Utente
Sono una ragazza di 22 anni, fidanzata con un ragazzo da poco più di un anno.
Un anno splendido, fatto certamente di alti e bassi, ma sono profondamente innamorata, come non lo sono mai stata.

Un anno fa, qualche mese dopo l'inizio della nostra relazione, stavo attraversando un momento difficile, sia con me stessa che con lui: mi sentivo triste, debole, cercavo di evadere dalla mia vita cercando sollievo in piccole situazioni, che in realtà non mi sollevavano affatto...
Una sera uscii con un gruppo di amici, mi stavo divertendo, ed il mio ragazzo non c'era.
Tra loro c'era anche una persona con la quale anni fa ebbi una piccola storia, ma niente di significativo, non provo niente per lui.

Quella sera, una volta che tutti furono andati a casa rimanemmo solo io e lui, e le cose si spinsero un po' troppo oltre.

È passato un anno, o forse più, ma non ho mai avuto il coraggio di dire la verità al mio ragazzo... Ogni giorno che passa mi sento peggio, mi sento falsa e bugiarda.

Lui non sospetta niente, ma ho paura di dirgli quello che è successo per paura che non possa perdonarmi.

Non so quale sia la cosa giusta da fare in queste situazioni, ma so per certo che non voglio perderlo.

Allo stesso tempo però, forse per egoismo, vorrei dirglielo, per togliermi il peso dalla coscienza...
Magari sentire il parere di qualcuno potrebbe darmi una mano...

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Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile ragazza,
penso sia necessario un colloquio psicologico professionale per capire meglio cosa sostenga il suo non poter dimenticare l'accaduto e trovare la soluzione idonea.
Lei dà una possibile soluzione (sentire il parere di qualcuno) che rimanda ovviamente ad un aiuto professionale che, in quanto tale, necessita di un consenso per iscritto, in base al codice deontologico degli psicologi.

Quello che posso dirle è una frase buddista che lessi diverso tempo fa e con la quale concordo in pieno, anche se mi rendo conto potrebbe non essere sufficiente nel suo caso. Essa recita:
"Bisogna sempre dire la verità, tranne quando non è necessaria e può far male a qualcuno".

cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente
So che gli farei male se gli dicessi la verità, ma so anche che se fossi al suo posto vorrei saperla a mia volta.
È passato molto tempo, ma questo non significa che sia meno grave...
Per quanto io sia giovane, e per quanto sappia che le cose possano cambiare da un giorno all'altro, sento che lui sia la persona giusta per me, quella con cui mi immagino un futuro. Non vorrei che la nostra relazione nascondesse un segreto così grosso che dovrei portarmi dietro per sempre.
Ma allo stesso tempo penso anch'io che dirglielo non sia poi cosi necessario, e che sia invece come una sorta di punizione autoinflitta che devo sopportare....
Ma così facendo sentirei di non assumermi le mie responsabilità, di non accettare le conseguenze... È come se stessi forzando qualcuno a stare con me, dal momento che lui è inconsapevole di tutto.
La scelta di rimanere con me o meno spetta solo a lui....così è come se stessi decidendo io al suo posto

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Dr.ssa Valentina Sciubba

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Le parla di "punizione autoinflitta" e di decidere al posto del suo ragazzo.
Sul secondo punto avrei delle riserve perchè la responsabilità delle nostre decisioni è personale. Il primo punto forse è da approfondire, come le ripeto, con un colloquio professionale.
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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