I recenti progressi nella comprensione dello sviluppo delle cellule germinali nei topi sono culminati nella capacità di ricostituire la gametogenesi in vitro, consentendo così le analisi biochimiche e molecolari delle specifiche delle cellule germinali e il successivo sviluppo nei topi. Progressi simili nella ricostituzione delle cellule germinali umane in vitro fornirebbero una visione critica dell'eziologia di varie condizioni e disturbi riproduttivi, inclusa l'infertilità.

 

 

Questa recensione ha presentato i meccanismi che portano allo sviluppo delle cellule germinali nei mammiferi, in particolare nei topi e nei primati non umani. Si è discusso dell'applicabilità di questi modelli animali allo sviluppo delle cellule germinali umane e descritti i metodi di induzione eseguiti per ricapitolare lo sviluppo delle cellule germinali in vitro, concentrandosi in particolare sulla gametogenesi in vitro da cellule staminali pluripotenti.

 

Risultati

Lo sviluppo delle cellule germinali nei modelli murini ha fornito una visione meccanicistica essenziale in questo processo. Tuttavia, ci sono diverse differenze strutturali tra topi e umani durante l'embriogenesi precoce che ostacolano l'estrapolazione delle scoperte fatte in modelli murini a ciò che può accadere nell'uomo. Recenti studi che utilizzano embrioni di primati umani o non umani e cellule germinali pluripotenti indotte dall'uomo (hiPSC) hanno gettato luce sui meccanismi cellulari e genetici chiave che regolano lo sviluppo delle cellule germinali nell'uomo.

 

Discussione

Utilizzando le conoscenze ottenute dallo studio dello sviluppo delle cellule germinali in diversi modelli animali, i metodi di induzione stabiliti da vari laboratori ora consentono la ricostituzione parziale della gametogenesi umana in vitro.

 

Conclusione

La gametogenesi in vitro costituirà un nuovo campo emergente nella medicina riproduttiva umana nel prossimo futuro, sebbene debbano essere prese in considerazione considerazioni legali ed etiche.

 

 

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/andr.12726