La chirurgia bariatrica, o chirurgia dell'obesità, è, oggi la chirurgia in maggiore e più rapida espansione.

La pietra miliare delle linee guida internazionali per la terapia chirurgica dell’obesità è rappresentata dalla Consensus Development Conference del National Institutes of Health. In questa occasione furono stabiliti i seguenti criteri:

  • la chirurgia può essere presa in considerazione solo in pazienti opportunamente informati e motivati, dopo il fallimento di trattamenti dieto-terapici convenzionali (dieta, esercizio fisico, terapie comportamentali); 
  • i candidati potenziali sono i pazienti con un BMI superiore a 40; 
  • o con un BMI tra 35 e 40 con comorbidità ad alto rischio o problemi fisici che interferiscono con una normale qualità della vita; 
  • i pazienti infine devono essere capaci di partecipare ai programmi di trattamento e di follow-up a lungo termine. 

Gli interventi chirurgici maggiormente eseguiti sono:

- il Bendaggio gastrico

oggi praticato in laparoscopia, che  consiste nella realizzazione di un bendaggio con protesi circolare in silicone nella parte alta dello stomaco delimitando così un compartimento gastrico del volume di 15/20 ml (che costituisce un piccolo neo-stomaco).

Il bendaggio che viene realizzato sarà successivamente calibrato a distanza di 4-6 settimane dall’intervento chirurgico. Tale intervento è restrittivo in quanto riduce la quantità di alimenti inseribili dal paziente.

Statistiche riportano una percentuale media di perdita di peso per questo tipo di intervento pari al 45% e il 55% del peso iniziale ad un followup di tre anni. 

- la Resezione gastrica verticale (sleeve gastrectomy)

è un intervento che viene sempre più spesso praticato nei pazienti obesi che presentano diversi fattori di comorbidità, ed è il secondo intervento dopo il RYGB.

In questo tipo di intervento viene realizzata una tubulizzazione dello stomaco, grazie a delle suturatrici lineari endoscopiche, seguendo una linea parallela alla piccola curva dello stomaco.

In seconda giornata viene praticata una rx- grafia dell’esofago e del neostomaco per vedere se ci sono estravasazioni del contrasto della linea di sezione gastrica . In caso di negatività di tale esame viene dimesso il paziente in terza giornata con una dieta liquida per un mese. Anche tale intervento è restrittivo in quanto riduce la quantità di alimenti ingeribili dal paziente.

Questo tipo di intervento ha una percentuale di perdita di peso che oscilla tra il 55% ed il 65% del peso iniziale sempre ad un followup di 3 anni

- il Bypass (RYGB)

è un intervento di chirurgia bariatrica ibrido in quanto combina la riduzione della capacità volumetrica dello stomaco ad un meccanismo malassorbitivo. Questo tipo di intervento viene praticato per via laparoscopica e sembra fornire i migliori risultati circa la perdita di peso mostrando anche elevati tassi di risoluzione del diabete di tipo due e dell’ipertensione.

Il RYGB prevede il confezionamento di una piccola tasca di 20 mm a livello della piccola curvatura dello stomaco. A tale piccola tasca si anastomizza un ansa afferente intestinale di circa 100-150 cm di lunghezza.

A piede di tale ansa si anastomizza latero laterale l’ansa biliare che proviene dal duodeno. Questo intervento chirurgico consente al paziente di dimagrire per un meccanismo restrittivo in quanto la tasca gastrica ha un piccolo volume, 20 mm, ed un meccanismo malassorbitivo in particolare dei grassi che sono digeriti solo in presenza dei Sali biliari.

Per il RYGB si registra la più alta percentuale di perdita di peso che oscilla oscilla tra il 65% ed il 75% rispetto al peso iniziale ad un followup di 3 anni.

 

Ricordiamo che la scelta di sottoporsi a questo intervento deve essere attentamente valutata da uno  staff multidisciplinare. E’ importante che tutti i pazienti siano sottoposti ad una visita psicologica che valuti l’idoneità  del paziente, in quanto pazienti affetti da gravi disturbi psicologici devono essere esclusi dal trattamento.

Il paziente deve essere inoltre informato dal chirurgo e dall’anestesista di tutti i benefici ed eventuali rischi cui può andare incontro, tenendo conto che si tratta di interventi chirurgici altamente specialistici che devono essere quindi praticati solo in centri di alta specializzazione.

Oggi soprattutto  pazienti con un BMI 40  ossia una obesità morbigena possano trarre enormi benefici dopo l’intervento chirurgico per vari motivi; in primis in quanto la perdita del peso in eccesso porta ad una riduzione  drastica del rischio di  mortalità del paziente per malattie cardiovascolari, per complicanze da diabete di tipo II  e per la prevenzione di svariate tipologie tumorali.

In secondo luogo, ma non di minore importanza, sono le implicazioni psicologche correlate alla perdita del peso. Si registra infatti un notevole miglioramento della vita relazionale e sociale che il paziente tende a perdere a causa della disistima in se stesso dovuta all’eccessivo peso