Utente
Salve a tutti,
Ho 25 anni e sto con il mio ragazzo da tre anni ed è la mia prima storia seria.
Tra normali comprensioni e incomprensioni, insieme stiamo bene, c'è una bella sintonia, ci confrontiamo e ci vogliamo bene.
Tuttavia per me c'è sempre stato un problema fra noi, apparentemente forse non grave: il mio ragazzo è tendenzialmente statico, pantofolaio e abbastanza introverso, in quanto persona abbastanza insicura.
Ne abbiamo più volte discusso, ma difficile è arrivare a una soluzione definitiva in quanto, per quanto lui si sforzi, non è possibile cambiare un suo modo di essere.
Per me questa è sempre stata un po' una frustrazione, in quanto io mi sento molto ragazza e voglio viaggiare, conoscere nuova gente, fare nuove esperienze, vedere nuovi posti e sono generalmente dinamica ed estroversa e mi sarebbe piaciuto condividere questo lato del mio essere con il mio ragazzo.

In ogni caso, questa non mi è mai sembrata una ragione abbastanza valida per rompere e lui non mi ha mai impedito di avere una vita sociale più dinamica, con amici e amiche.
Tra noi c'è sempre stato un rapporto di grande fiducia e onestà, tutto ciò, per farla breve, fino allo scorso settembre, quando ho conosciuto un uomo di ben vent'anni più grande di me, in crisi con la sua compagna, e ci sono diventata amica.
Con lui è nato un bellissimo dialogo, scambio di idee, poi mi piaceva che era estroverso, pieno di iniziative, stimolante.
Lui ha cominciato dopo poco ad avere interesse e a propormi di stare insieme, mentre io cercavo di sottrarmi, perché in definitiva non volevo lasciare o tradire il mio ragazzo e non mi sembrava il caso di compromettere la mia relazione per una così incerta.
Comunque anche rompere il bel rapporto di confronto e amicizia che si era creata con questo uomo mi risultava difficile.
I tentativi di corteggiamento sono diventati sempre più frequenti e, mentre il mio ragazzo era via per lavoro, e lo sarebbe stato per alcuni mesi, alla fine ho ceduto.
Più volte.
Ogni volta sarebbe stata l'ultima e poi succedeva di nuovo.
Questo però non mi ha portato a pensare, come credevo, di voler lasciare il mio ragazzo.
Anzi.
Nonostante la bella intesa intellettuale, e anche sessuale, con quest'uomo, io mi sento legata al mio fidanzato e questo ha come contro-effetto che con quest'altro uomo non riesco mai a lasciarmi andare quando lui mi propone di provare a stare insieme.
Ho provato più volte a chiudere e lui è sempre tornato in veste di amico, per poi ricadere nello stesso giro.
Mi pare chiaro che questa storia abbia fatto già il suo ciclo, ma nel frattempo vivo in questo contrasto in cui sento che rompere ogni via di contatto con quest'uomo è in parte una privazione/forzatura, dall'altra però non vorrei vivere in questa "tentazione" e mentire o tradire il mio ragazzo, sentirmi così superficiale e ingiusta nei confronti del mio ragazzo.
Ci sarà una soluzione?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

innanzi tutto sarebbe da modificare il titolo.
Non "Ho tradito il mio fidanzato e non so come uscirne",
bensì, "STO tradendo ...".
Questo per precisare che non si è trattato di un singolo episodio, bensì di una storia parallela tuttora in corso.

Ci si potrebbe chiedere come mai Lei è finita in questa situazione:
- carenze della Sua coppia principale?
- bisogni personali insoddisfatti, quali il desiderio di essere corteggiata, di sentirsi attraente, altro?
Non perchè trovare un motivo equivalga ad una giustificazione, bensi perchè potrebbe esso potrebbe essere utilizzato per uscirne, per evitare ricadute.

Se la storia avesse "fatto il suo tempo"
- come Lei afferma con sicurezza "mi pare chiaro" -
la avrebbe già chiusa;
ed invece trova delle giustificazioni quali "sento che rompere ogni via di contatto con quest'uomo è in parte una privazione/forzatura". Certamente lo sarebbe, ma altrettanto si vive male ingannando e tradendo una volta dopo l'altra chi si ama
e sentendosi "così superficiale e ingiusta".

"Ci sarà una soluzione?" Lei ci chiede.

Per chiudere una storia parallela bisogna decidere di rinunciare a quel surplus di adrenalina e seduzione che le storie parallele procurano,
ben più di quelle regolari.
E che perderebbero se diventassero regolari.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dr. Brunialiti,
grazie per la risposta e ha centrato nel segno. Spesso mi sono chiesta anche io come e perché mi sia ritrovata in questa situazione e spesso mi rispondo così: 1. sicuramente perché spesso con il tempo, in una coppia fissa, il corteggiamento e il sentirsi desiderabili vengono un po' meno e trovare chi dedica tanto tempo ed energie a corteggiarti di nuovo, è sicuramente "adrenalinico" 2. queste mancanze sarebbero forse state meno sentite se a questo non si fosse aggiunto che da metà anno il mio ragazzo si è spostato per motivi di lavoro-studio in un'altra città fuori Italia e, se non fosse stato per l'emergenza Covid, che ci ha riunito per mesi in modo continuativo, avremmo passato pochissimo tempo insieme, come stava già succedendo mentre ho avviato questa storia parallela. (prima le occasioni non sono mancate, ma finché abbiamo convissuto, non ho mai sentito il reale bisogno di alimentare un rapporto ambiguo, così come ho fatto in questo caso)
Allora poi la domanda diventa, senza mettere in dubbio l'affetto che provo per il mio ragazzo, il mio tradimento non tradisce però già un'insoddisfazione insita nella coppia? E allora perché poi non lo voglio lasciare? Non è poi superficiale/egoistico se questa insoddisfazione non è avvertita se stiamo insieme, inteso nella stessa città/casa?

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Riguardo alla Sua ultima domanda,
tutto può essere, teoricamente;
anche se, come detto sopra, non sempre il tradimento rivela crepe nella coppia,
bensì talvolta nella singola persona.

Solo un percorso individuale o di coppia
vi potrebbe aiutare ad inquadrare concretamente la *Vostra* situazione, oppure la *Sua*.

Dott. Brunialti
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