorno. Grazie

[#1]  
Dr. Gioacchino La Franca

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Dal suo racconto emerge un forte sbilanciamento tra di voi, in particolare sulla dimensione della progettualità. Ciò che mi sembra di rilevare è che, mentre lei, pur tra mille difficoltà, pare avere le idee chiare, punta dritta sul suo "sogno" e lo persegue, lui al contrario non sappia bene ciò che vuole dalla vita. Di certo ciò è dovuto ad una qualche forma di incertezza e fragilità del suo lui che non è possibile indagare in questa sede, ma gli effetti e le difese che mette in atto si vedono, e sono quelle del prendere tempo e (mi permetta) cacciare "farfalle".. ovvero opportunità professionali lungi dall'essere chiare; soprattutto scarsa disponibilità ad affrontare le sue paure, le sue difficoltà, pur sapendo di poter contare sul suo aiuto. Mi sembra giusto il suo desiderio di chiarezza e, ancor di più, quello di non far famiglia prima di una solida e sicura posizione sociale ed economica. Capisco che l'amore "indebolisce" anche le personalità più decise, ma comprenda che è in atto un profondo periodo di distanza psichica tra voi e che, a meno di un suo cambiamento "deciso", i risvolti potrebbero muoversi nella direzione, oggettiva ed inevitabile, della fine della relazione, proprio perché il sentimento stesso l'un l'altro sarebbe palesemente sbilanciato a suo sfavore. Decida lei se concedergli un'ultima chance, ma che sia sicuramente molto ferma e chiara..non dico di ricorrere ad un "aut-aut" ma. .. difenda le sue idee!

Cari Saluti
Dr. Gioacchino La Franca - Psicologo Clinico

[#2] dopo  
Utente 504XXX

Gentile dott. La Franca,
infatti io ho sempre saputo cosa desidero nella vita e ho sempre faticato per ottenerlo. Le situazioni di indeterminatezza, di limbo mi destabilizzano e le odio. Lui mi trasmette costante insicurezza su tutto, perché lui è così e dovrei farmene una ragione che non cambierà. Sicuramente gli parlerò in maniera risoluta ancora una volta, come lei consiglia, affinché si assuma le sue responsabilità e mi lasci andare se non ha voglia di impegnarsi con me. Ho sempre cercato soluzioni costruttive, ma bisogna essere in due e non posso fare di più.
La ringrazio molto per la sua risposta.
Saluti

[#3]  
Dr. Gioacchino La Franca

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È una donna in gamba, le auguro il meglio.
Dr. Gioacchino La Franca - Psicologo Clinico

[#4] dopo  
Utente 504XXX

La ringrazio molto :)