"Un aneurisma cerebrale non è una bomba ad orologeria"

Partiamo dal presupposto che gli aneurismi rotti e non rotti rappresentano due entità patologiche completamente diverse, con differenti obbiettivi, necessità e metodi di trattamento. In questo articolo parleremo di aneurismi cerebrali non rotti, spesso riscontro occasionale dell'imaging neuroradiologico.

La scoperta di un aneurisma cerebrale nella maggior parte dei casi rappresenta una notizia allarmante per l'idea che questo sia una bomba destinata ad esplodere in breve tempo.

È giusto, pertanto, fare chiarezza su alcuni punti che possono smentire questa "credenza popolare".

 

COSA SONO E COME SI FORMANO GLI ANEURISMI CEREBRALI?

Gli aneurismi cerebrali sono delle dilatazioni della parete di un vaso che si formano a causa di vari fattori:

  • emodinamici che possono causare processi degenerativi a carico della parete delle arterie;
  • genetici, tant'è che in pazienti con familiarità per aneurismi cerebrali il rischio di rottura dell’aneurisma aumenta dalle 3 alle 7 volte rispetto ai pazienti che non hanno familiarità;
  • ambientali modificabili, come il fumo di sigaretta.

 

CHE SINTOMI HA UN ANEURISMA CEREBRALE?

Nella maggioranza dei casi gli aneurismi non hanno sintomi. Si possono manifestare con cefalea atipica, diversa dalla comune cefalea che viene definito "sentinella" (solitamente le settimane precedenti alla rottura).

Aneurismi con localizzazioni particolari possono dare sintomi da compressione di strutture vicine:

  • Seno cavernoso - paralisi dei nervi cranici
  • Segmento oftalmico di carotide interna - amaurosi
  • Arteria comunicante posteriore o aneurisma dell’angolo SCA/P1 - paralisi del III nervo cranico

 

SE HO UN ANEURISMA I MIEI FIGLI DEVONO FARE UNO SCREENING?

No. Lo screening per aneurisma cerebrale è indicato in persone che hanno due familiari di I° grado con storia di aneurismi cerebrali (genitori o figli) e in ogni caso non c'è indicazione allo screening prima dei 20 anni di età.

Lo screening è indicato anche in persone con malattia del rene policistico e persone con storia di emorragia subaracnoidea.

 

QUAL È IL RISCHIO CHE UN ANEURISMA SI ROMPA?

Si stima che la prevalenza degli aneurismi cerebrali sia del 5% circa. Ciò significa che 5 persone su 100 hanno un aneurisma cerebrale.

L’incidenza dell’emorragia subaracnoidea aneurismatica (e quindi il numero di aneurismi che si rompono) varia da 8 a 16 persone su 100’000 (con un valore medio di 10/100’000). Quindi sulla base delle statistiche 1 aneurisma su 500 si rompe.

Ovviamente sono stati identificati diversi parametri che influiscono sul rischio di rottura, pertanto è fondamentale, qualora si venga a conoscenza di avere un aneurisma cerebrale, rivolgersi ad un neuroradiologo interventista e/o un neurochirurgo, per valutare se ci sia necessità di un trattamento.

Indicare un trattamento significa bilanciare i rischi che quell'aneurisma nel corso degli anni si rompa ed i rischi dell'intervento endovascolare o neurochirurgico.

 

NEL CASO IN CUI IL MIO ANEURISMA NON HA INDICAZIONE AL TRATTAMENTO COSA DEVO FARE?

Assolutamente nulla di particolare, a parte rimuovere i fattori modificabili, come il fumo di sigaretta. Una vita normale e dei controlli periodici, che tuttavia permettono di valutare eventuali cambiamenti dimensionali e morfologici ma non di prevedere con certezza la rottura, sono il modo migliore di affrontare la cosa.

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