Utente 473XXX
Gentilissimi Dottori,

soffro di malattia del collo vescicale da quando avevo 29 anni; trattata per anni con alfuzosina. Ad un cert punto, in maniera quasi repentina, il farmaco ha cessato di fare effetto ed i medici urologi della mia Ulss hanno pensato di sottopormi ad intervento di incisione del collo vescicale. Ma l'eccessiva prudenza usata per preservare l'eiaculazione, ha indotto il chirurgo a propendere per una mini-incisione, rimarginatasi dopo meno di 3 mesi. Sono finito al Pronto Soccorso con diagnosi di ritenzione urinaria acuta (500 cc di urina in vescica).

L'urologo di guardia ha deciso per una cateterizzazione a dimora per 6 gg e mi ha prescritto tamsulosina 0.4. Dal momento che però il beneficio dato dal farmaco si è dimostrato pressoché nullo, mi sono rivolto a pagamento ad una struttura ospedaliera più "solida" e molto rinomata per il reparto di urologia. In detta struttura sono stato sottoposto ad una ben più decisa incisione del collo vescicale (eiaculazione preservata), con beneficio durato circa 6 mesi, nei quali non ho più dovuto assumere alfalitici (urinavo benissimo spontaneamente).

Dopo 6 mesi, al ricomparire di poliuria, pollachiuria e stranguria, il medesimo urologo della seconda incisione mi ha sottoposto ad una cistoscopia ambulatoriale (dolorosissima) che ha certificato la parziale rimarginazione dell'incisione, ciò che ha fatto propendere l'urologo per una terza(!!!!) incisione del collo, in seguito alla quale ho urinato bene, senza ausilio farmacologico, per 9 mesi. Dopo 9 mesi una seconda repentina crisi di ritenzione urinaria mi ha riportato al Pronto Soccorso (sempre 500 cc di urina in vescica).

Dal momento che le incisioni si rimarginavano sempre, gli urologi della mia Ulss mi hanno proposto un intervento di resezione del collo vescicale, prospettandomelo come risolutivo. Ma, nel compierlo, hanno usato nuovamente (forse) eccessiva prudenza (sempre per preservare l'eiaculazione), eseguendo un intervento di mini-resezione del collo. Dopo 12 mesi mi sono trovato punto e a capo, ricominciando ad urinare molto, spesso e male, con notevole ritardo nella minzione.

L'urologo presso cui ho effettuato la visita di controllo mi ha detto che può dipendere dal fatto che il tessuto resecato può ricrescere. Vi chiedo: corrisponde a verità questa affermazione? Il medesimo medico mi voleva rimettere subito in lista per una cistoscopia esplorativa ed una eventuale nuova resezione del collo, dicendomi fuori dai denti che se il beneficio derivante dalla resezione è durato 12 mesi, fino a quando avrò 50 anni mi dovrò operare una volta l'anno.

Nel frattempo il medico di base mi ha prescritto silodosina 8 mg, con cui urino in maniera accettabile. Che fare? Sottopormi a nuova resezione o "tirare a campare" finché la silodosina fa effetto? Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Andrea Militello

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Salve Certamente una situazione impegnativa sotto vari aspetti psicologici e clinici se non ci fosse di mezzo la fertilità legata a una eiaculazione retrograda sarebbe quasi utile fare una crioconservazione del seme e pensare a fare una laser vaporizzazione della prostata Mi scusi questa mia risposta così eccessivamente crude fredda chiaramente le cose bisogna viverle sulla propria pelle capisco personalmente opterei per l'utilizzo della silodosina da 8 mg e controllare semestralmente con flussometria e residuo non mi sembra accettabile che una persona debba sottoporsi annualmente interventi endoscopici con tanto di anestesia e di traumi uretrali chiaramente un mio parere che non rispecchia le linee guida ma mi sono immedesimato personalmente nella sua situazione
Dr. Andrea Militello.

Specialista in UROLOGIA ANDROLOGIA.

[#2] dopo  
Utente 473XXX

Gentilissimo Dottore, La ringrazio infinitamente. Mi è stato di grande aiuto nell'orientarmi verso quella che auspico essere la decisione più saggia. Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Andrea Militello

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Ci mancherebbe Grazie a lei per la gentilezza e mi tenga informato sull'evolversi del problema O meglio ancora sul non evolversi del problema
Dr. Andrea Militello.

Specialista in UROLOGIA ANDROLOGIA.