Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno
Forum RFS: come stimare il rischio individuale di tumore al seno (modelli Gail/NSABP), fattori di rischio e indicazioni per una sorveglianza attiva e personalizzata.
Lady*
Marinella49 come sta tuo marito? ❤️
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FrancescaH


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Grazie staff 
Arcobaleno
GRAZIE STAFF
DOTTOR SALVOCATANIA
questo è il mio caso.
Io ho superato i 5 anni e sono nel sesto anno.
A breve ho visita oncologica annuale per rivalutare il piano.
21 gennaio 2026
TUMORE AL SENO NELLE GIOVANI: PIU’ CURA ORMONALE DIMEZZA METASTASI E RECIDIVE
Milano, 21 gennaio 2026 - Il Journal of Clinical Oncology, una delle più prestigiose riviste di oncologia al mondo, ha appena pubblicato uno studio, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia, destinato a cambiare la pratica clinica per le giovani pazienti con carcinoma mammario. I risultati dimostrano infatti che, nelle pazienti ormonopositive in pre-menopausa, proseguire la terapia endocrina “adiuvante” o “precauzionale” (per mantenere lo stato di guarigione dopo l’intervento di rimozione del tumore) oltre i 5 anni standard, dimezza il rischio della comparsa di metastasi a distanza e di circa il 40% quello di recidive, senza aumentare gli effetti collaterali gravi.
Lo studio nasce dalla collaborazione tra IEO e l'Harvard University di Boston ed è guidato dal Dr. Carmine Valenza, medico della Divisione nuovi farmaci per Terapie innovative dello IEO e attualmente ricercatore presso l'Harvard University e il Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Oltre alla Divisione Nuovi Farmaci, diretta dal Prof. Giuseppe Curigliano, in IEO è stata coinvolta la Divisione di Senologia Medica, diretta dal Dr. Marco Colleoni, e il suo teamdi ricerca diretto dalla Dr.ssa Elisabetta Munzone. Membri del gruppo della Università di Harvard sono le professoresse Ann Partridge, direttrice del programma di ricerca sul carcinoma mammario nelle giovani pazienti, e Meredith Regan.
I due gruppi di ricerca hanno incluso nello studio 501 pazienti in giovane età, operate per carcinoma mammario entro i 40 anni, con coinvolgimento linfonodale e positivo ai recettori ormonali, che avevano ricevuto 5 anni di terapia endocrina adiuvante con LHRH-analogo, una puntura per bloccare la funzione delle ovaie e il ciclo mestruale (detta "LHRH-analogo").
Al termine dei 5 anni erano ancora in premenopausa e la malattia non si era ripresentata. Di queste, circa la metà aveva interrotto la terapia endocrina e avviato controlli clinici, l'altra metà aveva proseguito la terapia endocrina oltre il quinto anno, per una mediana di altri 4 anni circa (9 anni in totale). Dal confronto fra i due gruppi è emerso che chi ha proseguito la terapia ha avuto un vantaggio significativo in termini di metastasi a distanza (meno 50%) e recidive (meno 40%).
“Questo studio è fondamentale perché è il primo che si occupa dell’estensione della terapia adiuvante nelle pazienti più giovani che hanno ricevuto l'LHRH-analogo per 5 anni, e colma quindi una lacuna che si fa sempre più importante con l’aumentare delle diagnosi di tumore mammario nelle under 40" commenta il Dr. Valenza.
Storicamente, dopo la chirurgia, tutte le pazienti con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali ricevono la terapia endocrina adiuvante per 5 anni, sulla base dei risultati di molti studi clinici che hanno dimostrato un allungamento della sopravvivenza.
