E’ di oggi la notizia (Ansa, ADNKronos) di due dipendenti dell’Archivio di Stato che sono deceduti sul lavoro, pare per intossicazione dal gas fuoriuscito dall’impianto antincendio.

A parte il dolore ed il cordoglio per l’ennesima tragedia che colpisce i lavoratori sul posto di lavoro, sorgono alcune osservazioni, derivanti dalle circostanze in cui l’evento sembra essersi verificato.

In primo luogo, un impianto di sicurezza, installato per proteggere i lavoratori da un evento potenzialmente dannoso quale l’incendio nei locali, come quelli di un archivio, che contengono solitamente grandi quantità di materiale cartaceo infiammabile, ha invece determinato un infortunio grave e mortale.

Inoltre, un’attività che teoricamente si presenta sedentaria ed apparentemente priva di rischi, tanto che l’”archivista” era un tempo considerata fra le mansioni più tranquille in assoluto, al contrario si rivela nel contesto presente inesorabilmente fatale.

La conclusione più rilevante, dettata dal buon senso, a cui si può arrivare attraverso un’analisi certamente approssimativa, ma immediata e tempestiva. è che oltre alla valutazione dei rischi nell’ambiente di lavoro, è indispensabile formare i lavoratori alla percezione del rischio, qualunque esso sia, anche il più improbabile.

 

Logo medicitalia.it