Utente 155XXX
Salve,
Vi contatto per una malattia reumatica diagnosticata a mia madre.Mia madre ha attualm. 52 anni e ha sempre avuto, fin dai 23-25 anni,dolori articolari(dolori alla cervicale, alla colonna vertebrale, alle braccia).Tali dolori sono stati sempre curati con antiinfiammatori,dato che si pensava fossero dovuti all'iperattività di mia madre,che passava intere giornate a pulire casa con ritmi anormali.In tale situazione ci pareva una "normale"conseguenza la presenza di dolori alle articolazioni/ossa. Con l'arrivo dell'età matura,tuttavia,il quadro clinico è peggiorato:circa 1volta l'anno la colonna vertebrale le si blocca a seguito di sforzi e ha anche dolori alle anche,con rigonfiamenti dolorosi in corrispondenza del punto delle clavicole più vicino al collo e ai polsi. A seguito di radiografie alle vertebre,sono state riscontrate lievi ernie di alcuni dischi vertebrali,curati con ozonoterapia, senza apprezzabili risultati.Tutto questo finché improvvisamente un dolore molto acuto,al lato della colonna vertebrale,ha quasi bloccato mia madre per circa 3 mesi.Il dolore attualmente è regredito, anche se non completam. e,come detto,neanche la ozonoterapia ha potuto migliorare la situazione.Lo scorso novembre s'è sottoposta ad una visita reumatica, in cui le è stata diagnosticata una "artropatia sieronegativa con polientesopatia". La reumatologa le ha detto che si tratterebbe di una malat.autoimmune che molto probabilmente mia madre si porta dietro da tempo e che dalle radiografie poteva capire che non si trattava di artrosi(come diagnosticato dall'ortopedico),ma appunto di questa malattia autoimmune.
Ora ho un po' di dubbi relativamente a questa malattia,per la quale non ho trovato molte informazioni su internet.Innanzitutto vorrei sapere se la definizione "artropatia sieronegativa con polientes." rappresenta un quadro clinico ben preciso, oppure è solo una descrizione degli effetti della malattia, la la cui causa potrebbe essere tuttavia ricercata in diverse patologie.Se definisce una malattia ben precisa,di cosa si tratta precisamente o dove posso reperire informazioni?Ha anche altri nomi?Il secondo punto è relativo alla cura. Le è stato consigliato l'uso del farmaco Salazopyrin-EN (Sulfasalazina 500mg), verso il quale mia madre ha tuttavia sviluppato dopo circa 10 giorni di cura (in combinazione con cortisonici e antinfiammatori (Arcoxia)) una reazione allergica. Dopo aver individuato che l'allergene era il Salazopyrin, la dottoressa ha deciso di cambiarlo con Methotrexate, che tuttavia è molto più aggressivo del primo e per il quale il foglio illustrativo indica la possibilità di esiti fatali anche dopo 1singola assunzione.Mia madre non intende usarlo.Mi chiedo a questo punto:
1) Se la Sulfasalazina è indicata x tale patologia,esiste qualche farmaco equivalente(mia madre potrebbe essere allergica a un eccipiente)o altri farmaci,così da non dover utilizzare ilMethotrexate?
2)Esistono delle cure biologiche x la cura di questa malattia?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Scavo

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Gentile sig.ra,
la definizione data dalla collega potrebbe ricondurre ad una spondiloartrite sieronegsativa (da valutare anche con gli esami di laboratorio, oltre agli esami strumentali); "artropatia sieronegativa con entesiti" è una definizione aspecifica
Non esistono farmaci equivalenti alla salazopirina; il metotressato ai dosaggi utilizzati in reumatologia non è poi così pericoloso come sembra anche se deve essere attentamente valutato e monitorato. Le cure biologiche (se intende naturali) possono aiutare ma il caso deve essere studiato molto accuratamente.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Scavo

[#2] dopo  
Utente 155XXX

Salve,

dottore. Grazie per le informazioni che mi ha fornito.
In realtà per cure biologiche non intendevo cure naturali, ma cure con farmaci cosiddetti "biologici", che tuttavia nel frattempo ho visto non essere sinonimo di minore tossicità. Mi sono quindi interessato anche ad altre possibili cure della malattia, come ad esempio l'omeopatia. Ho visto che lei è specializzato in medicine non convenzionali. Mi saprebbe dire se a parte la medicina tradizionale, queste malattie si possono curare efficacemente anche con medicine alternative? Se sì, quali sono le più efficaci?
Se si può utilizzare l'omeopatia (come ho letto su qualche sito), anche l'omeopatia ha bisogno di tenere sotto continuo controllo i valori dei parametri biologici del paziente o con l'omeopatia la tossicità del farmaco è ridotta al minimo? Dato che si tratta di una malattia autoimmune, l'omeopatia riesce a rallentare anch'essa il progredire della malattia o si limita solo a curare la sintomatologia dolorosa della malattia?

