Ricercatori del PENN State College of Medicine e della Brigham Young University hanno condotto uno studio su HPV 16, il ceppo virale responsabile di circa il 60% di tutti i casi di carcinoma del collo uterino, seguito a ruota dall'HPV 18.

Sono stati analizzati 11 disinfettanti comuni, compresi quelli composti da etanolo e isopropanolo che in genere sono utilizzati per disinfettare le mani e le superfici.

I disinfettanti non erano in grado di uccidere il virus HPV (human papilloma virus).

Per questo motivo è possibile la trasmissione NON SESSUALE del virus HPV negli ospedali, tramite i "fomiti" (mezzi inerti come mani, asciugamani, superfici ,ect..) , come hanno riportato ricercatori statunitensi  su "Journal of Antimicrobal Chemotherapy".

Per questo motivo sono stati testati dai ricercatori della Brigham Young UNIVERSITY altri disinfettanti comuni , tra cui la glutaraldeide, utilizzata per disinfettare gli ambienti medici  e odontoiatrici . Anche questa sostanza non era in grado di inattivare il virus HPV.

"I disinfettanti chimici utilizzati negli ospedali e in altri ambienti sanitari sono assolutamente inefficaci nell'uccidere il papillomavirus umano", ha dichiarato il co-autore CRAIG MEYERS.

Meyers suggerisce di cambiare disinfettanti ; dopo tutto il virus HPV é sensibile ad altri agenti chimici, come l'ipoclorito e l'acido peracetico.