“Solo nelle pazienti in postmenopausa, soprattutto se con carcinoma mammario esteso ai linfonodi, è stato dimostrato che la prosecuzione oltre i 5 anni di un farmaco orale chiamato "inibitore delle aromatasi", fino a un massimo di 10 anni, conferiva un ulteriore beneficio clinico e diminuiva in misura ancora maggiore la probabilità di riapparizione del tumore. Erano assenti però i dati nelle pazienti in premenopausa trattate con LHRH-analogo. Al termine di questi 5 anni non c'erano dati se prolungare la terapia, come nelle pazienti in postmenopausa, o fermarsi e proseguire solo con le visite di controllo. Da oggi finalmente abbiamo una solida base di dati per proporre a ogni paziente la prosecuzione della terapia, tenendo conto del lungo progetto di vita che ha davanti a sé” aggiunge Valenza.
“Sono orgoglioso di questo risultato, che pone una pietra miliare nel campo del carcinoma mammario nelle pazienti giovani, ancora poco rappresentate negli studi clinici. Va aggiunto che dal 2014, anno della pubblicazione dello storico studio, sempre guidato da IEO, sulla terapia adiuvante con LHRH-analogo nelle pazienti in premenopausa, la ricerca non aveva più fatto passi avanti in questo settore fondamentale per la salute delle nostre donne. Oggi la pubblicazione su JCO conferma il ruolo di leadership dello IEO nella ricerca mondiale sul carcinoma mammario, e, soprattutto, lascia un segno tangibile sul miglioramento della sopravvivenza delle nostre giovani pazienti” conclude il Prof Curigliano.
DOTTOR SALVOCATANIA
questo è il mio caso.
Io ho superato i 5 anni e sono nel sesto anno.
A breve ho visita oncologica annuale per rivalutare il piano.
21 gennaio 2026
TUMORE AL SENO NELLE GIOVANI: PIU’ CURA ORMONALE DIMEZZA METASTASI E RECIDIVE
Milano, 21 gennaio 2026 - Il Journal of Clinical Oncology, una delle più prestigiose riviste di oncologia al mondo, ha appena pubblicato uno studio, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia, destinato a cambiare la pratica clinica per le giovani pazienti con carcinoma mammario. I risultati dimostrano infatti che, nelle pazienti ormonopositive in pre-menopausa, proseguire la terapia endocrina “adiuvante” o “precauzionale” (per mantenere lo stato di guarigione dopo l’intervento di rimozione del tumore) oltre i 5 anni standard, dimezza il rischio della comparsa di metastasi a distanza e di circa il 40% quello di recidive, senza aumentare gli effetti collaterali gravi.
Lo studio nasce dalla collaborazione tra IEO e l'Harvard University di Boston ed è guidato dal Dr. Carmine Valenza, medico della Divisione nuovi farmaci per Terapie innovative dello IEO e attualmente ricercatore presso l'Harvard University e il Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Oltre alla Divisione Nuovi Farmaci, diretta dal Prof. Giuseppe Curigliano, in IEO è stata coinvolta la Divisione di Senologia Medica, diretta dal Dr. Marco Colleoni, e il suo teamdi ricerca diretto dalla Dr.ssa Elisabetta Munzone. Membri del gruppo della Università di Harvard sono le professoresse Ann Partridge, direttrice del programma di ricerca sul carcinoma mammario nelle giovani pazienti, e Meredith Regan.
I due gruppi di ricerca hanno incluso nello studio 501 pazienti in giovane età, operate per carcinoma mammario entro i 40 anni, con coinvolgimento linfonodale e positivo ai recettori ormonali, che avevano ricevuto 5 anni di terapia endocrina adiuvante con LHRH-analogo, una puntura per bloccare la funzione delle ovaie e il ciclo mestruale (detta "LHRH-analogo").
Al termine dei 5 anni erano ancora in premenopausa e la malattia non si era ripresentata. Di queste, circa la metà aveva interrotto la terapia endocrina e avviato controlli clinici, l'altra metà aveva proseguito la terapia endocrina oltre il quinto anno, per una mediana di altri 4 anni circa (9 anni in totale). Dal confronto fra i due gruppi è emerso che chi ha proseguito la terapia ha avuto un vantaggio significativo in termini di metastasi a distanza (meno 50%) e recidive (meno 40%).
