Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno
Così finalmente potrà iniziare la radio.
Mi prendo un po' di fili colorati per lei
Speriamo si sbrighino.
Penso sia veramente stanca la zia.
Bastimenti di fili colorati.



Ho appena scaricato il referto della mammografia, tutto ok!🥳🥳🥳
Ora aspettiamo eco il 28/11...
Fantastico!!! Aspettiamo il 28/11... Ma io inizierei già una piccola festicciola per la mammografia andata bene! 🎉❤️🌈
Non c'è nulla di personale, ma questo tema è centrale del e nel blog e sul quale abbiamo scritto centinaia di pagine.
Ad esempio
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Da trenta anni lo dico e lo scrivo.
Lotta contro il cancro !
Tira fuori il coraggio !
Linguaggio guerresco !
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Dopo 30 anni ora uno studio serio conferma le mie strampalate idee !
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IL CANCRO NON E' UNA GUERRA ed i PAZIENTI NON SONO GUERRIERI
Spesso si parla di tumori usando metafore di guerra e delle persone malate come dei coraggiosi eroi o delle vittime. Non tutti però sono convinti che si tratti delle immagini giuste
Non ci sono guerrieri né battaglie. Solo persone con un cancro che cercano di vivere al meglio il resto della loro vita, senza per forza essere un esempio per gli altri. Basta questo per sintetizzare il senso dell'indagine realizzata dall'associazione inglese Macmillan Cancer Support sulla percezione che i malati hanno del racconto del cancro, sui media come nella vita.
Due mila persone con un tumore hanno in maggioranza dichiarato di averne abbastanza delle metafore militari usate per descrivere la loro condizione, stufe soprattutto di quel senso di colpevolezza o inadeguatezza che sembra aleggiare intorno a chi "ha perso la battaglia".
Parole che pesano, che dividono la stessa comunità di malati. E delle quali, in fondo, potremmo fare a meno.
Parlare di guerrieri, di coraggio e a volte di eroismo - sostengono le persone affette da un tumore - può mettere in soggezione e a disagio, soprattutto chi ha appena ricevuto la diagnosi.
L'idea di dover affrontare una sfida sottintende la possibilità di vincerla e quando si ha a che fare con un cancro non è così scontato: i tumori inguaribili, purtroppo, esistono ancora. E quindi, chi non sconfigge il proprio cancro è un perdente che non si è impegnato abbastanza?
Meglio perciò andare sul concreto, dire le cose come stanno: nessun combattente, nessun eroe e nemmeno vittime, bensì persone che stanno affrontando ciascuno la propria malattia (sì, perché parlare in generale di cancro può dare adito all'idea che sia un'unica patologia, quando in realtà ciascun tumore è diverso e unico) vivendo ogni giorno al meglio. Persone che hanno bisogno di parlare con il proprio medico, con i familiari e la comunità di terapie, sentimenti e percorsi senza essere compatiti e considerati dei condannati a morte – ma nemmeno senza essere esaltati come dei semi-dei per quella che è la loro normalità.
Tuttavia, dal sondaggio britannico è emerso anche che espressioni e immagini guerresche tendono a dividere la comunità di malati. C'è chi, infatti, non vive questa narrazione in senso negativo, ritenendo che considerare il proprio tumore come una sfida da vincere abbia aiutato a prendere consapevolezza, a responsabilizzarsi e a porsi degli obiettivi per andare avanti. Altri ancora riconoscono che la metafora della lotta sia utile a livello di comunicazione, anche se, come tutte le semplificazioni, non sempre calza a pennello.
"Questi risultati – ha commentato alla Bbc Karen Roberts della Macmillan Cancer Support – mostrano quanto semplici parole e descrizioni possano in realtà creare divergenze". L'intento del sondaggio non era scardinare completamente un certo tipo di narrazione, ma far riflettere sull'importanza delle parole, non dando per scontato che siano bene accette e condivise da tutti coloro che vivono con un cancro.
