Utente cancellato
Egregi dottori,

avrei gentilmente bisogno del vostro insigne parere perchè ho iniziato una psicoterapia ma sono molto perplesso sull' operato della psicologa.

Io sono cresciuto fin da piccoletto, cioè dall' età di sette anni, con un deficit uditivo che mi ha condizionato enormemente la vita ( rapporti con le persone - con gli amici - con l' altro sesso - ho perso il posto di lavoro nella polizia di stato per colpa del mio handicap ecc. )
Ho una perdita uditiva che va dal 35 al 65 % e per svariati motivi non ho messo gli apparecchi acustici ( razionalmente so di aver commesso un grosso errore ma psicologicamente non sono riuscito ad accettarli ).
Non ho potuto vivere la vita come avrei voluto e il mio deficit mi ha causato un' enorme mole di sofferenza - frustrazioni e repressioni.
Io sono convintissimo che tutto ciò ha contribuito enormemente a formare il mio carattere ( o a modificarlo - crescere da piccolo con un deficit uditivo penso proprio che abbia avuto la sua notevole influenza ).

Ho spiegato alla psicologa che dentro me stesso ho sempre sentito la voglia di fare cose che ho evitato di fare per la tensione psicofisica che il mio deficit mi procurava nello stare a contatto con altre persone a causa della mia mezza sordità ( non riesco a confessare alle persone che sento poco bene - e fare la figura del ragazzo un pò ebete mi fa molto male e per questo, ripeto, ho detto alla psicologa che ad esempio non ho frequentato un corso fitness per questo motivo, tante volte ho pure evitato di andare in giro con gli amici perchè magari c' era qualcuno che parlava un pò più piano ed in macchina non riuscivo a sentire e tante altre cose del genere ).

Il problema è che la psicologa al secondo incontro mi ha detto subito che il mio non è un problema di udito ma di carattere.
Cioè lei ha affermato che io sarei stato così chiuso anche se avessi avuto un udito normale - ha detto che uso il mio deficit come alibi per non lavorare ( io però gli ho detto che ho rifiutato solo lavoretti mal pagati di 30 giorni e non lavori "seri" perchè gli ho detto che se per caso mi avessero ad esempio chiamato alle poste mi sarei messo subito gli apparecchi e sarei andato a lavorare )
ha detto che io voglio essere handicappato perchè mi fa comodo per sfuggire dalle mie responsabilità ( ma io gli ho detto che evitare alcune volte di andare a divertirmi con gli amici non è una responsabilità -----
gli ho fatto presente che l' aver evitato da 20 anni ad ora di uscire con delle belle ragazze che mi piacevano e che non ci sono uscito perchè il mio udito non mi avrebbe permesso di sostenere una semplice conversazione, non significava fuggire dalle proprie responsabilità e non voler crescere )

Il punto ora è, egregi dottori, che la psicologa adesso sostiene che tutte le mie frustrazioni e repressioni dovute ad essere cresciuto con questo handicap secondo lei non centrano niente - lei dice che è soltanto questione che io ho questo carattere e basta, dice che il mio deficit uditivo non centra niente.
Lei è convinta che si tratta di una questione di autostima ed allora mi ha fatto comprare un libro: Autostima di Maria Strocchi - sul quale dobbiamo lavorare.

Io lo so molto bene di essere affetto da Distimia perchè già glielo avevo detto io stesso, ma ho spiegato alla psicologa che sono convinto che ho poca stima di me stesso per tutte le frustrazioni - le represioni che ho subito - cioè io gli ho spiegato che sento dentro me stesso che se fossi cresciuto con un udito normale adesso non sarei così "distimico" - sono certo che il mio carattere è stato modellato dall' essere cresciuto con questo handicap e che ora mi ritrovo ad essere un pò chiuso e schivo a causa del mio deficit e non perchè come dice lei è solo una questione di autostima che non avrei avuto nemmeno con un udito normale.

