Questo articolo nasce dalle reiterate richieste di consulenza ricevute durante questo ultimo periodo, circa le pene d'amore correlate ad amori "altri" dall'ortodosso.

Donne che scelgono di fare le amanti, che vivono nell'ombra, nutrendo e manutenzionando i matrimoni altrui, ci scrivono perché dal cuore infranto e dall'animo trafitto dal dolore dell'attesa, dalle lunghissime domeniche, dal dolore per un agosto interminabile, dalle ferie non trascorre insieme, dalla telefonata che non arriva e dalla email che latita nell'etere.

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"Vivere la distanza" è tra le condizioni più complesse ed emozionanti al tempo stesso, ma necessita un equipaggiamento psichico complesso e resistente alla distanza ed all'assenza del quotidiano.

L'amante, colei o colui che ama, facilitato dall'assenza di quotidianità, dall'assenza di cose concrete, vive e nutre il desiderio, che si muove all'interno di un reticolo di emozioni intense, facilitate dalla distanza, dal "tendere verso" e dalla segretezza e trasgresione.

All'interno di questo gioco di seduzione, però l'amante contribuisce enormemente a mantenere in vita il matrimonio dell'altro/a, nutrendo sia il desiderio, che vivificando il talamo sopito, dalla noia, dal quotidiano ed impolverato dal tempo che passa.

La moglie/marito, spesso beneficiano dell'ardore riflesso della storia "altra", che contribuisce alla non scelta e mantiene immodificato il talamo principale. Quando queste donne, ammantate da sofferenza e desiderio di quotidianità, palesano il desiderio di avere un ruolo diverso nella vita dei loro uomini, abitato da concretezze, pranzi ufficiali, spesa e casa, l'altro scappa via e l'amante quasi mai transita al ruolo di moglie o compagna.

Nessun uomo rinuncia alla clandestinità, al suo amaro piacere, ineguagliabile e non sotituibile con la quotidianità. Ci scrivono afflitte, dicendo che il loro intento era quello di salvare l'uomo che amano, che questi era infelice, incompreso, che non aveva un'appagante vita sessuale e che avrebbe lasciato, da li a breve, la moglie per loro.

  

Vivono in segretezza, in sordina, senza apparenti pretese, di briciole di affettività, che spesso di estingue in fase post-orgasmica, e di una sessualità consumata più a conferma dell'amore provato che della reale dimensione ludica.

Ci scrivono poi, di domenica, in sofferente attesa di una notizia, chiamata, messaggio di fumo, che ovviamente non arriva e ci chiedono consigli, istruzioni per l'uso, strategie di sopravvivenza per il dolore del cuore e dell'anima. Le nostre risposte, a seconda della formazione e degli orientamenti teorici, sono quasi sempre le stesse: suggeriamo loro di volersi più bene, di aspirare a molto di più, tentiamo qualche timida interpretazione delle dinamiche della loro coppia "altra", ma comprendono e si sintonizzano solo con quanto fa loro meno male o è più conveniente per il loro amore.