Considerazioni che sono rivolte ai media (per i quali comunque già esistono linee guida), agli amici e ai familiari di una persona con un cancro perché, quando non sanno come approcciarsi, siano schietti e sinceri senza ricorrere a luoghi comuni, ma anche ai malati stessi, che non devono sentirsi costretti da convenzioni linguistiche solo perché socialmente diffuse.
La via della chiarezza e della condivisione potrebbe essere quella giusta.
(*) https://www.bbc.com/news/health-47002578
https://www.medicitalia.it/blog/oncologia-medica/4700-dare-sempre-speranza-i-fattori-predittivi-sono-una-mera-informazione-non-una-condanna.html
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Ho ricevuto tantissime critiche da colleghi oncologi quando 5 anni fa nel
https://www.medicitalia.it/blog/oncologia-medica/4700-dare-sempre-speranza-i-fattori-predittivi-sono-una-mera-informazione-non-una-condanna.html
scrivevo
"Il modello parassitario, così purtroppo presente ed enfatizzato dai media, che sinora ha ispirato tutte le strategie di LOTTA, traghettando il linguaggio militare (persino i soggetti volontari per uno studio vengono chiamati "arruolati") direttamente dalle vittoriose battaglie contro le malattie infettive del passato, con l'obiettivo di bonificare il corpo sradicando il cancro come un virus chirurgicamente o chimicamente, è un modello quanto mai obsoleto.
Tant'è che tutte le nuovissime terapie "molecolari" tendono ad essere personalizzate per ogni tipo di tumore. Facile dedurre che un ciarlatano si riconosce subito perchè propone una unica terapia per tutti i tumori. E non solo invece sono eterogenei i tumori su pazienti altrettanto eterogenei , ma addirittura solo poche cellule di tutto il tumore sono veramente maligne, quelle che lo fanno crescere: le cellule staminali del cancro.
E soprattutto è una arma a doppio taglio perché letale sul piano psicologico in caso di fallimento delle terapie.
Quello più moderno, conoscendo sempre meglio la sua flessibile fisiologia, è di riuscire a farlo diventare più frequentemente una malattia cronica come ad esempio il diabete, malattia curabilissima che consente uno stile di vita assolutamente normale.
E se paradossalmente non fosse maligno e neanche cattivo? Non dal punto di vista della diagnosi, ma della semantica.
Se non fosse nè aggressivo, nè subdolo, se non fosse nemmeno infido?
Metti il caso che fosse al contrario stupido, ottuso e insensato.
Che non avesse scopi (13) e teologia, che non combattesse contro il suo ignaro ospite al fine di distruggerlo, ma si ritrovasse invece conquistatore anarchico e senza volontà, tanto meno di potenza?
Che non assomigliasse affatto a quell'alieno mostruoso, l'estraneo e contrario che si è impossessato del nostro corpo portandolo perfidamente alla rovina.
Che, proprio dovendo antroporfomizzare, riuscissimo a immaginarlo come un idiota arcaico e primitivo, una sorta di tonto e limitato, non per questo poco pericoloso, non per questo meno pericoloso.
Anzi pericolosissimo pur non riconoscendogli una identità dotata di una volontà malvagia,nè dotato di una "intelligenza malvagia" e che la sua pericolosità deriva dalla sua strutturale insensatezza, dalla sua primitiva organizzazione metabolica e per paradosso, distruttivo in quanto stupido e inaspettatamente elementare e afinalistico.
E' possibile approfondire alcuni di questi concetti su
http://www.senosalvo.com/mai_perdere_la_speranza.htm
http://www.senosalvo.com/possibile_sfuggire_alla_morte.htm
Medico e ricercatore di fama internazionale, David Serva-Schreiber, fu colpito all'età di 30 anni da un cancro al cervello, ritenuto oggettivamente come "letale". Diciannove anni dopo avere girato il mondo, impegnato in conferenze e presentazioni dei suoi nuovi libri, lui stesso deve ammettere che la malattia è tornata, ancora più aggressiva. Non rimpiange nulla di quel che ha fatto in questi 19 anni regalati di vita durante i quali ha convissuto con lo stupido tonto che tuttavia non gli ha impedito di vivere la normalità professionale e quella di una famiglia, con 3 figli.
