infarto

Check up vascolare: lo screening ecocolordoppler nella valutazione del rischio

Le malattie cardio vascolari (MVC) rappresentano la principale causa di morte in Italia, con 240mila decessi ogni anno e 7,5 milioni di persone coinvolte in problemi ad esse connessi. Vediamo quali sono i fattori di rischio cardiovascolari, come calcolare l'indice di rischio e come intervenire attraverso lo screening ecocolordoppler.

Dr. Pietrino Forfori Data pubblicazione: 30 giugno 2010 Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2021

Le malattie cardio vascolari (MVC) rappresentano la principale causa di morte in Italia, con 240mila decessi ogni anno e 7,5 milioni di persone coinvolte in problemi ad esse connessi (dati del 2020) e comprendono le patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni di origine arteriosclerotica, in particolare la cardiopatia ischemica, tra cui rientrano l'infarto del miocardio e l'angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, fra cui l'ictus.

Malattie cardiovascolari MVC

Ogni anno vi sono circa 150mila infarti, mentre oltre 1,5 milioni di ospedalizzazioni sono dovute a scompenso cardiaco. Più della metà dei 150mila infarti potrebbe essere evitato correggendo gli stili di vita e riducendo fattori di rischio come diabete e ipertensione.

Fattori di rischio cardiovascolari

I fattori di rischio cardiovascolari sono caratteristiche che, se presenti in un soggetto sano, aumentano la probabilità di insorgenza della malattia, ma essendo dimostrata la reversibilità del rischio possiamo affermare con certezza che la malattia cardiovascolare è oggi prevenibile: di infarto e di ictus * si può * si deve * non ammalare.

I fattori di rischio si dividono in:

  • MODIFICABILI (attraverso cambiamenti dello stile di vita o assunzione di farmaci)
  • NON MODIFICABILI.

Fattori di rischio modificabili

  • Fumo: la nicotina accelera il battito cardiaco e fa aumentare la pressione arteriosa. Il monossido di carbonio diminuisce la quantità di ossigeno, vitale per il cuore, presente nel sangue e favorisce lo sviluppo dell' aterosclerosi.
  • Ipertensione: una pressione arteriosa elevata costringe il cuore a un superlavoro e accelera la formazione di aterosclerosi nelle pareti delle arterie.
  • Colesterolemia totale elevata: il colesterolo, una sostanza normalmente presente nell'organismo, può trovarsi in quantità eccessive nel sangue a causa di un'alimentazione ricca di grassi (specialmente di origine animale) e di colesterolo o, più raramente, a causa di una predisposizione genetica. Maggiore è la sua quantità, più alto è il rischio che si depositi nelle pareti delle arterie
  • Bassa HDL-colesterolemia: la HDL-colesterolemia è una lipoproteina utile per rimuovere la colesterolemia in eccesso; minore è la sua quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare.
  • Diabete:  se non correttamente controllato, può favorire l' aterosclerosi, incrementando il rischio cardiovascolare.
  • Obesità: il peso non ha un'azione diretta sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari, ma un eccesso di peso favorisce lo sviluppo di altri fattori di rischio
  • Sedentarietà:  contribuisce a ridurre l'efficienza del muscolo cardiaco, che si affatica maggiormente per pompare il sangue nelle arterie

Fattori di rischio non modificabili

  • Età: il rischio aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età.
  • Sesso maschile: gli uomini sono più a rischio delle donne. Nella donna il rischio aumenta sensibilmente dopo la menopausa.
  • Familiarità: parenti con eventi cardiovascolari in età giovanile (meno di 55 anni negli uomini e di 65 nelle donne).

Rischio cardiovascolare globale assoluto

Il rischio che ogni persona ha di sviluppare la malattia cardiovascolare dipende dall'entità dei fattori di rischio; il rischio è continuo e aumenta con l'età, pertanto non esiste un livello a cui il rischio è nullo. Tuttavia, anche in presenza di fattori non modificabili, eliminando o diminuendo quelli modificabili è possibile ridurre il rischio cardiovascolare o mantenerlo a livelli favorevoli.

Come si calcola il rischio cardiovascolare?

Il rischio va calcolato sulla popolazione compresa tra 39 e 69 anni attraverso 2 strumenti usati dal medico:

  1. CARTA DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE
    La carta del rischio cardiovascolare serve a stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di sei fattori di rischio: sesso, diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia.
     
