Utente 287XXX
Salve,
ho 25 anni e da 4 anni soffro di sclerosi del collo vescicale .... Dopo un periodo di infiammazione da un giorno all'altro mi son trovato con problemi ad urinare, in pratica ho un getto debole e minzioni frequenti specie di sera.... Qualche volta percepisco l'infiammazione nella parte perineale ..... Così dopo essere stato da vari specialisti mi è stata ipotizzato questo ipertono e consigliato l'assunzione di ominc finchè la situazione lo consentisse..... Dopo 4 anni la mia condizione è stabile, cioè nessun miglioramento nemmeno minimo ma attraverso omnic ho un getto leggermente migliore e i sintomi di poco migliorati (pochissimo)....L'operazione mi è stata sconsigliata vista l'età....Quindi ora ogni 6 mesi faccio alcuni controlli di routine ....
Certamente l'assunzione di farmaci per un lungo periodo è sconsigliata , la cosa mi è stata detta da specialisti importanti di altri campi.... Non vorrei che, causa farmaci, con il tempo sorgessero problemi di diversa natura.... Vi faccio queste domande:
1. Secondo voi c'è speranza in cure risolutive di tipo farmacologico nel futuro prossimo?
2. Esistono tipologie di chirurgia migliori di altre che non provocano i rischi che sapete?
3. Esistono fitoterapici o altre cure "naturali" che possano sostituire omnic o comunque migliorare i miei disturbi?Potreste consigliarmi indicativamente cosa senza fare nomi precisi?
4. Secondo voi, naturalmente oltre a rivolgermi al mio urologo, cosa dovrei fare? Lo so ci sono persone che si trovano in condizioni peggiori ma anche la mia condizione è abbastanza seccante, ormai sogno di farmi una dormita decente senza il bisogno di alzarmi e andare in bagno...se ci metto poi l'assunzione del farmaco " a vita", la cosa mi rende molto perplesso......Ancora non capisco come da un minuto all'altro si sia creata questa difficoltà ad urinare, cioè in un secondo sento una sensazione di restringimento e un minuto dopo non urino più bene..... Conosco benissimo il parere del mio urologo, mi piacerebbe aver il vostro....
Vi ringrazio in anticipo

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
innanzi tutto è necessario premettere che a voler essere precisi la diagnosi di "sclerosi" del collo vescicale è possibile solo osservando al microscopio il tesssuto asportato in quella zona, ovvero si tratta di una diagnosi anatomo-patologica. E' abitudine tanto scorretta quanto comune, anche in ambito specialistico, estendere questa definizione a tutte le situazioni di disfunzione sintomatica del collo vescicale per rigidità e restringimento che si osservano in assenza di ingrossamento prostatico nel giovane adulto. La terapia sintomatica alfa-litica (tamsulosina-Omnic ed altri simili) è oggi quanto di meglio si può offrire a livello farmacologico. Non si tratta di farmaci di particolare impegno per l'organismo e possono essere assunti anche a tempo indefinito, ovviamente a patto che vi sia un reale e significativo vantaggio. In caso contrario, l'assunzione del farmaco è inutile e costosa per la comunità. Le indicazioni questo punto dipendono da due ordini di fattori: 1) l'impatto che questi disturbi hanno sulla sua qualità di vita; 2) il rischio che questa ostruzione al lungo andare danneggi la funzionalità della vescica ed, in casi estremi, anche dei reni. Mentre quanto al punto 1) comporta una sua valutazione affatto soggettiva, quanto al punto 2) deve essere oggettivato da un accurato studio funzionale, ovvero una indagine urodinamica, ovvero radio-urodinamica. Le perplessità ad intervenire endoscopicamente su pazienti giovani è legato principalmente all'evenienza costante (sebbene in misura variabile) di ejaculazione retrograda, con riduzione della fertilità. Oggigiorno, utilizzando il laser, è possibile eseguire degli interventi molto "mirati", con la possibilità di raggiungere un discreto compromesso tra il miglioramento dell'apertura del collo ed il mantenimento di una ejaculazione accettabile. Si tenga conto che comunque, nonostante l'esperienza dell'operatore, non è mai possibile assicurare un risultato ottimale sotto entrambi i punti vista. D'altro canto, è certamente più importante salvaguardare la funzione di vescica (e reni) piuttosto che mantenere l'ejaculazione, tenendo conto che il resto della funzione sessuale resta immodificato e, oggigorno, è al limite possibile recuperare degli spermatozoi sia dall'urina che dalle vie seminali da utlizzare per una fecondazione assistita. In conclusione, una decisione deve essere presa con la massima ragion di causa possibile, combinando con attenzione tutti i fattori soggettivi ed oggettivi di cui abbiamo appena parlato.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 287XXX

La ringrazio per la risposta....
Ho letto che alcuni sono scettici sull'utilizzo di laser e che spesso la vera sclerosi nasce dopo un intervento attraverso questo metodo....
Volevo chiederle un ultimo favore, anche se sono stato da diversi urologi, con tutto il rispetto verso loro, nessuno è stato così chiaro come lei.....
In effetti questo tipo di esame radio uro-dinamico non l'ho ancora effettuato.....
Saprebbe indicarmi qualche urologo (equipe medica) in Campania e magari aggiornato con le nuove tecniche, fino ad ora ho sentito parlare di operazioni " a freddo" ...
Se non può farlo in pubblico magari in privato, le sarei veramente grato è un problema che mi porto da 4 anni e la cosa sta diventando abbastanza frustrante

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
senz'altro nei centri urologici di riferimento della sua regione vi sono sezioni che si occupano in particolare di neuro-urologia ed incontinenza urinaria. Non si tratta precisamente del suo caso, ma sono questi i centri che hanno maggior competenza e consuetudine con i disturbi funzionali della minzione e che dispongono della tecnologia e della capacità di eseguire le valutazioni urodinamiche e radio-urodinamiche. Non penso che le sarà difficile incontrare i professionisti appropriati, eventualmente chieda consiglio al suo medico curante.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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