Utente
Buongiorno, non so cosa mi spinga a chiedere aiuto, non ho più volontà di credere che io non sia quello che penso.

Partendo dall'inizio.
A 12 anni ho vissuto 2 traumi psicologici importanti: la perdita di un parente che per me era come una guida e la scoperta del tradimento di mio padre.
Sono entrata in contatto con foto e messaggi che era meglio se non vedevo.
Da lì il mio rapporto in famiglia è crollato, per più di 10 anni ero totalmente chiusa verso la figura paterna.
Mia madre, all'opposto, è sempre stata molto apprensiva e accudente.
La mia sessualità è stata precoce ed eccessiva.
Ho avuto una depressione tra i 18 e i 22 anni da cui ero uscita ma poi qualcosa è successo.
Innanzitutto dalla prima depressione ho iniziato ad avere dubbi sul mio orientamento (non so dirvi se si trattasse di doc o di vera realizzazione di essere omosessuale, o forse di essere bisessuale, o forse ancora di avere una preferenza affettiva verso le donne in conseguenza al mio passato tortuoso e conflittuale con gli uomini, l'ultima è la più plausibile).
Non è questo il peggio.
Un giorno, credo un anno o due anni fa, facevo da baby sitter a mia nipote di pochi mesi, non stavo bene, ero ancora in cura, ho avuto l'impulso di ucciderla (o il pensiero intrusivo o fantasia, non lo so) e da lì non riuscivo più a guardarla nello stesso modo, ho cercato di superare l'episodio.
Si è creato un misto di fobia e vergogna per me stessa.
La mia vita è andata avanti.
Mi sono innamorata della mia migliore amica e l'ho tenuto nascosto anche se soffrivo.
Sono partita per lavorare all'estero ed insieme ai dubbi sui maschi e femmine è arrivata la quarantena.
Sola a centinaia di km, chiusa in camera.
Sono arrivati i pensieri che non mi lasciano stare: sono una pedofila, una pervertita sessuale?
Non riesco a guardare i bambini, ho addirittura fatto una prova, ho preso delle salviette intime e mi sono pulita pensando al viso di mia nipote, è stato un secondo, ho sentito qualcosa lì sotto.
Ho sentito anche sollievo, ho pensato "ecco, la prova, allora lo sono, fine".
Poi sono crollata a terra in ginocchio e ora sono qui a scrivervi in lacrime e non so perché piango.
Non ce la faccio più, se lo sono lo dovrò accettare e basta.
E conviverci.
E' come scoprire di avere un cancro o un tumore, non ci puoi fare niente, è tuo.

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Dr.ssa Caterina Zanusso

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Gentile utente,
mi sembra più interessata a ricevere una conferma che una disconferma, o sbaglio? Non vedo in questo prove di presunta pedofilia, ma tanta sofferenza. La questione però non ritengo possa essere affrontata in tale sede, le consiglierei di sentire un collega per comprendere ad affrontare queste paure che la stanno attanagliando, di più non mi sento di dirle se non che ci sono tante letture che sta trascurando, mi incuriosisce la scelta di questa e non di altre da parte sua.
Dr.ssa Caterina Zanusso - Psicologa Psicoterapeuta Padova e Skype
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