Il problema ora è questo egregi dottori: che la psicologa vuole curarmi come magari a curato decine di ragazzi normudenti, non vuole prendere in considerazione le difficoltà che il mio deficit inevitabilmente mi procura ( dice che è colpa mia perchè devo accettare ciò che ho e devo dire alle persone che non sento ) ed ha appunto intenzione di non tenere in considerazione tutte le frustrazioni e le repressioni che mi porto dentro - le confesso che ciò mi ha fatto stare ancora più male e che sono tentato di mollare subito la psicoterapia che ho appena iniziato perchè io invece sono convintissimo che se avessi avuto un udito normale adesso sarei un ragazzo sicuramente diverso e non come afferma la psicologa avrei avuto gli stessi problemi che ho ora.

Un' altro motivo per il quale voglio interrompere la psicoterapia è che fra 7 - 8 mesi probabilmente, finalmente, potrò risolvere il mio hadicap uditivo ed avere un udito quasi normale ( con delle protesi acustiche ) e poichè io so che l' 80% dei miei problemi attuali ( socializzazione - carattere un pò chiuso - poca autostima - nervosismo - frustrazioni - repressioni - sofferenze - evitamento nel fare cose che voglio fare ecc. ecc. ) sono diretta conseguenza del mio non sentire bene - che ripeto - potrò risolvere entro un anno, penso che considerato ciò che pensa la psicologa che mi sta seguendo che non solo nel mio caso specifico la psicoterapia non mi sarà utile ma ho timore che possa addirittura essermi nociva perchè non riesco a capire come fa una psicologa a dirmi che è colpa mia che non sono riuscito ad accettare il mio deficit - che non riesco a confessare alle persone che non sento bene - che uso il mio hadicap come un alibi - come fa a dire che essere cresciuto da 7 anni a 33 anni con questo handicap non abbia influito minimamente sul mio carattere.

Queste sue considerazioni mi hanno fatto un pò arrabbiare perchè penso che lei non abbia capito nemmeno lontanamente cosa vuol dire crescere con un hadicap come il mio ed ora vuole inoltre curarmi senza tenere conto delle mie frustrazioni - delle mie repressioni e della sofferenza che tuttora il mio defict mi procura.
Vuole curarmi come un ragazzo normudente che ha solo un problema di autostima e mi ha fatto acquistare il libro sul quale mi ha detto che inizieremo a lavorare la prossima volta ( nel libro ci sono tante esercitazioni per aumentare l' autostima )
Io però non ho nessunissima voglia di mettermi a giocare facendo queste esercitazioni perchè so che i miei problemi hanno un' origine ben diversa e sicuramente se mi proporrà questo giochetto di esercitazioni contenute nel libro io mi rifiuterò categoricamente di farli ( magari se fra 2 anni quando avrò un udito normale grazie alla tecnologia, avrò ancora questi problemi di autostima allora forse potrò pure accettare questo giochetto, ma adesso, in questo momento, assolutamente no )

Gentile dottori, io sono dell’ idea che la psicologa abbia capito molto male quale siano veramente i miei problemi, io non voglio dire che sono completamente dalla parte della ragione, ma neppure tutti gli psicologi del mondo messi insieme potranno mai convincermi che il mio carattere non sia stato influenzato e strutturato dall' essere cresciuto con il mio deficit uditivo, e se questo la psicologa non lo vuole minimamente tenere in considerazione, ho timore che non solo non risolverò niente ma che mi farò del male.

Vi chiedo se gentilmente potete concedermi il vostro parere e darmi eventuali consigli, perchè sono veramente molto confuso e da ieri mattina, da quando ho avuto il colloquio con la psicologa ad oggi, il mio umore è peggiorato e mi sento più nervoso, meno capito e più demoralizzato.

