"Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza..no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa che non ti so regalare" 
Alda Merini

Questo articolo nasce dalle reiterate richieste di consulenza ricevute durante questo ultimo periodo, circa le pene d'amore correlate ad amori "altri" dall'ortodosso.

Qualche rifessione
Donne che scelgono di fare le amanti.
Donne che vivono nell'ombra, nutrendo e manutenzionando i matrimoni altrui.
Ed ancora donne bruco che sperano di diventare farfalle.
Donne malate di mal d'amore, anzi meglio di fame d'amore, accettano di essere l'altra.
La seconda scelta.
Moltissime di queste donne così sofferenti, ci scrivono perché dal cuore infranto e dall'animo trafitto dal "dolore e dall'attesa", nel tentativo di lenire la loro anima a metà.
Un'anima dilaniata tra la ragione e la passione.
Tra la speranza e la rassegnazione.

Ci scrivono soprattutto durante le lunghissime domeniche, o durante un un agosto interminabile, oppure ancora, durante le ferie - ovviamente - dalle non trascorre insieme all'uomo che amano.
Per non parlare poi della telefonata che non arriva e dalla email che latita nell'etere
.

 

"Vivere la distanza"
Vivere la distanza è tra le condizioni più complesse ed emozionanti al tempo stesso, ma necessita un equipaggiamento psichico complesso e resistente alla distanza ed all'assenza del quotidiano.

L'amante, colei o colui che ama, facilitato dall'assenza di quotidianità, dall'assenza di cose concrete, vive e nutre il desiderio, che si muove all'interno di un reticolo di emozioni intense, facilitate dalla distanza, dal "tendere verso" e dalla segretezza e trasgresione.

All'interno di questo gioco di seduzione però, l'amante contribuisce enormemente a mantenere in vita il matrimonio dell'altro/a, nutrendo il desiderio, e vivificando il talamo sopito dalla noia, e da un quotidiano spesso impolverato dal tempo che passa.

La moglie/marito, spesso beneficiano dell'ardore riflesso della storia "altra" che, contribuisce alla "non scelta" e mantiene immodificato il talamo principale.
Quando queste donne, ammantate da sofferenza e desiderio di quotidianità, palesano il desiderio di avere un ruolo diverso nella vita dei loro uomini, abitato da concretezze, pranzi ufficiali, spesa e casa, l'altro scappa via e l'amante quasi mai transita al ruolo di moglie o compagna.

 

Amori clandestini o scelte coraggiose?

Nessun uomo rinuncia alla clandestinità, al suo amaro piacere, ineguagliabile e non sotituibile con la quotidianità.
Ci scrivono afflitte, dicendo che il loro intento era quello di salvare l'uomo che amano, che questi era infelice, incompreso, che non aveva un'appagante vita sessuale e che avrebbe lasciato, da li a breve, la moglie per loro.

Vivono in segretezza, in sordina, senza apparenti pretese, di briciole di affettività, che spesso di estingue in fase post-orgasmica, e di una sessualità consumata più a conferma dell'amore provato che della reale dimensione ludica.

Ci scrivono poi, di domenica, in sofferente attesa di una notizia, chiamata, messaggio di fumo, che ovviamente non arriva e ci chiedono consigli, istruzioni per l'uso, strategie di sopravvivenza per il dolore del cuore e dell'anima.

 

Compaiono i sintomi: gastrite e colite,irritabilità ed insonnia,disturbi dell'attenzione e della concentrazione, ma questi amori "altri" sembrano essere insostituibili, e sembrano creare in chi li prova sulla propria pelle, una sorta di dipendenza psicologia e di fragilità psichica ed emotiva.

 

Conclusioni
Le nostre risposte, a seconda della formazione e degli orientamenti teorici, sono quasi sempre le stesse: suggeriamo loro di volersi più bene, di aspirare a molto di più, tentiamo qualche timida interpretazione delle dinamiche della loro coppia "altra", ma comprendono e si sintonizzano solo con quanto fa loro meno male o è più conveniente per il loro amore.

 

L'amore non ama a metà.