Utente 346XXX
Salve, volevo sottoporvi il mio caso, dopo un viaggio di lavoro in Brasile dove ho avuto una gastroenterite, che ho curato con normix, dopo qualche settimana ho accusato gonfiore alla caviglia sx e febbre alta con uretrite, mi sono ricoverato al reparto di malattie infettive in un ospedale di Roma dove mi è stata diagnosticata artrite settica, fatti tutti gli esami di routine compresi tamponi uretrali, emocolture e ecografia addominale ai quali sono risultato negativo, nel frattempo mi si sono gonfiate anche le ginocchia, sono stato rimandato a casa dopo 20 gg con una terapia antibiotica via orale (levoxacin), dopo 2 giorni mi è tornata la febbre e andando a fare un consulto da un mio amico infettivologo in altro ospedale mi sono ritrovato ricoverato di nuovo, qui dopo aver ricominciato daccapo dopo 1 settimana non venendo a capo della situazione l'equipe medica si è rivolta ad un loro collega reumatologo, che in 20 minuti mi ha diagnosticato una artrite reattiva e ha consigliato gli infettivologi di lasciar perdere gli antibiotici e di cominciare con una terapia antinfiammatoria a base di salazopirina che sto prendendo tutt'ora fino alla fine di maggio, la mia situazione oggi dopo 3 settimane di questo farmaco è relativamente migliorata, non ho più febbre ma persistono il gonfiore alle ginocchia e alla caviglia e relativo dolore dal quale trovo sollievo solo dopo aver preso una bustina di nimesulide, chiedevo rivolgendomi alla vostra attenzione se questa terapia fosse giusta e/o sufficiente alla mia condizione o se fosse il caso di riprendere in mano la diagnosi e di verificare l'effettiva correttezza. Grazie e resto in attesa di un vostro riscontro.

[#1] dopo  
30842

Cancellato nel 2012
La diagnosi di artrite reattiva e l'impostazione terapeutica penso siano corrette.
La diagnosi iniziale di artrite settica invece non credo fosse corretta in quanto e' correlata ad uno stato infettivo in atto, mentre l'artrite reattiva e' un'artrite sterile che insorge a breve distanza da un'infezione genitourinaria o enterica.
Dal suo raccordo anamnestico non riferisce se ha effettuato una coprocoltura.
L'efficacia della terapia di fondo(salazopirina),prima di pensare ad una sua modifica, puo' essere valutata solo dopo almeno un mese e mezzo e nel frattempo se necessario assumere l'antinfiammatorio.
Potrebbe infine essere utile,da un punto di vista sintomatico, eseguire un'artrocentesi(alle ginocchia) con successiva infiltrazione di triamcinolone(cortisonico).

Cordiali saluti

[#2] dopo  
Utente 346XXX

Gentilissimo dott. Nargi, la ringrazio per la risposta al mio quesito, per maggiore chiarezza, le dico che ho fatto anche coprocultura ben due volte in entrambi gli ospedali dove sono stato ricoverato, ho effettuato anche colonscopia per scongiurare morbo di kron(?) e colite ulcerosa eventuale per fortuna nulla di tutto questo e le coprocolture sono risultate negative anche a sangue occulto, ho fatto anche un prelievo di liquido sinoviale alle ginocchia per analisi clinica ma non chimica dello stesso con risultato negativo, sono in attesa per il test HLA, mi chiedevo se non si potesse in qualche modo pensare che sia una sorta di sindrome di reiter(?), vorrei evitare se possibile il cortisone e capire se la prognosi di questo mio stato clinico possa essere buona anche se in tempi lunghi. Grazie mille.

Distinti saluti

[#3] dopo  
Utente 346XXX

Gentilissimo dott. Nargi, la ringrazio per la risposta al mio quesito, per maggiore chiarezza, le dico che ho fatto anche coprocultura ben due volte in entrambi gli ospedali dove sono stato ricoverato, ho effettuato anche colonscopia per scongiurare morbo di kron(?) e colite ulcerosa eventuale per fortuna nulla di tutto questo e le coprocolture sono risultate negative anche a sangue occulto, ho fatto anche un prelievo di liquido sinoviale alle ginocchia per analisi clinica ma non chimica dello stesso con risultato negativo, sono in attesa per il test HLA, mi chiedevo se non si potesse in qualche modo pensare che sia una sorta di sindrome di reiter(?), vorrei evitare se possibile il cortisone e capire se la prognosi di questo mio stato clinico possa essere buona anche se in tempi lunghi. Grazie mille.

Distinti saluti

[#4] dopo  
Utente 346XXX

Gentilissimo dott. Nargi, la ringrazio per la risposta al mio quesito, per maggiore chiarezza, le dico che ho fatto anche coprocultura ben due volte in entrambi gli ospedali dove sono stato ricoverato, ho effettuato anche colonscopia per scongiurare morbo di kron(?) e colite ulcerosa eventuale per fortuna nulla di tutto questo e le coprocolture sono risultate negative anche a sangue occulto, ho fatto anche un prelievo di liquido sinoviale alle ginocchia per analisi clinica ma non chimica dello stesso con risultato negativo, sono in attesa per il test HLA, mi chiedevo se non si potesse in qualche modo pensare che sia una sorta di sindrome di reiter(?), vorrei evitare se possibile il cortisone e capire se la prognosi di questo mio stato clinico possa essere buona anche se in tempi lunghi. Grazie mille.

Distinti saluti

[#5] dopo  
Utente 346XXX

Gentilissimo dott. Nargi, la ringrazio per la risposta al mio quesito, per maggiore chiarezza, le dico che ho fatto anche coprocultura ben due volte in entrambi gli ospedali dove sono stato ricoverato, ho effettuato anche colonscopia per scongiurare morbo di kron(?) e colite ulcerosa eventuale per fortuna nulla di tutto questo e le coprocolture sono risultate negative anche a sangue occulto, ho fatto anche un prelievo di liquido sinoviale alle ginocchia per analisi clinica ma non chimica dello stesso con risultato negativo, sono in attesa per il test HLA, mi chiedevo se non si potesse in qualche modo pensare che sia una sorta di sindrome di reiter(?), vorrei evitare se possibile il cortisone e capire se la prognosi di questo mio stato clinico possa essere buona anche se in tempi lunghi. Grazie mille.

Distinti saluti

[#6] dopo  
30842

Cancellato nel 2012
Penso che si possa definire una sindrome di Reiter incompleta(in quanto la forma classica comprende la triade: uretrite,congiuntivite, artrite), che comunque appartiene al "capitolo" delle artriti reattive.
Queste forme di artriti in genere rispondono meglio all'assunzione del FANS per via orale che di cortisone e quindi non dovrebbe correre "pericoli". Quest'ultimo viene utilizzato in genere soltanto per effettuare infiltrazioni locali.
Trattandosi di una forma reattiva c'e' la possibilita' che si risolva tutto nel giro di pochi mesi.

Cordiali saluti


[#7] dopo  
Utente 346XXX

La ringrazio per la sua risposta, cercherò di andare a fondo e di capire meglio il problema, grazie ancora per i suoi consigli.
Cordiali Saluti.