Forse ormai a pochi mesi dall' avere un' udito normale non avrei dovuto iniziare una psicoterapia ( l' ho fatto perchè ho avuto una discussione tesa e con pianti in famiglia e poi i miei familiari il giorno dopo mi hanno quasi costretto a vedere la psicologa - io non avevo intenzione di iniziare una psicoterapia perchè pensavo che nel mio caso probabilmente sarebbe servita a poco, ora invece ho quasi la certezza che oltre al fatto che non servirà a niente mi sarà nociva, visto come si sono messe le cose )

Anche voi ritenete che la psicologa faccia bene a lavorare solo sulla mia autostima e non considerare per niente il fatto che sono cresciuto con questo handicap uditivo perché secondo lei non ha avuto nessuna influenza sul mio carattere ?
Fa bene la psicologa a non considerare l’enorme quantità di frustrazioni e repressioni che ho incamerato nell’ animo ?

ps: da poco ho iniziato una cura farmacologica antidepressiva

[#1] dopo  
Dr.ssa Roberta Cacioppo

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Gentile utente,

sicuramente non è possibile per me esprimere un qualsiasi parere sull'operato della collega. Resta il fatto importante, comunque, che lei con questa psicologa non si è trovato bene... e allora perchè immaginarsi di andare al vostro prossimo colloquio rifiutandosi di seguire il metodo che le ha proposto? Affronti il problema di cui ha scritto qui, e - sia che si senta accolto, sia che si senta non compreso - lei può benissimo rivolgersi a un altro specialista!

La psicoterapia è l'incontro di due persone, non solo di un professionista con un paziente, e se la relazione non funziona, difficilmente la terapia può proseguire efficemente.

Vorrei inoltre sottolineare il suo poscritto: proprio alla fine di una lunga mail, quasi come se fosse di secondaria importanza, scrive di essere in terapia farmacologica contro la depressione. Però guardando la sua partecipazione su questo sito, noto che lei si è rivolto più volte a diversi specialisti per vari motivi, tra cui la depressione sua, e anche quella di sua mamma. Sembra proprio che da parecchio tempo lei continui a rimuginare sulla questioni che la fanno stare male!

Le consiglio di affrontare la situazione in maniera completa e profonda. Soprattutto perchè, nonostante la sua idea di poter intervenire definitivamente sulla sua ipoacusia (e mi auguro proprio che lei possa risolvere o almeno migliorare il suo deficit!), anni e anni di malesseri, frustrazioni e sofferenze come quelli che lei ha descritto non si cancellano solo tornando a stare bene fisicamente.

Cordialmente,

Roberta Cacioppo
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Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
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[#2] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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gentile utente,

lei continua a chiedere pareri per i quali ottiene egregie risposte, ma poi preferisce comunque fare di testa sua.
Scelga cosa vuole e prenda delle opportune decisioni in merito al miglioramento di tutta la sua condizione clinica.


Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#3] dopo  
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Egregio dottor Ruggiero,

probabilmente mi sbaglio ma è come se avessi la sensazione che Lei c'è l'abbia un pò con me.

Sarà che sono in condizioni mentali "offuscate" ma davvero non sono riuscito a capire a cosa lei si sia riferito nella sua ultima risposta (a me è sembrato un rimprovero da parte sua, può dirmi cortesmente dove sto sbagliando? )

Lei mi dice che faccio di testa mia ma io non so davvero cosa fare di più di quello che sto facendo.

Ho cambiato psichiatra perchè stavo male con la cura che mi aveva dato mentre lui mi diceva di continuarla perchè secondo lui stavo bene.
Un' altro psichiatra dopo un colluquio di 40 minuti mi ha detto che non ho bisogno di farmaci ma di una psicoterapia cognitivo comportamentale.
A distanza di 20 giorni la psicologa mi manda da un primario neurologo specialista in psichiatria il quale mi dice che secondo lui invece ho bisogno di farmaci perchè ho una depressione molto "radicata" e mi prescrive il Cymbalta e per l' inizio il pasaden.