E sono stupefacenti le pagine scritte poco prima di morire, con domande ancora cruciali, strazianti ma straordinariamente lucide, sulla vita.
Coltivo con scrupolo tutte queste fonti di speranza che alimentano il desiderio di vivere sino a domani, poi a dopodomani, poi a dopo-dopodomani.....
Sono convinto che occorra fare di tutto per aiutare i malati a mantenere intatta la loro capacità di sperare. Non si tratta di servire loro pietose bugie, non è necessario camuffare la verità per dare speranza.
Una fonte di speranza è il piacere di stare con i propri cari. Quando vedo mia moglie ed i miei figli tocco il cielo con un dito.
Anche un semplice animale da compagnia può illuminare il grigiore della malattia. Molto tempo fa mi dovetti sottoporre ad un estenuante ciclo di chemioterapia che durò tredici mesi, e per placare le terribili nausee adottai un sistema poco ortodosso: dormire accanto al mio cane e accarezzarlo di tanto in tanto. Era come se lui avesse capito che aveva un ruolo molto importante nella mia battaglia per la salute. Ogni mattina andavo a correre con lui. O meglio lui aveva preso talmente a cuore la sua missione che sarebbe più generoso dire: "Mi portava a correre tutte le mattine".
Una cosa che il mio gatto Titus, ovviamente, non può fare. Ma mi offre la sua fedele compagnia e mi fa l'immenso regalo di dormire fra le mie gambe. Grazie Titus, con te mi sento meno solo di notte>>
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Appena rientrata dalla festa di compleanno...
Ragazze vi ringrazio tanto per aver avuto un pensiero❤️
Coccinella75
Noa96
Fra76 Fiduciaria
Arena
❤️ ❤️ ❤️
Bava Fiduciaria:
Mi inviate un po' di fili da compagnia. Lunedì ne parlo in oncologia ma è di turno la deficiente.
Quanti ne vuoi 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈 🌈
Io ci sono
Un evviva per Laila e Claretta festeggio con voi gli esami andati bene 🎉🎉🎉🎉🎉🎉


Buonanotte a tutti 🌟
Grazie per aver festeggiato con me 
salvocatania
Dottore, sa io non ero addentro alla questione... ho rivolto a Rosix il "complimento " di guerriera ma in modo del tutto spontaneo e gioioso quasi, senza pensare che fosse un argomento così dibattuto e sfaccettato... ho letto attentamente il suo post e concordo pienamente su tutto. Io per esempio sono estremamente fragile, altro che guerriera! e mi darebbe fastidio, quasi ribrezzo se dovessi tra poco scoprire che quel mostro ce l'ho addosso e mi si rivolgessero parole di incitamento alla sfida... addirittura forse avrei più bisogno di essere compianta, raccogliermi in un bozzolo, come un feto nell'utero materno...quindi accolgo la sua velata critica al termine da me usato ma lo consideri una leggerezza, un ravvisare in una compagna una dote di pacatezza e serenità .che io non ho e so di non avere. Mi perdoni.
Buonanotte a tutti
Un
per tutte le RFS nella stanza accanto
x ORTORESSICA
Ho ricopiato questa parte del mio post per lei che capirà e rifletterà :
Provi a stamparsi tutti i suoi commenti a partire da quando è entrata nel blog.
Non sapeva e non avrebbe mai immaginato, anche se da ipondriaca lo temeva , che avrebbe scoperto un tumore.
Provi poi a stamparsi tutti i suoi commenti dopo la scoperta del tumore.
A parte la rottura degli zebedei per la necessità di doversi occupare del
possiamo dire che per il resto ...la sua vita sia cambiata in meglio ???
Lo so che molti troveranno paradossale il mio post, ma sono certo che lei sarà d'accordo