“Questo studio è fondamentale perché è il primo che si occupa dell’estensione della terapia adiuvante nelle pazienti più giovani che hanno ricevuto l'LHRH-analogo per 5 anni, e colma quindi una lacuna che si fa sempre più importante con l’aumentare delle diagnosi di tumore mammario nelle under 40" commenta il Dr. Valenza.
Storicamente, dopo la chirurgia, tutte le pazienti con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali ricevono la terapia endocrina adiuvante per 5 anni, sulla base dei risultati di molti studi clinici che hanno dimostrato un allungamento della sopravvivenza.
“Solo nelle pazienti in postmenopausa, soprattutto se con carcinoma mammario esteso ai linfonodi, è stato dimostrato che la prosecuzione oltre i 5 anni di un farmaco orale chiamato "inibitore delle aromatasi", fino a un massimo di 10 anni, conferiva un ulteriore beneficio clinico e diminuiva in misura ancora maggiore la probabilità di riapparizione del tumore. Erano assenti però i dati nelle pazienti in premenopausa trattate con LHRH-analogo. Al termine di questi 5 anni non c'erano dati se prolungare la terapia, come nelle pazienti in postmenopausa, o fermarsi e proseguire solo con le visite di controllo. Da oggi finalmente abbiamo una solida base di dati per proporre a ogni paziente la prosecuzione della terapia, tenendo conto del lungo progetto di vita che ha davanti a sé” aggiunge Valenza.
“Sono orgoglioso di questo risultato, che pone una pietra miliare nel campo del carcinoma mammario nelle pazienti giovani, ancora poco rappresentate negli studi clinici. Va aggiunto che dal 2014, anno della pubblicazione dello storico studio, sempre guidato da IEO, sulla terapia adiuvante con LHRH-analogo nelle pazienti in premenopausa, la ricerca non aveva più fatto passi avanti in questo settore fondamentale per la salute delle nostre donne. Oggi la pubblicazione su JCO conferma il ruolo di leadership dello IEO nella ricerca mondiale sul carcinoma mammario, e, soprattutto, lascia un segno tangibile sul miglioramento della sopravvivenza delle nostre giovani pazienti” conclude il Prof Curigliano.
Savi
Manu79:
È che ha sempre detto che il ki67 alto risponde benissimo alle terapie.Avrai capito male, un ki alto non è un fattore positivo, diversamente un ki67basso significa che é lento. Un tontolone, ormonale risponde bene alle terapie…. Insomma te lo levi e fai cura ormonale. Poi naturalmente in mezzo ci sono le sfumature perché ci sono casi a se
Vale_
Savi
Provo a riformulare stando anche a quanto scritto anni fa dal Dottore.
Il KI67 alto potrebbe suonare come un fattore prognostico sfavorevole ma, allo stesso tempo, é predittivo di una migliore risposta alle terapie.
Sentivo la necessità di riformulare perché non volevo lasciare solo la parte sfavorevole del KI67 alto 😊
Provo a riformulare stando anche a quanto scritto anni fa dal Dottore.
Il KI67 alto potrebbe suonare come un fattore prognostico sfavorevole ma, allo stesso tempo, é predittivo di una migliore risposta alle terapie.
Sentivo la necessità di riformulare perché non volevo lasciare solo la parte sfavorevole del KI67 alto 😊
Savi
Vale_:
Provo a riformulare stando anche a quanto scritto anni fa dal Dottore.
Il KI67 alto potrebbe suonare come un fattore prognostico sfavorevole ma, allo stesso tempo, é predittivo di una migliore risposta alle terapie.
Sentivo la necessità di riformulare perché non volevo lasciare solo la parte sfavorevole del KI67 alto 😊
Hai fatto benissimo a riformulare 😅, ho ignorato io questa parte, mi scuso della disinformazione. A sto punto ho capito male io. Insomma credo… di aver preso la parte “che interessava” a me perché io devo sempre vedere il lato positivo per me, in questo caso avrò voluto prendere solo il lato positivo, ignorando “per convenienza” il resto 😅
Manu79
Vale_:
Sentivo la necessità di riformulare perché non volevo lasciare solo la parte sfavorevole del KI67 alto 😊La mia preoccupazione era proprio questa....un ki67 alto sembrerebbe sfavorevole, in realtà risponde ottimamente alle terapie, ma uno basso?😅🫣
Vale_
Manu79
Manu ma il KI non è l’unico fattore da dover prendere in considerazione 😊
Il tuo istologico é davvero molto bello - per essere un istologico si intende 😅- In questo caso quello che vince su tutto é l’HER+ e l’HER+, dopo l’intervento, si finisce di annientare con la chemio (che per l’HER+ è una potenza in senso buono!)