Ora con la psicologa, poichè sono enormemente represso e frustrato io pensavo che AVREI FATTO UN "LAVORO" MOLTO PIù PROFONDO NEL MIO ANIMO E A RITROSO NEL TEMPO (forse quello di cui parlo io non e terapia cogn. comp. ) - invece la psicologa mi incolpa perchè non ho saputo "gestire" il mio defict uditivo fin da piccolo.
Ha fatto delle affermazioni su come sono, che io da dentro me stesso sento di essere completamente diverso e perciò non sono daccordo con la psicologa e su come lei abbia intenzione di impostare il "lavoro".

Per questo ho chiesto se qualcuno di voi potesse consigliarmi ed infatti come dice Lei, dottor Ruggiero, anche questa volta ho avuto gentilmente un' egregio consiglio e parere, questa volta da parte della d.ssa Roberta Cacioppo che mi ha fatto capire molte cose sulle quali ero confuso e non sapevo come affrontarle.

E' probabile che lei abbia ragione e che io non mi renda conto che faccio di testa mia, ma più che consultare 2 psichiatri, una psicologa ed un neurologo specialista in psichiatria davvero non riesco a fare perchè sono anche abbastanza stanco mentalmente.

So che io non sono in grado di stabilire se ne ho bisogno o meno ma ho intrapreso la psicoterapia controvoglia spinto dalla mia famiglia,
e purtroppo fino ad oggi la cosa ha contribuito solo a farmi demoralizzare ancor di più, non pensavo proprio sarebbe andata così.

Capisco che Lei ha voluto dirmi con eleganza e gentilezza che ho esagerato con le mie continue richieste di consulti, il fatto è che purtroppo i 2 incontri con la psicologa sono andati così ed io non ho la forza per andare di persona a chiedere consiglio ad un' altro psicologo.

Avendo recepito il suo messaggio, cercherò (e spero di non averne un bisogno irrefrenabile) di non recarvi altro disturbo, chiedo scusa a tutti voi per il tempo che vi ho rubato e ringrazio di cuore per gl'insigni consigli che ho riveuto.

Coridiali saluti

[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile signore,

il fatto che lei, dopo aver consultato numerosi medici, continua a chiedere consulti su argomenti che riguardano piu' o meno lo stesso argomento inducono a riflettere sul rapporto che instaura con i medici che la visitano di persona.
Purtroppo, dai suoi scritti sembrano emergere sentimenti di sfiducia che sono giustificabili e comprensibili ma fino ad un certo punto.

Pare di comprendere che Lei stia vivendo in modo vittimistico una serie di trattamenti farmacologici e psicologici che le pongono sempre piu' dei dubbi e che, di fatto, non la portano alla risoluzione del problema.

Probabilmente le persone a cui si e' rivolto non hanno colto questo aspetto del suo disturbo che trattabile con i farmaci o la psicoterapia necessita di una diversa consapevolezza da parte sua.

Anche il mio intervento, volto ad indicarle come faccia riferimento ad un unico argomento, è stato vissuto come un rimprovero.
C'e' anche da considerare che se i consulti per tali medici non sono stato il frutto di una sua scelta consapevole e meditata, il risultato insoddisfacente puo' dipendere da questo.

A mio avviso, credo che sia opportuno rivolgersi ad uno psichiatra che possa cogliere durante i colloqui gli aspetti disfunzionali che credo di aver letto nelle sue richieste.

Se ritenesse di trovare la soluzione alla mancata fiducia che ha negli altri medici, all'interno del sito, ovviamente incorrerebbe in un errore molto comune.

Credo pero' che prima di fare qualsiasi altra cosa sia piu' giusto che Lei chiarisca con se stesso cosa si aspetta da una visita con uno psichiatra o uno psicologo e quali sono gli obiettivi che ritiene di dover raggiungere, valutando poi con l'aiuto di un esperto la realizzabilita' di tali obiettivi.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#5] dopo  
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Grazie egregio dottor Ruggiero Francesco,

la ringrazio vivamente,

la sua risposta mi ha fatto prendere coscienza di cose importanti, la ringrazio ancora per questo !

La saluto cordialmente e le auguro una buona estate !