Utente
Buonasera, sto avendo un periodo un po’ difficile con mia mamma, niente di drammatico però mi dispiace.
Premetto che mi ritengo molto fortunata, la mia famiglia mi ha sempre dato tanto affetto e voglio molto bene ai miei genitori.

Sono figlia unica e per questo sono cresciuta in un ambiente un po’ iperprotettivo, fatto di attenta, ti fai male, ti sporchi.
Sono sempre stata una ragazza calma e timida che non ha dato particolari preoccupazioni ai suoi genitori, ligia alle regole e che non ha mai provato a trasgredire, sia per disinteresse mio sia per, probabilmente, voler essere la figlia che si comporta bene.
Per l’università sono andata a studiare in un’altra regione e ormai da diversi anni non vivo più con loro, se non in alcuni periodi.

Mia madre è stata sempre molto presente e io sono stata sempre molto legata a lei.
Sono cresciuta con una mamma che è sempre entrata e uscita dalla mia camera senza troppi problemi, che mi ha guardato nel cellulare per anni non capendo che per me alle superiori cominciava ad essere fastidioso non poter avere qualcosa di mio, che se mi alzavo per fare qualcosa si alzava subito anche lei per sapere cosa facevo, con l’ansia di se scrivo un diario poi lo trova e me lo legge.

Ora però qualsiasi cosa io dica ricevo risposte stizzite e saccenti come se le dessi fastidio.
Sbuffa costantemente.
Se le chiedo cosa sta facendo, ad esempio, mi dice senza mezzi termini di non rompere.
Non posso chiederle nulla che mi sento rispondere sempre scocciata.

Un’altra cosa cosa che mi fa star male è che per cercare di spronarmi a fare meglio o proprio a fare qualcosa ha sempre usato come metodo quello di punzecchiarmi e prendermi in giro, anche davanti agli altri, sperando di far leva sul mio orgoglio.
Io so che questo suo comportamento lo ha usato a fin di bene, perché anche lei era stata timida e sapeva quanto la timidezza e l’insicurezza possono bloccare però io, anziché trovare la forza di reagire, mi chiudevo di più.
Credo di averla un po’ idealizzata e che quindi questo suo modo di fare mi facesse sentire inconsciamente un po’ sbagliata.

Mi sento continuamente ripetere che non faccio nulla e che sto sempre chiusa in casa.
Ammetto di essere un po’ pigra ma per lei non studio nulla nemmeno se passo l’intera giornata sui libri.
Ha sempre avuto la tendenza a scaricare le colpe sugli altri: se la sua giornata non è produttiva è perchè io la distraggo.
Ripete costantemente che è la serva di casa.
E non va mai bene nulla: ogni volta che mi propongo di fare qualcosa, come aiutarla con le faccende, ricevo in risposta un seee incredulo che mi fa perdere motivazione, quasi a dire meglio che stai zitta perché tanto non lo farai mai.

Penso sia un periodo un po’ difficile e che lei non sia molto soddisfatta.
Ho sentito il bisogno di scrivere perché vorrei capire quali potrebbero essere i motivi che la portano a fare così e soprattutto qualche consiglio su come comportarmi.
Grazie per la risposta!! !

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile figlia,

di Sua madre ci dice:
"..Penso sia un periodo un po’ difficile e che lei non sia molto soddisfatta..."
ma noi ci occupiamo qui unicamente delle persone che ci scrivono.
Anche perchè su Sua madre si potrebbero fare 100 o 100 000 ipotesi.

Ma occupiamoci di Lei.

Due gli elementi che rilevo.
1.
La rottura dell'idealizzazione materna.
Questa è la fase che Lei sembra stia attraversando, per cui - crescendo - Lei non è più così disponibile ad accettare metodi (punzecchiature, ecc,.) che, sia pure a fin di bene, La feriscono e indeboliscono la Sua autostima.
Dipende anche da Lei mandare segnali in tale senso.
2.
Le critiche che riceve.
Potrebbe essere interessante per Lei iniziare a "guardarle" con attenzione, chiedendosi se esse siano corrispondenti alla realtà. Forse, ora che Lei è cresciuta, certe Sue caratteristiche possono risultare particolarmente pesanti per Sua madre, più di quando Lei era bambina o adolescente, non crede?
In questo caso occorre cambiare.

Concludendo.
Noi non possiamo chiedere agli altri di cambiare, non è in nostro potere ottenerlo.
Possiamo chiederlo unicamente a noi stessi.
Ed inoltre, particolare non secondario:
di tutto ciò ne ha parlato con Sua madre? Se no, può farle leggere questo Consulto...

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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