Utente 332XXX
Gentili dottori,in attesa di un controllo urologico fissato per la fine di questo mese volevo richiedere il vostro parere in merito a dei dolori che sto accusando in zona pelvica e lombare a 10 giorni dalla rimozione di uno stent renale a doppio j che ho tenuto per un lungo periodo (5 mesi e mezzo) per consentire la fuoriuscita ,durante il trattamento con le onde d'urto -litrotrissia extracorporea di un grosso calcolo -21 mm-evidenziato dalla urografia e diretta renale,all'interno del bacinetto renale inferiore del rene destro.Durante il periodo in cui ho portato lo stent mi hanno sottoposto a 6 sedute di onde d'urto ed il calcolo si è piano piano frammentato come ho potuto visibilmente vedere dalla presenza di pietruzze e sabbia dalle urine che,il più delle volte raccoglievo in un contenitore bianco come mi era stato consigliato per avere l'opportunità di isolare frammenti da analizzare per individuare la composizione del calcolo stesso.Durante il periodo in cui ho portato lo stent ho avuto vari fastidi,tipo bruciore,dolore lato dx nell'urinare,ma mai febbre o dolori lombari,tranne coliche non fortissime nell'ultimo mese quando i frammentiavevano raggiunto l'uretere.Però,in questo periodo, a 10 giorni dalla rimozione ,dopo aver fatto 5 gg siringhe rocefin ed essere stata a riposo,avverto fastidi come dolore e bruciore pelvico e lombare lato dx e anche dolri ntestinali con scariche semidiarroiche e bruciori vaginali che ho attribuito agli antibiotici.Non ho febbre e le urine sono normali come pure non avverto più l'urgenza di urinare che avevo nel periodo dello stent.Durante la manovra di rimozione ho potuto appurare che attorno allo stent si erano incastrati frammenti del calcolo ed altri li ho eliminati il giorno successivo.Volevo sapere se questi dolori e fastidi che ancora provo sono normali e dovuti alla lunga permanenza dello stent che può avere irritato le pareti della vescica e dell'uretere dove magari c'è ancora qualche pietruzza residua?Tra l'altro non sono costanti e a volte durante la giornata si attenuano consentendomi di svolgere le normali attività.E' il caso di anticipare almeno l'ecografia per tranquillizzarmi?Ho letto che il dolore dopo qualche giorno dalla rimozione non dovrebbe presentarsi,perchè potrebbe essere sintomo di infezione batterica.Ma anche se non ho febbre e se la copertura per 5 gg con fiale rocefin dovrebbe scongiurarla?La terapia l'ho conclusa venerdi scorso ,ormai 5 giorni fa.Vi ringrazio dell'attenzione che vorrete prestare in risposta alle mie preoccupazioni,ma,visto il risultato della frammentazione di un calcolo bello grande, mi ero illusa che dopo la rimozione avrei avuto un periodo di benessere fisico e psicologico.Grazie,con stima,annabella-napoli-

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Dr. Paolo Piana

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TORINO (TO)

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Gentile Signora,
il trattamento con le sole onde d'urto di un calcolo di 2 cm comporta realisticamente un periodo di risoluzione molto lungo e difficilmente prevedibile, cosa di cui lei sarà stata di certo preventivamente avvertita, così come delle possibili alternative di intervento che, a fronte di una maggiare invasività iniziale avrebbero permesso la risoluzione in tempi più brevi. Immaginiamo che lei abbia scelto volontariamente e dato il suo assenso a questo tipo di approccio. Tra l'altro è ormai da tempo noto che la presenza dello stent ostacoli, più che facilitare, l'espulsione dei frammenti, ma quando questi sono forzatamente così numerosi diventa più importante mantenere comunque uno scarico renale accettabile. La persistenza di disturbi oltre i 3-4 giorni dalla rimozione dello stent impone il sospetto che vi sia ancora qualche forma di ostruzione residua dell'uretere. Lei non ci precisa in base a quali accertamenti sia stato definito che la frammentazione del calcolo era completata, comunque dobbiamo dire che i tempi di permanenza dello stent erano ormai prossimi al rischio di formazione di incrostazioni che ne potevano ostacolare la rimozione, cosa che comunque in parte si è verificata. In pratica, noi non abbiamo attuali elementi per giudicare cosa stia accadendo, diciamo che - vista la persistenza dei disturbi - l'esecuzione precoce di un controllo ecografico e radiografico sarebbe opportuna, da completare eventualmente con una TAC se questi accertamenti non fossero sufficienti a chiarire la situazione. Solo allora si potrà consigliarle eventualmente qualcosa con ragion di causa. Gli effetti collaterali intestinali sono quasi certamente legati alla terapia antibiotica effettuata. Innassenza di febbre, non vi sono particolari dubbi di una possibile perisistenza di infezione, posto che questa vi sia mai stata.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 332XXX

Gentile dott.Piana,
la ringrazio per la risposta tempestiva.Le volevo precisare che la frammentazione del calcolo si evidenziava dalle varie ecografie e diretta renale che mi venivano fatte ogni qualvolta venivo sottoposta al trattamento con onde d'urto.L'ultima prima della rimozione dello stent -che come Lei dice andava comunque rimosso dopo un periodo così lungo,- mostrava il rene destro ormai libero, ma ancora piccoli frammenti nell'uretere.Visto che nel corso della rimozione alcuni di questi erano attaccati allo stent ed altri li ho eliminati nella stessa giornata,speravo di essermi liberata anche di tutti gli altri microcalcoletti che si notavano dall'ecografia e dalla diretta ;Evidentemente così non è stato, visto che ancora adesso, a dieci giorni dalla rimozione, ho ancora bruciore nell'inguine ed una sensazione di sentirmi "pungere":
Proprio per questo ho già fissato appuntamento per la ecografia e visita al centro urologico dove sono stata seguita.Appena avrò completato Le farò sapere e Le sarò grata per un suo giudizio.La ringrazio.