Grazie mille in anticipo per le risposte che vorrà fornirmi.

[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Scavo

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La funzione delle medicine cosiddette alternative è quella di riportare in equilibrio un sistema disfunzionante. Se correttamente applicata può essere di grande aiuto, anche se il mio parere è che non esiste una metodica che da sola è in grado di risolvere totalmente un problema;l'approccio più utile è quello di potere/sapere integrare varie conoscenze per migliorare e risolvere le diverse problematiche responsabili della disfunzione. I parametri del processo patologico vanno sempre tenuti sotto controllo, poichè insieme alla clinica possono dare un'idea sulla strada che si sta percorrendo. L'omeopatia, se utilizzata da gente competente, può essere di grande aiuto a rallenare la patologia con una ridotta tossicità che non vuol dire che non siano essere presenti dei peggioramenti transitori, espressione del processo di guarigione.
Scusi se mi sono dilungato, spero di aver soddisfatto le sue richieste.
Cordialmente
Dr. Giuseppe Scavo

[#4] dopo  
Utente 155XXX

Dopo aver portato avanti la cura a base di antinfiammatori cortisonici e salazopirina per qualche settimana, a causa di problemi di allergia mia madre ha interrotto la cura e visto che non era convinta di provare con il Metotrexate ha deciso di consultare un altro medico privatamente (il primario del maggiore centro di Reumatologia della mia regione), il quale, dopo una visita di circa un'ora, in cui le ha fatto compiere diversi movimenti e ha analizzato tutti gli esami clinici, ha detto che non le sembrava assolutamente affetta da una malattia reumatica, ma che le sembrava solo molto rigida e colpita più che altro da artrosi (bisogna dire che al momento della visita, mia madre stava molto meglio per via dei molti antinfiammatori assunti nel periodo precedente, motivo per cui la malattia poteva essere più diagnosticabile dagli esami clinici, che dai movimenti fattili fare, ma il dottore ha guardato poco questi esami e insistito sulla visita diretta). Le ha dato quindi degli antinfiammatori e un ansiolitico, oltre a un sonnifero, per cercare di farla riposare meglio. Dopo aver finito il ciclo di cure di un paio di mesi, la situazione è tornata più o meno come prima. Mia madre ha ricominciato ad avere gli stessi stati dolorosi e ora non riesco a capire come sia possibile che due reumatologi diano una diagnosi così diversa. Nel frattempo sta andando avanti solo con antinfiammatori, in quanto non sa più di chi fidarsi... cosa mi consigliate?

[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Scavo

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Gentile utente,
se ci sono dei chieri segni di infiammazione nelle articolazioni e/o nelle analisi le consiglio di approfondire la sua situazione di sua madre anche perchè rileggendo alcuni sintomi che accusa sembrano di natura infiammatoria.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Scavo

[#6] dopo  
Utente 155XXX

Gentile dottore,
mi scusi, ma non sono molto esperta, quindi le chiederei un chiarimento relativamente alla sua risposta. Volevo capire meglio la differenza tra la definizione di malattia infiammatoria e malattia reumatica. In base ai sintomi descritti, lei pensa che si tratti di semplici infiammazioni da curare con antinfiammatori, oppure mi sta consigliando di approfondire sull'aspetto reumatico (ovvero cronico) di tali infiammazioni, per cui occorra sottoporsi ad un trattamento costante con farmaci specifici?

Grazie.

[#7] dopo  
Dr. Giuseppe Scavo

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Gentile signora,
una malattia può essere su base infiammatoria (acuta o cronica) senza essere necessariamente di natura reumatica. Una malattia infiammatoria cronica, di solito, interessa il sistema immunitario configurando un quadro autoimmunitario di cui si interessa l'immunologo e il reumatologo.
Riguardo al suo caso, le consiglierei di approfondire lo studio del sistema immunitario per vedere se vi è una disfunzione responsabile di un quadro autoimmunitario e quindi cronico.
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Scavo