Intanto adesso starei su una cosa certa: l’intervento! Dopo l’intervento, rimosso lo stronzo, avranno definitivamente in mano la tua cura che non é detto sia la chemio.
Manu ma il KI non è l’unico fattore da dover prendere in considerazione 😊
Il tuo istologico é davvero molto bello - per essere un istologico si intende 😅- In questo caso quello che vince su tutto é l’HER+ e l’HER+, dopo l’intervento, si finisce di annientare con la chemio (che per l’HER+ è una potenza in senso buono!)
Intanto adesso starei su una cosa certa: l’intervento! Dopo l’intervento, rimosso lo stronzo, avranno definitivamente in mano la tua cura che non é detto sia la chemio.
Vale_
Savi
Ma figurati Savi! Quello che dici é più che giusto, ovviamente io dovendo guardare ad un altro tipo di percorso ho quasi sperato che il mio KI67 fosse alto 🤣
Perché se fosse stato basso, con i miei TILS bassi, sarebbe stato poco rispondente alla chemio.
Quando il primario di chirurgia, guardando al mio KI, ha cercato di rasserenarmi dicendomi appunto che quel suo essere alto poteva essere per me anche un valido alleato, si é sentito dire che lo sapevo già grazie al Dott. Catania 🤣Mi ha risposto dicendomi “Vedo che la signorina é ben preparata” ed era tutto contento perché mi spiegava che quella fosse per lui la parte più difficile da spiegare alle pazienti che generalmente si lasciavano terrorizzare da quella percentuale.
Ma figurati Savi! Quello che dici é più che giusto, ovviamente io dovendo guardare ad un altro tipo di percorso ho quasi sperato che il mio KI67 fosse alto 🤣
Perché se fosse stato basso, con i miei TILS bassi, sarebbe stato poco rispondente alla chemio.
Quando il primario di chirurgia, guardando al mio KI, ha cercato di rasserenarmi dicendomi appunto che quel suo essere alto poteva essere per me anche un valido alleato, si é sentito dire che lo sapevo già grazie al Dott. Catania 🤣Mi ha risposto dicendomi “Vedo che la signorina é ben preparata” ed era tutto contento perché mi spiegava che quella fosse per lui la parte più difficile da spiegare alle pazienti che generalmente si lasciavano terrorizzare da quella percentuale.
- Modificato da Vale_
laila80
Buongiorno ☀️
Io ci sono 💜

laila80
Febbre per ora passata🎉, ma ho ancora male alle gambe lato posteriore, dalle ciapette in giù....
Stanotte mi tiravano da matti, dormito niente, poi preso antidolorifico e fino ad ora hanno retto, ora ricomincio a sentire male...speriamo passi in fretta...🤞🏻
Triplogianna85
Io ci sono




- Modificato da Triplogianna85
Triplogianna85
Agenda RFS:
Agenda RFS del 23 gennaio 2026
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Adsc3
Vale_
Ciao vale devo dire che il tuo doc è stato molto bravo a spiegarti cose che per altro tu già sapevi .
Infatti anche io mi chiedevo quando leggo istologico i tils se e’ meglio averli alti o bassi . Esempio a mamma dice moderati con un ki67 al 60.
Ciao vale devo dire che il tuo doc è stato molto bravo a spiegarti cose che per altro tu già sapevi .
Infatti anche io mi chiedevo quando leggo istologico i tils se e’ meglio averli alti o bassi . Esempio a mamma dice moderati con un ki67 al 60.