  2. PUNTEGGIO INDIVIDUALE (CARTA DEL RISCHIO PERSONALIZZATA) offre, invece, una valutazione più precisa, perché considera valori continui per alcuni fattori di rischio, cioè l'età, la colesterolemia totale, l'HDL e la pressione arteriosa sistolica; include, inoltre, nella stima la terapia anti-ipertensiva, considerando che il valore di pressione sistolica registrato non è naturale ma dovuto anche al trattamento specifico; la terapia anti-ipertensiva è anche un indicatore di ipertensione arteriosa di vecchia data.

Calcola online il tuo Indice di Rischio Cardiovascolare

Il punteggio individuale, frutto di una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, stima la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di alcuni fattori di rischio.

Reference: L. Palmieri, S. Panico, D. Vanuzzo et al., per il Gruppo di ricerca del Progetto CUORE, La valutazione del rischio cardiovascolare globale assoluto: il punteggio individuale del Progetto CUORE. Ann Ist Super Sanità 2004; 40(4).

 

Si consiglia di eseguire la valutazione del rischio cardiovascolare attraverso il punteggio almeno:

  • ogni sei mesi per persone a elevato rischio cardiovascolare (rischio = >20%)
  • ogni anno per persone a rischio da tenere sotto controllo attraverso l'adozione di uno stile di vita sano (rischio fra 5% e 20%)
  • ogni 5 anni per persone a basso rischio cardiovascolare (rischio < al 5%).

Il rischio cardiovascolare è espresso in sei categorie di rischio MCV (da I a VI): la categoria di rischio MCV indica quante persone su 100 con quelle stesse caratteristiche sono attese ammalarsi nei 10 anni successivi.

Rischio MVC: livello di rischio a 10 anni

Screening ecocolordoppler per soggetti a rischio intermedio-elevato

L'esame EcoColorDoppler (ECD) secondo le Linee Guida Nazionali ed Internazionali rappresenta l'esame di scelta nella valutazione del danno d'organo vascolare la cui presenza ed entità sono elementi fondamentali per l'appropriatezza prescrittiva dei farmaci attivi sulle MCV.

ECD vascolare non è indicato come esame di screening universale sulla popolazione.
ECD vascolare dovrebbe essere richiesto per soggetti con multipli fattori di rischio cardiovascolare secondo il giudizio clinico-prognostico di gravita' delle condizioni associate e quando il risultato può modificare i successivi comportamenti terapeutici.

I segmenti arteriosi considerati più importanti ai fini della stratificazione del rischio sono:

  • ARTERIE CAROTIDI
  • ASSE ILIO FEMORALE

Il rischio non è calcolato con la somma dei risultati dei singoli segmenti ma, la presenza del danno d'organo in uno solo di essi è sufficiente a stabilire che si tratti di paziente con danno d'organo vascolare. Parimenti l'assenza di danno d'organo nell'esplorazione di un unico distretto eventualmente esplorato (TSA Aorta AAII) non ne esclude la presenza negli altri. 

Motivazioni di ordine economico ed organizzativo non depongono per l'indicazione a tre esami ECD (TSA Aorto iliaco- AAII) per ogni paziente individuato con rischio medio alto (MCV V-VI)

LO SCREENING ECOCOLORDOPPLER permette di valutare in un UNICO ESAME l'Ispessimento mio intimale IMT su BIFORCAZIONE CAROTIDEA in assenza di placche ATS su ASSE ILIO FEMORALE POPLITEO. 

L'ispessimento medio-intimale (IMT) valutato a livello delle carotidi, che sono in parte lo "specchio delle coronarie", si è dimostrato a tale fine un parametro affidabile, che correla in maniera significativa con la prognosi dei pazienti.

Oltre al valore assoluto dello spessore, è molto importante la progressione dell'IMT nel tempo, incrementi di 0.034 mm per anno si associano ad aumentato rischio di futuri eventi cardiovascolari.


Autore

pietrinoforfori
Dr. Pietrino Forfori Chirurgo generale, Chirurgo vascolare

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1985 presso Università Genova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Genova tesserino n° 13493.

Guarda anche infarto 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Chirurgia vascolare e angiologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Ansia: sai riconoscerla? Scoprilo con il nostro test

Altro su "Infarto"