Utente
Buongiorno a tutti,
e grazie a chi vorrà darmi un consiglio.

Vi spiego: dopo tanti anni (18) in un settore, mi è stato proposto di cambiare dipartimento (sempre all'interno della stessa azienda).
Ho accettatto con entusiasmo e dopo i colloqui di rito, dove tutti hanno apprezzato il mio spirito propositivo e la mie competenze, ho inziato questa nuova avventura.

Ho iniziato a settembre ed ad oggi (dopo 10 mesi) non mi sento ancora autonomo nel lavoro e questo mi crea parecchia ansia.

L'impegno ce lo sto mettendo veramente, sia a livello di tempo sia a livello tecnico; sto facendo un corso privato su una materia del lavoro per cercare di migliorare.

Però non riesco a stare tranquillo.
Il fatto che poi siamo in tre in ufficio (compreso me) aumenta l ansia; ognuno ha i suoi lavori e nonostante i miei colloghi siano disponibili è chiaro che ciascuno deve fare il suo; forse fino all'anno scorso ero abituato a gestire il lavoro con piu tranquillita mentre ora essendo il referente diretto su diversi argomenti devo essere in grado di rispondere subito a tutte le domande.

Inoltre con la coordinatrice (che di suo ha già poco pazienza) negli ultimi mesi (forse dovuti anche alla quarantena) non cè un buon feeling; ho commesso un paio di errori e questo secondo me ha diminuito la sua fiducia nei miei confronti; appena commetto un errore me lo sottolinea demoralizzandomi sempre più.

Ho parlato con lei cercando di speigarle quali erano i miei problemi soprattutto dovuti ad una mancanza dii basi tecniche su un determinato programma di cui mi ha affidato un progetto.
lei dice che basta un po di curiosità e si riesce a farlo.
Avrei piu apprezzato che mi avvesse aiutato a capire come gestirlo in modo da rendermi autonomo.
Si stupisce inoltre che mentre altri hanno imparato in pochi mesi io ancora no.

Questa mia insicurezza crescente, mi ha portato inoltre a non apprezzzare più il resto del nuovo lavoro.
A fine luglio riparlero con lei per capire se proseguire o no.
lei vuole partire con nuovi progetti e quindi vuole avere la cerrtezza che io sia dentro.
A me questo crea ancora piu ansia ed un po delusione su come sono andate le cose.
le mie aspettative erano alte e dover eventulamente cambiare uffico sarebbe come un sconfitta.
Ad oggi non vedo però altra soluzione soprattutto per la mia salute e perchè di tempo per imparare ce ne sempre meno.
Spero di avervi fatto capire la mia situazione-.
Sono in preda a mille emozioni e non so come uscirne.
Grazie

[#1]  
Dr. Alvise Arlotto

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Buongiorno, quando avviene un grosso cambiamento nella nostra vita è normale avere maggior ansia. Direi che lei si è mosso bene: ha intrapreso un corso privato e ha cercato un confronto con la coordinatrice. Sicuramente un ambiente giudicante e critico non aiuta la vita lavorativa.
Ricapitolando mi sembra che lei stia agendo e cercando possibili soluzioni. Sarebbe utile fare una lista concreta delle sue problematiche e parlarne con la coordinatrice (come ha detto lei). Dopo aver esposto la lista vedrà come risponderà la sua coordinatrice. La risposta che le ha dato, è che l'ultima volta (essere curioso), è vaga e non è d'aiuto. Risposte di questo genere possono farci percepire come inadeguati, poiché sono generiche e fumose.
Nel caso avesse altre domande rimango a disposizione.
Dr. alvise arlotto

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dr
innanzitutto grazie per la sia disponilità e per il suo suggerimento. Cercherò di fare una lista (sperando che non sia lunga) delle problematiche che ho riscontrato nel lavoro in modo da parlarne con la coordinatrice.
Uno dei motivi di ansia maggiore rimane però ciò che non conosco ancora e che potrei dover gestire ; sembra assurdo ed ovvio ma questo mi crea ansia. Fino ad oggi ero consapevole di ciò ma pensando di poterlo condividere con i miei colleghi senza essere giudicato mi faceva stare tranquillo. Adesso qualunque domanda faccio, mi sento sempre giudicato e sotto esame; magari è una mia convinzione o forse no. Però soprattutto in questo periodo mi stanno facendo capire più o meno velatamente che dovrei avere già la piena conoscenza del lavoro. Forse ho poca fiducia in me stesso ma questo mi manda nel panico soprattutto se penso di dover chiedere aiuto ai miei colleghi o peggio alla mia coordinatrice. Sinceramente non so sono adatto a questo lavoro. Grazie

[#3]  
Dr. Alvise Arlotto

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Non possiamo sapere cosa succederà nel futuro. Possiamo lavorare sul presente. Non è assurdo pensare al futuro anzi è normale. Ma potrebbero presentarsi diverse situazioni sia positive sia negative. Magari provi a chiedere ai suoi colleghi se può fargli delle domande riguardanti il lavoro. Ricordiamoci che è un lavoro nuovo ed in più questo è un momento particolare.
Dr. alvise arlotto

[#4] dopo  
Utente
Buongiorno Dr
approfitto nuovamente della sua disponibilità per chederle un nuovo consiglio.
Probabilmente mi ritroverò a fine mese a parlare con la mia coordinatrice di questo anno lavorativo per capire quali sono le impressoni da ambo le parti.
Purtroppo ho dei seri dubbi un po sul lavoro ( che sincermanete non mi convince molto) ma soprattutto se il mio approccio lavorativo e il mio carattere possano andare d'accordo con quello di Lei. io sono una persona collaborativa, disponibile e con un buon livello di sopportazione.; molto distante da quello di Lei che ha un modo di porsi che mi infastidisce. Anche quando scrive si capisce che "urla" .Che dice le sembra opportuno eventualemente parlare anche di questo oppure è meglio rimanere sul livello "il lavoro mi piace o non mi piace"?
Spero di essermi spiegato. Grazie

[#5]  
Dr. Alvise Arlotto

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Buongiorno, sicuramente quando ci parlerà è vedrà che userà un tono "urlato/aggressivo" può farglielo notare. Ricordi che è meglio parlare di cose concrete e non porre domande troppo generiche (es. Il lavoro mi piace o meno).
Dopo aver parlato con lei potrai capire meglio la situazione. La comunicazione è sia verbale sia non verbale. Un tono aggressivo può voler dire molto cose.
Dr. alvise arlotto