Utente 463XXX
Buonasera cerco di spiegare il problema di mia figlia. Gia da quando aveva 3 anni e abbiamo tolto il pannolino abbiamo avuto un problema con il controllo degli sfinteri. Primo anno di materna con pannolino e secondo anno capitava spesse volte che si bagnava. La pipi negli ultimi mesi sembra un problema quasi risolto, anche se ogni tanto capita ancora qualche incidente ma la cacca rimane un punto fisso, o quasi.
Eravamo arrivati un paio di mesi fa ad avere la bimba che andava al bagno ogni 3 giorni, perche ovviamente tratteneva fino a che non ce la faceva più e andava. Circa 3 settimane fa ha iniziato di nuovo a sporcare le mutande e io, ormai stanca della situazione, ho chiamato la pediatra che mi ha dato una polverina che ammorbidisce le feci, Ne prende una dose bassa per la sua età, una bustina al giorno, eppure questo ci ha causato ancora di più una regressione. Continua a sporcarsi le mutande, credo che ormai le feci siano diventate talmente molli che lei non riuscendo a trattenerla, continua a sporcarsi e ad angosciarsi chiedendosi perche succede.
Io ho provato mille volte a spiegagli cosa deve fare, ma nulla, mia figlia ostinata, qualsiasi cosa le si dice lei deve fare l'esatto contrario. Ora mi chiedo.. ma quanto puo servire questa medicina? io ormai credo sia solo un fattore psicologico. Chiedo davvero il vostro aiuto perchè per me la situazione è diventata insostenibile, e non so come devo comportarmi con lei. Anche poco fa le scappava la cacca e l ho trovata nascosta sotto il tavolo che tratteneva. A volte ho l'impressione che il nostro recente concentrarsi sulla cacca, parlarne troppo, l ha fatta retrocedere ancora di più.. ma allora che fare? non dare più importanza alla cosa?

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Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile mamma,
mangiare, dormire e fare la cacca sono i campi in cui si combattono le più difficili battaglie con i bambini nei primi anni di vita: loro avvertono l'importanza che rivestono per noi queste loro "attività" e le preoccupazioni che ne posono discendere.
Siccome non li possiamo costringere a fare nessuna di queste tre cose, si ingaggiano sovente vere e proprie lotte di potere, che bisogna cercare di gestire nel modo migliore per fornire il giusto indirizzo alla relazione con loro. Il tema del controllo e dell'autocontrollo, magari in opposizione ad un tentativo o desiderio di controllo esterno, diventano centrali.
La troppa attenzione all'argomento e il disagio oggettivo creatole dai lassativi, effettivamente possono diventare fattori di mantenomento del problema.
Le suggerisco di confrontarsi con la pediatra sulla necessità o meno di procedere ancora con la somministrazione del farmaco.
Parallelamente, valutare se non sia il caso di fare maggiore attenzione alla dieta della bambina, che dovrebbe assumere la giusta quantità di acqua e di fibre.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
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