Utente
Buonasera dottori, vi scrivo perché è ormai un anno e mezza o più che ho perso molto interesse per attività che amavo e mi sento depressa e triste tutto il giorno.
La pandemia ha peggiorato il tutto.
Sono una studentessa universitaria ma ora sono bloccata e non riesco a studiare.
Sono già stata da uno psicologo questa estate fino a fine ottobre e mi sembrava di stare meglio, ero convinta di potercela fare ma la tristezza cronica è tornata e lo studio è di nuovo fermo.
Sono triste stanca e apatica tutto il giorno.
Per non pensare al mio futuro, agli esami che devo dare e alle lezioni online che dovrei seguire (cosa che non riesco a fare perché non appena apro il Pc mi sale l'ansia e un disagio e una paura di essere interpellata e di essere fuori luogo, e anche se mi impegno a seguire non mantengo l'attenzione nemmeno per 10 secondi, comincio a sudare freddo, ho le palpitazioni e devo spegnere) mi distraggo con le serie tv e molto spesso mi rifugio in fantasie ad occhi aperti, invento storie di sana pianta e senza accorgermene parlo da sola, creando voci e personaggi immaginandomi tutto nella mente anche per ore.
Inoltre in questi momenti ho anche molti tic (batto spesso le palpebre, storco la bocca e scrocchio il collo, muovo e tocco le mani o oggetti a mo' di antistress).
Queste cose le faccio da quando ero bambina, ma ora che sono adulta mi fanno preoccupare (penso di essere sana di mente ma guardandomi dall'esterno mi rendo conto che sembro fuori di testa).

Un'altra preoccupazione: leggendo in internet delle ossessioni-compulsioni mi sono ritrovata in parte in quelle che sono le ossessioni religiose e sessuali.
Io sono credente e anche un'appassionata di teologia (leggo quotidianamente libri e articoli su questi argomenti) ma a volte mi rendo conto che la religione riempie troppo tempo della mia giornata: ne parlo da sola, mi interrogo sul mio comportamento, se è adeguato a certe norme e più ci penso meno riesco a controllare certe emozioni.
E se fallisco nel controllarmi ho sensi di colpa e cerco di adottare pensieri o comportamenti che mi aiutano a frenarmi.
Ad esempio se penso che sia sbagliata la masturbazione, in quel momento vengono fuori fantasie provocanti e più mi dico che non devo farlo e più cedo.
E arrivano i sensi di colpa: devo cancellare la cronologia del cellulare se ho visitato certi siti, devo sistemare il letto, devo lavarmi o cambiarmi i vestiti e leggo articoli motivanti per trovare un modo di non farlo più.
Questi pensieri a volte diventano molto pesanti e la sera vado a letto distrutta (anche se magari durante il giorno non ho fatto nulla di impegnativo).
A periodi sembro stare meglio, soprattutto se esco di casa e sto con il mio fidanzato.
Di molte di queste cose non ne ho parlato con il mio psicologo, scioccamente, per paura di essere giudicata e soprattutto per paura di non sapere come esprimermi.
Vi chiedo aiuto per capire almeno come indirizzarmi, se è il caso che ne riparli con lo psicologo o con il medico di famiglia.

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Dr. Andres Rivera Garcia

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Salve, grazie per aver scritto.
Questo materiale che lei ha riferito, soprattutto le fantasie, i pensieri profondi, il rapporto tra sessualità e senso di colpa, sono elementi preziosissimi che dovrebbe cercare di analizzare assieme al suo terapeuta, nella sua stanza.
Ripeto, il suo è un materiale prezioso, non lo lasci scivolare via.

Un caro saluto,
Dr Rivera Garcia Andrès,
San Benedetto del Tronto
Psicologo clinico, specializzando in psicoterapia