Utente 872XXX
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 24 anni e non mi sento amata e protetta da mio padre, come credo sarebbe normale aspettarsi.Mio padre non mi considera da anni, non parla, mi"tiene il muso" a cena come se gli avessi fatto chissà quale torto, anche se sono una brava figlia e non ho mai dato preoccupazioni.Anche con mia madre non ha grande dialogo...
Questa situazione va avanti da molti anni e io non so più come fronteggiarla, all'apparenza sembro forte e solida ma quando sono sola mi dispero cercando una soluzione che non trovo mai.Ho i nervi scossi e sovente mi vengono le lacrime agli occhi per una scemenza qualunque ma cerco disperatamente di mantenere l'autocontrollo, di essere impassibile con gli altri.
Mia madre mi adora ed è molto dispiaciuta di come vengo trattata immeritatamente ma io le dico che per me non è un problema e che vivo bene lo stesso, non voglio preoccuparla perchè tra noi due sono io quella più forte e combattiva tutto sommato.
Lui si ricorda di noi e di me solo quando ha bisogno, è un uomo di quasi 60 anni, molto ansioso e succube della vecchia madre che gli fa il lavaggio del cervello, lo interroga ogni giorno su di noi(per criticare) e vorrebbe che lui ci lasciasse per occuparsi del fratello (preferito da lei)divorziato, solo, con un figlio che lo odia e in un certo senso lei riformare la loro"vecchia famiglia", madre anziana e i due figli.
Mio padre ha paura di fare 20km in auto da solo per andare al lavoro e così sovente lo porto io, ha paura di dormire una notte solo in casa, è claustrofobico, inoltre mi chiede di occuparmi di molte incombenze che spetterebbero a lui, dal pagare il bollo della sua macchina, ad andare dal dottore per le ricette ( è iperteso, ha assunto En per una vita e tuttora prende il Tavor per dormire snche solo poche ore), ecc.
Io credo che non ci lascierebbe perchè ha troppo bisogno di me e mia madre per andare avanti ma mi chiedo per quanto tempo reggerò.
Mi è capitato di cercare una relazione con un uomo che ha quasi la sua età, forse perchè sento troppo la mancanza di una figura paterna e di affetto da parte sua ma so che così non lo avrò comunque...
Non so bene perchè ho scritto, probabilmente volevo solo confidarmi.
Mi direte di provare a parlargli, bè ci ho provato ma lui nega l'evidenza e dice come scusante che non è molto incline alle coccole ed è un po'"orso"ma in fondo mi vuole bene.Non si vede!!!!
Sono sicura che c'è di più ma io non smetterò mai di combattere per tenere unita la mia famiglia, anche se"mia" nonna ce la sta mettendo tutta per allontanarlo da noi dovrà vedersela con me.
Vi prego aiutatemi a resistere.Grazie dell'attenzione.

[#1]  
Dr. Armando De Vincentiis

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TARANTO (TA)
MARTINA FRANCA (TA)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2009
Cara ragazza ha provato anche la strada di una psicoterapia? il problema per come lo ha espostao non riguarda né lei singolarmente né tantomeno suo padre singolarmente. Sembra che ci sia un'interazione difettosa nell'intero sistema famigliare compreso quello di suo padre. Troppe dinamiche sembrerebbero essere in ballo e da sola la lotta potrebbe essere davvero dura. Io le consiglierei di rivolgersi ad un terapeuta famigliare e cominciare ad andarci da sola. Quest'ultimo non solo le darà un aiuto ad affrontare meglio la sua situazione ma, se lo terrà opportuno, l'aiuterà a trovare la giusta strategia per coinvolgere il resto della sua famiglia. A mio avviso, sarebbe la cosa più auspicabile.

cordialmente
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#2] dopo  
Utente 872XXX

La ringrazio Dottore,
penso anche io che sia l'unica soluzione possibile per me, ma dubito che mio padre accetti di presentarsi.Prima dovrebbe confessare di avere un problema e poi decidersi a risolverlo.
Comunque tenterò, non ho niente da perdere.
Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Armando De Vincentiis

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TARANTO (TA)
MARTINA FRANCA (TA)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2009
si può sempre tentare la strategia della richiesta di aiuto, ossia lei va dal terapeuta e poi chiede a suo padre la sua presenza necessaria affinchè aiuti ad affrontare i problemi della figlia non i suoi. questo potrebbe superare qualche resistenza.

cordialmente
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#4]  
Dr. Daniel Bulla

48% attività
0% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
CREMA (CR)
MILANO (MI)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2003
Gentile Utente,
ho letto con interesse anche tutti gli altri suoi post.

Secondo me potrebbero esserci i presupposti per fare un po' di chiarezza, magari attraverso una psicoterapia. Soprattutto se è Lei quella ragazza fidanzata con un uomo più vecchio di cui parla, turbata dalle fantasie e dai desideri di quest'ultimo.

Anche secondo me una terapia familare sarebbe indicata, ma credo che inizialmente sarà lei a dover fare la prima richiesta, come suggeritole dal Collega.

Il che, visti i presupposti, potrebbe essere una buona soluzione.

Da alcune cose raccontateci, potrebbe darsi che il papà abbia qualche disturbo dell'umore: Lei e la mamma potreste anche parlarne col vostro medico, ed insieme decidere il da farsi
Cordialmente

Daniel Bulla

[#5] dopo  
Utente 872XXX

Ha ragione dottore, devo fare chiarezza prima in me e poi afftontare la situazione familiare.
Nessuno sa di questa relazione, io vorrei troncare ma non ne ho la forza.Sento già l'abbandono di mio padre anche se fisiamente è presente, non ne sopporterei un altro ora.So che non è l'uomo per me (è stato la mia prima storia, so che non mi ama e per lui è uguale che ci sia o no) ma non riesco a stare sola.Forse un passo alla volta con un valido terapeuta potrei farcela a risolvere tutto.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato.
Cordiali saluti.