Facebook, il più frequentato ed abitato dei social network, assume svariate sfaccettature con connotazioni sia positive che negative, a seconda delle modalità di utilizzo, ma soprattutto dell’età e della personalità dell’utilizzatore.

In teoria un social network come Facebook rappresenta un efficace mezzo di comunicazione, adoperabile per fare nuove amicizie, facilitando l’interazione tra coetanei e gruppi di pari e facilitando la rete di comunicazione in generale.
In realtà la comunità virtuale è controproducente o addirittura dannosa per le persone con bassa autostima.

Lo rivela uno studio pubblicato da Psycological Scienze, la rivista online di Association for Psychological Science.
Le persone con bassa autostima, deflessione del tono dell’umore o adolescenti facilmente manipolabili, adoperano FB, come un sostituto amicale, amoroso, per surrogare una scadente vita relazionale o per vivere online, in sinergia alla vita reale, quasi come un “amplificatore emozionale ed esperienziale”.

Chi soffre di “bassa autostima”, tenderà a condividere prevalentemente stati d'animo negativi ed a sintonizzarsi con il peggio dell’umore altrui, ricevendone un rinforzo sgradevole e spesso disfunzionale per il loro tono dell’umore.

Le persone con “alta autostima” invece tendono a pubblicare post positivi, solo raramente post negativi, trovando consensi e plausi virtuali.
Un altro aspetto da non sottovalutare nell’utilizzo di FB da parte degli adolescenti, è il "numero di amici"che vantano e mostrano all’interno del loro profilo.

Il concetto di amicizia, è ovviamente dissimile dal concetto ortodosso di amicizia, gli amici virtuali sono coloro che spesso non si conoscono nemmeno, che chiedono di far parte del club vantando link e condivisioni, che spesso di emozionale ed amicale, non hanno nulla.

Moltissimi adolescenti, spesso timidi e spauriti dalle relazioni con i coetanei e con l’altro sesso, trovano degli ostacoli emotivi per rapportarsi agli altri, rifugiandosi spesso nel pc, e trovando nel monitor e nell’identità online, una confortevole “esistenza alternativa”.
Molti adolescenti fanno un utilizzo patologico della tecnologia, dei social network, delle chat, con connotazioni spesso consolatorie di “mascherate solitudini”.

Internet diviene l’amico del cuore, l’amante passionale, il genitore confortevole, il terapeuta consolatorio ed il medico online, rappresenta comunque un “ rifugio mentale e virtuale ”.
Il numero elevato di amici, mostra al mondo virtuale e reale, la loro forza relazionale e verifica l'appartenenza al gruppo, il numero ridotto di amici dell'etere, può inficiare il tono delll'umore o l'autostima.

 

Conclusioni e suggerimenti per i genitori:

- Mantenere sempre un dialogo aperto, chiaro, circolare costruttivo con i propri figli, ancor di più se minorenni ed online.
- Monitorare, con garbo e discrezione, la loro vita online.
- Metterli in guardia sui celati pericoli della rete e delle esistenze alternative.
- Invitarli a dare l’amicizia, soltanto ad amici reali e non ad utenti sconosciuti.
- Verificare che utilizzino FB, con equilibrio e serenità, senza manifestazioni di dipendenza psicologica dalla rete e dalla vita online.
- Verificare che i dati del profilo siano fedeli alla loro storia di vita e, che non mostrino altro da sé, mostrando un’identità a volte improntata sul falso sè.