Qualche tempo fa mi chiama una mia paziente a termine di gravidanza, dicendo che un’ostetrica dell’ospedale le ha consigliato di assumere olio di ricino a dosi crescenti, al fine di stimolare le contrazioni uterine. All’inizio grossi disturbi non se ne erano verificati, ma, con il proseguo dell’assunzione, erano comparsi dolori addominali. Inutile a dirsi, le consiglio di interrompere immediatamente l’improprio rimedio. La sintomatologia dolorosa è prontamente regredita, e la ragazza ha partorito in seguito, normalmente.

 

Mi è sembrato un rimedio bizzarro, che mi ha fatto subito pensare alle torture che i fascisti infliggevano ai dissidenti nel ventennio. Passato quasi un secolo, diventa una cura per “l’utero pigro”? Certo che no!

 

Innanzi tutto occorre precisare che i rimedi, i farmaci e gli integratori a base di erbe in gravidanza sono per la stragrande maggioranza controindicati (si salvano giusto la tisana di camomilla o di malva). Infatti, la pianta, erroneamente ritenuta più sicura dei farmaci di sintesi, è un contenitore di centinaia di sostanze chimiche, che presentano attività farmacologica. E’ difficile, quindi, che tutte le sostanze di una certa pianta possano considerarsi sicure, e, anche per quelle che sembrano più innocue, spesso non ci sono dati scientifici che tranquillizzino su un possibile uso in gravidanza.

 

Parlando dell’olio di ricino, si tratta di un olio estratto tramite spremitura a freddo del seme di ricino (che di per sé, mangiato come tale, è altamente tossico per la presenza della ricina). Come lassativo è ormai in disuso, in quanto vengono preferite altre sostanze, quali senna, rabarbaro, cascara, che tuttavia per l’uso cronico possono determinare gravi danni all’apparato digerente.

 

L’uso dell’olio di ricino come induttore del travaglio è controverso. Uno studio su 100 donne mostra che chi assume olio di ricino ha una probabilità maggiore di entrare in travaglio entro 24 ore. Tuttavia altri dati, su oltre 600 donne, mostrano che l’olio di ricino non avrebbe efficacia in questo senso, pur non dimostrando effetti dannosi.

 

In realtà, i dolori addominali, la diarrea e la disidratazione, che conseguono all’uso dell’olio di ricino, lasciano la gestante stanca e priva di energie (proprio come i dissidenti!), ponendola a rischio di squilibri idroelettrolitici. E’ pertanto controindicato il ricorso a questo prodotto naturale in gravidanza ed in allattamento.

 

In conclusione, i rimedi naturali dovrebbero essere usati esclusivamente sotto la supervisione di un medico con competenza in fitoterapia. In gravidanza mai usare prodotti a base di erbe, senza aver prima consultato il curante (che vi dirà di non assumerli).

 

Approfondimenti

Garry D, Figueroa R, Guillaume J, Cucco V. Use of castor oil in pregnancies at term. Altern Ther Health Med. 2000 Jan;6(1):77-9.

Boel ME, Lee SJ, Rijken MJ, Paw MK, Pimanpanarak M, Tan SO, Singhasivanon P, Nosten F, McGready R. Castor oil for induction of labour: not harmful, not helpful. Aust N Z J Obstet Gynaecol. 2009 Oct;49(5):499-503.

Hall HG, McKenna LG, Griffiths DL. Complementary and alternative medicine for induction of labour. Women Birth. 2011 Apr 25. [Epub ahead of print]