Utente 427XXX
Salve! Ho un problema che penso stia diventando abbastanza serio. Ad Agosto ho fatto i piercing ad entrambi i capezzoli. Sono guariti immediatamente e sono stati regolarmente disinfettati con il betadine. In seguito a un rapporto sessuale dove il senso sinistro è stato palpato forse con troppa veemenza ho iniziato a sentire un dolore forte. Inizialmente ho pensato che fosse stata la stretta ad avermi provocato dolore, ma nei giorni successivi ho riscontrato che il piercing si è infettato. Perde un pochino di siero e qualche goccia di sangue molto chiara e sento un dolore che non è affatto normale, 10 volte più forte del dolore della perforazione stessa del capezzolo. Questo dolore si presenta al solo contatto col capezzolo ma anche con l’area più sinistra e adiacente al capezzolo del seno stesso. Ho ricominciato a usare betadine ma ogni volta che lo metto sento un dolore che mi porta quasi a vomitare. Cosa potrei avere? Come posso curarlo senza togliere il piercing stesso? Rischio futuri problemi con l’ allattamento?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
La moda del piercing risulta ampiamente diffusa soprattutto nelle generazioni più giovani. Una indagine Eurispes condotta nel 2003 su 3000 ragazzi tra i 12 ed i 18 anni, rilevava che oltre il 20% di essi erano portatori di piercing.

"Cosa potrei avere?"

Come cosa potrei avere ! Ha due corpi estranei. Alcuni li tollerano bene altri no. Se ne faccia una ragione.

E non pensi che io possa avere PRE-giudizi sulla sua scelta, ma ho l'obbligo di informarla su una pratica molto diffusa.
A fronte di questa non trascurabile diffusione, facendo valutazioni dal punto di vista sanitario, si ha la percezione che la metodica venga presa in considerazione senza la sufficiente conoscenza ed informazione circa i rischi e le conseguenze ad essa legati, la competenza dell’”operatore” e quasi sempre in assenza di qualunque garanzia sul rispetto delle norme igieniche.
Ciò appare tanto più incredibile nel momento in cui per atti medici di invasività comparabile, per altro finalizzati al mantenimento o ristabilimento dello stato di salute, l’etica professionale e la legge impongono severe norme e l’ottenimento di un circostanziato consenso informato da parte del paziente.

Sarebbe quindi opportuno che chi decidesse di farsi applicare un piercing fosse reso consapevole che sta per compiere un’azione invasiva che determinerà sul proprio corpo variazioni quasi sempre irreversibili e che resterà esposto, non solo nel corso dell’applicazione ma anche in seguito, alla possibilità di conseguenze e complicazioni anche rilevanti e potenzialmente gravi.

"Rischio futuri problemi con l’ allattamento?"
In linea teorica no, ma dalle complicanze che descrive vedo che ce la sta mettendo tutta per comprometterlo nel futuro .

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com