Utente 575XXX
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità nel rispondere ai miei dubbi.

Sono in terapia presso uno psicologo da circa due anni.
Tre anni fa ho improvvisamente perso mia madre, la colonna portante della mia vita.
In terapia abbiamo affrontato vari temi con successo, e la qualità della mia vita nel complesso è molto migliorata, con quelle che penso siano "normali" eccezioni.

Tuttavia, una specie di rumore di fondo è sempre presente nelle mie giornate.
Un senso di vuoto, così sono riuscita a definirlo, che mi accompagna spesso e che quasi ciclicamente si fa insostenibile.
Nella mia vita affollata (appositamente) da impegni, infatti, i momenti in cui non ho nulla da fare sono difficilissimi da gestire.
Ho tentato di trovare attività alternative che mi rilassassero, e funzionano, ma non quando non riesco neanche ad alzarmi dal divano.
Questa situazione è così tanto ripetitiva che soprattutto ultimamente si affollano nella mia testa ipotesi drastiche come quella del suicidio, mentre in passato ho adottato strategie quali il non mangiare, il bere troppo, il procurarmi tagli sulle braccia e sulle gambe (niente di grave, per fortuna).
Resta onnipresente la "speranza" (ed è odioso solo ammetterlo a me stessa) che io abbia un qualche problema, fisico o psichico, come se questo vuoto potesse essere colmato così.
Non aiuta il fatto che spesso io sia in difficoltà a riferire certi dettagli al mio terapeuta, temendo di essere giudicata, senza motivo.

Solo ultimamente sto considerando l'idea di assumere dei farmaci che possano aiutarmi a far fronte a questa situazione con un po' più di serenità.
Ma ho il terrore che io stia esagerando i "sintomi", che sia tutto un "trucco" per farmi credere più problematica di quello che sono.
Tanti sono i dettagli che vorrei aggiungere, mi scuso per la confusione di questa descrizione e vi ringrazio per i pareri che vorrete darmi.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2012
Gentile utente,

"..Non aiuta il fatto che spesso
io sia in difficoltà a riferire certi dettagli al mio terapeuta,
temendo di essere giudicata, senza motivo."

Essendo trascorsi ormai due anni da quando Lei ha iniziato la psicoterapia (lo Psicologo è anche Psicoterapeuta, sì?)
sembra che Lei possa avere un problema di fiducia;
esso può essere parte del motivo per cui è in cura,
oppure far parte di "questa" specifica relazione .

Ne parli con il Suo Psy, magari mostrando questo nostro scambio.

Non entrerò nel merito delle Sue domande.
Su tematiche psicologiche
l'utilizzo contemporaneo del doppio canale
.. online
e
.. presenziale
- spesso crea solo confusione nell'utente,
- oppure segnala una criticità relativa alla mancanza di fiducia nella relazione terapeutica in essere.
Rispondendo, noi - proprio noi Psicoterapeuti -
incentiviamo il rischio di indebolire ulteriormente l'alleanza terapeutica tra chi ci scrive e il suo Psy in carne ed ossa.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/