Spesso si sente parlare di "secchezza vulvo vaginale cronica" o di "atrofia vulvo vaginale" e dei rimedi per trattarne le fenomenologie.

In realtà dal punto di vista nosologico ed etiopatogenetico e in osservanza dei criteri diagnostici, queste due diciture appartengono spesso ad un corollario di segni clinici appartenenti a talune patologie specifiche ma, più spesso, non costituiscono da sole, delle patologie.

In altre parole, accade sovente ed al netto dei quadri legati a stati post menopausali e all'età matura (citiamo il termine ormai datato di craurosis vulvae), che tali segni clinici non costituiscano per sé una patologia ma essi stessi appartengono ad un quadro clinico che può e deve essere diagnosticato con precisione.

A nostro avviso difatti, non è mai utile curare un segno clinico o un sintomo, se prima non si escluda che quel segno o quel sintomo appartengano invero ad un corollario clinico che racchiude una patologia più complessa.

Un'atrofia vulvare o una xerosi (secchezza) vulvo vaginale, ad esempio, possono essere spie di un quadro clinico ben preciso.

Fra tutti, appare utile citare taluni di queste patologie dermo venereologiche che hanno nella atrofia e nella xerosi muco-cutanea i segni clinici più evidenti:

- Lichen scleroatrofico (la patologie sicuramente più rappresentativa rispetto ai segni)

- Psoriasi genitale

- Morfea (sclerodermia localizzata)

- Lichen ruber planus

- Lichen simplex (neurodermite)

- Dermatiti detritive croniche

- Ittiosi

- Dermatite atopica

Questo elenco, citato per difetto, rende ragione della necessità di una diagnosi precisa che escluda forme dermovenereologiche acute e croniche, la quale possa premettere ad un'adeguata e specifica terapia, che varia in base al quadro clinico.

Si raccomanda, come sempre in questi casi, la visita dermovenereologica in occasione della  persistenza di segni clinici di questo genere.