Alternativa a cateterismo intermittente
Egregi dottori, salve
Sono un ragazzo di 22 anni affetto da quasi tre anni da una condizione di ritenzione urinaria completa in acontrattilità detrusoriale e sofferenza neurogena periferica.
L'indicazione sarebbe stata di procedere con neuromodulazione sacrale ma dal maggior centro di riferimento nazionale per la patologia neuro-urologica (di cui per professionalità e disponibilità del primario e degli specialisti posso parlare solo che bene) mi è stato sconsigliato di procedere almeno per il momento in tale direzione poiché nel mio caso non produrrebbe effetto.
L'indicazione che ho avuto è all'autocateterismo intermittente pulito, ma dopo un anno, per vari motivi (infezioni ricorrenti, fastidio, bruciore e dolore all'atto di cateterismo e cronico, e una componente anche emotiva di fronte al vedere ogni giorno il problema) la procedura è divenuta per me troppo gravosa.
Confrontandomi anche con gli specialisti dell'ospedale di zona, ho a più persone chiesto alternative al CIC e sono, ad onor del vero, in attesa di un paio di risposte.
Per me è diventato un incubo, quasi rimpiango il cateterismo vescicale a permanenza.
Chiedo dunque se esistano delle alternative adatte al mio caso
Ringrazio per l'attenzione che mi vorrete accordare,
porgo distinti saluti.
Sono un ragazzo di 22 anni affetto da quasi tre anni da una condizione di ritenzione urinaria completa in acontrattilità detrusoriale e sofferenza neurogena periferica.
L'indicazione sarebbe stata di procedere con neuromodulazione sacrale ma dal maggior centro di riferimento nazionale per la patologia neuro-urologica (di cui per professionalità e disponibilità del primario e degli specialisti posso parlare solo che bene) mi è stato sconsigliato di procedere almeno per il momento in tale direzione poiché nel mio caso non produrrebbe effetto.
L'indicazione che ho avuto è all'autocateterismo intermittente pulito, ma dopo un anno, per vari motivi (infezioni ricorrenti, fastidio, bruciore e dolore all'atto di cateterismo e cronico, e una componente anche emotiva di fronte al vedere ogni giorno il problema) la procedura è divenuta per me troppo gravosa.
Confrontandomi anche con gli specialisti dell'ospedale di zona, ho a più persone chiesto alternative al CIC e sono, ad onor del vero, in attesa di un paio di risposte.
Per me è diventato un incubo, quasi rimpiango il cateterismo vescicale a permanenza.
Chiedo dunque se esistano delle alternative adatte al mio caso
Ringrazio per l'attenzione che mi vorrete accordare,
porgo distinti saluti.
La situazione che descrive è complessa, data la giovane età, la durata della ritenzione urinaria e l'inefficacia della neuromodulazione sacrale. L'autocateterismo intermittente pulito (CIC) è spesso la prima linea per la ritenzione urinaria non ostruttiva, ma può diventare insostenibile per i motivi che lei espone.
Le alternative al CIC, considerando la sua condizione (acontrattilità detrusoriale e sofferenza neurogena periferica), sono limitate e presentano pro e contro:
- Catetere vescicale a permanenza: Aumenta notevolmente il rischio di infezioni del tratto urinario (UTI), calcoli vescicali, stenosi uretrali e richiede cure infermieristiche regolari.
- Intervento chirurgico:
- Derivazione urinaria (urostomia): Crea un nuovo percorso per le urine (es. ileostomia di Bricker). È una soluzione definitiva ma comporta la necessità di una sacca esterna.
Data l'inefficacia della neuromodulazione sacrale, le opzioni rimangono il CIC (sebbene gravoso) o interventi chirurgici maggiori. La scelta dipende da una valutazione approfondita dei benefici e dei rischi individuali, tenendo conto delle sue preferenze e aspettative. Discuta apertamente con il suo urologo delle sue difficoltà con il CIC e delle sue preoccupazioni riguardo alle alternative chirurgiche.
Le alternative al CIC, considerando la sua condizione (acontrattilità detrusoriale e sofferenza neurogena periferica), sono limitate e presentano pro e contro:
- Catetere vescicale a permanenza: Aumenta notevolmente il rischio di infezioni del tratto urinario (UTI), calcoli vescicali, stenosi uretrali e richiede cure infermieristiche regolari.
- Intervento chirurgico:
- Derivazione urinaria (urostomia): Crea un nuovo percorso per le urine (es. ileostomia di Bricker). È una soluzione definitiva ma comporta la necessità di una sacca esterna.
Data l'inefficacia della neuromodulazione sacrale, le opzioni rimangono il CIC (sebbene gravoso) o interventi chirurgici maggiori. La scelta dipende da una valutazione approfondita dei benefici e dei rischi individuali, tenendo conto delle sue preferenze e aspettative. Discuta apertamente con il suo urologo delle sue difficoltà con il CIC e delle sue preoccupazioni riguardo alle alternative chirurgiche.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 21/02/2026.
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