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Malattie cardiovascolari: emergenza e prima causa di morte al mondo

Redazione Scientifica MedicitaliaData pubblicazione: 29 settembre 2021

La prima causa di morte al mondo sono le malattie cardiovascolari, ossia tutte quelle patologie che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni: fra queste le malattie ischemiche del cuore come l'infarto del miocardio, l'angina pectoris, le trombosi e le aritmie, e quelle cerebrovascolari come l'ictus ischemico.

Diffusione delle malattie cardiovascolari

I numeri dicono che le morti causate dalle patologie cardiovascolari ogni anni sono 18 milioni in tutto il mondo e si stima che, nel 2030, arriveranno fino a 24 milioni. Per questo motivo l'Organizzazione Mondiale della Sanità negli ultimi anni ha avviato una campagna di prevenzione mondiale il cui scopo è quello di ridurre la mortalità dovuta alle malattie non trasmissibili come, appunto, le malattie cardiache.

L'impatto delle malattie cardiovascolari è in continuo aumento e dovuto anche all'invecchiamento della popolazione, un fattore che favorisce l'aumento di malattie cardiache strutturali come, per esempio, le patologie degenerative delle valvole cardiache.

Malattie cardiovascolari: diffusione nel mondo

Anche in Italia i decessi per le patologie cardiache rappresentano il 34,8% sulle cause di morte totali: prima causa sia fra gli uomini (31,7%) che fra le donne (37,7%) che, in termini assoluti, significa che ogni anno le malattie vascolari uccidono 127.000 donne e 98.000 uomini, spesso anche in età giovanile.

Un dato interessante riguarda gli arresti cardiaci che, in Italia, sono circa 60.000 all'anno: solo nel 58% avviene un intervento con la manovra salvavita (ossia massaggio cardiaco e ventilazioni) e nel 28% un intervento con il defibrillatore, strumento che si è dimostrato fondamentale in casi che, altrimenti, sarebbero stati letali.

A questo proposito, il 28 agosto 2021 è entrata in vigore la Legge n. 116/2021 sui defibrillatori automatici esterni (DAE) finalizzata a rendere più efficiente il primo soccorso nei casi di arresto cardiaco: la legge prevede l'introduzione dell'obbligo di insegnamento delle manovre di rianimazione nelle scuole, della dotazione del defibrillatore presso le società sportive professionistiche e dilettantistiche e una serie di misure economiche per favorire la presenza di questa attrezzatura nei luoghi pubblici, come gli aeroporti, le stazioni ferroviarie, scuole, porti e mezzi di trasporto.

Ma l'aspetto più importante della legge è che, in caso di urgenza, chiunque sarà autorizzato a utilizzare un DAE: in assenza di personale sanitario o di operatori con specifica formazione, anche un cittadino comune potrà effettuare le manovre di rianimazione con un defibrillatore.

I fattori di rischio delle malattie del cuore

I fattori di rischio cardiovascolare vengono suddivisi in fattori modificabili e non modificabili.

Fattori non modificabili

Rientrano fra questi:

  • L'età: il rischio di problemi cardiovascolari cresce con l'avanzare dell'età
  • Il sesso: il rischio è più alto negli uomini, nelle donne cresce dopo la menopausa
  • L'ereditarietà: avere casi di eventi cardiovascolari in famiglia aumenta la possibilità di soffrire di malattie cardiache.

Fattori modificabili

Le patologie cardiovascolari sono spesso riconducibili a uno stile di vita non corretto, in particolare:

  • il fumo
  • l'alimentazione sbagliata
  • la scarsa attività fisica.

Questi aspetti portano a sviluppare varie patologie che aumentano il rischio cardiovascolare, fra le quali:

  • Ipertensione, ossia l'aumento costante della pressione arteriosa, definita "killer silenzioso" proprio perché non dà sintomi e spesso le persone non sanno di averla;
  • Colesterolo alto, anche questo un valore che necessita di essere monitorato con le analisi del sangue periodiche in quanto non si manifesta in alcun modo;
  • Diabete: nei pazienti con diabete mellito le malattie cardiovascolari rappresentano il 60% delle cause di morte;
  • Obesità: il sovrappeso favorisce l'insorgenza di problemi cardiovascolari.

Intervenire sulle proprie abitudini di vita può essere un valido strumento di difesa verso il rischio cardiovascolare ed è il motivo per cui le campagne informative sulle malattie cardiache si basano fortemente sulla prevenzione, ricordando anche come una diagnosi precoce e un intervento tempestivo possano aumentare l'aspettativa di vita.

Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Le patologie cardiache sono pericolose in quanto subdole, infatti possono rimanere latenti e manifestarsi soltanto in forma acuta o grave senza che si siano manifestati in precedenza sintomi di un qualsiasi problema cardiovascolare.

La prevenzione, pertanto, inizia con semplici suggerimenti come:

  • smettere di fumare
  • seguire un'alimentazione bilanciata, limitando sali, grassi e zuccheri
  • svolgere una regolare attività fisica
  • monitorare il peso corporeo, calcolando anche il proprio indice di massa corporea.

A questo si aggiunge poi il controllo periodico dei valori che possono essere un campanello d'allarme per i problemi cardiovascolari:

  • la misurazione della pressione arteriosa
  • il controllo dei valori di glicemia nel sangue
  • il mantenimento dei livelli di colesterolo nei valori normali.

Quali esami fare?

Il primo passo da compiere resta la visita cardiologica dallo specialista e il primo esame da raccomandare è ancora l'elettrocardiogramma.

I soggetti a rischio o reduci da eventi riconducibili a una malattia cardiovascolare vengono solitamente sottoposti all'EcoColorDoppler (ECD) cardiaco e dei tronchi sovraaortici: questo, secondo le Linee Guida Nazionali e Internazionali, rappresenta l'esame che viene scelto per valutare il danno d'organo vascolare.

Un altro esame, invece, è il test da sforzo che viene prescritto per stabilire se un paziente è a rischio di infarto del miocardio o come controllo periodico per soggetti con By-pass aorto-coronarici o stent a seguito di infarto o angina pectoris.

Si segnalano, infine, come esami specifici anche la miocardioscintigrafia e la Coro-TC.

 

Fonti:


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