Provate a risolvere un’espressione algebrica scorretta!

a.devincentiis_pensa

In un post precedente abbiamo evidenziato come un’ossessione possa nascere dal nulla effettuando semplicemente una ipotesi mentale: La trappola delle ossessioni.

Ma una volta che l’ipotesi si impianta come un tarlo nella nostra mente cosa facciamo per rimuoverla? Quanti hanno tentato di eliminare questo tarlo attraverso un percorso “logico” di ragionamento mentale? E quanti sono rimasti vittime di questo ragionamento verso il quale non sono stati più in grado di uscirne? In questa occasione sta succedendo solo una cosa, si sta RIMUGINANDO!

L’ossessivo che si cimenta nella sua rimuginazione può essere paragonato ad uno studente di matematica impegnato a risolvere una espressione algebrica. In partenza sarà convinto che il procedimento che sta utilizzando lo porterà ad ottenere un risultato, ossia la soluzione della sua espressione. Al termine dell’espressione può accorgersi che il risultato ottenuto non è quello che si aspetta o che vorrebbe ottenere, quindi si sentirà costretto a ripercorrere la procedura utilizzata e, il più delle volte, la medesima procedura, nella convinzione di essersi perso qualche passaggio o di aver saltato qualche numero.

Ripercorso il tutto, alla fine, osserva che non ottiene ancora alcun risultato o che questo continua ad essere diverso da ciò che si aspettava. Ancora una volta torna a percorrere il procedimento iniziale, ma ancora non ottiene nulla. Ecco che la convinzione di un risultato che è lì che aspetta solo di essere trovato fa si che il nostro studente torni a ribattere ancora, ancora e ancora la stessa strada già utilizzata. Ecco che la trappola cerca soluzione impossibile è scattata. “Ci sarà una soluzione” afferma lo studente, “e io la troverò” imprigionandosi da solo in questa ricerca senza uscita.

Ad un certo punto qualcuno gli fa notare che il problema non sta nella soluzione ma nel percorso procedurale utilizzato; si perché gli si fa notare che la traccia di quella espressione era scorretta e non c’era alcuna soluzione che potesse essere ricavata. In un primo momento lo studente appare scettico, non vuole mettere in discussione tutto il lavoro e l’energia spesa, ma quando si accorge che rinunciare al tentativo di soluzione gli porta un sollievo non indifferente ne appare soddisfatto. “Se non c’è soluzione INUTILE battere strade che non mi porteranno a nulla”!

L’ossessivo si pone nella stessa condizione di questo studente che cerca di risolvere una espressone che non può essere risolta. Solo che l’espressione del nostro rimuginatore è rappresentata da un dubbio che riguarda l’amore, l’affetto verso un famigliare, il suo orientamento sessuale, un’azione commessa qualche tempo prima, una parola detta o ricevuta, un desiderio perverso verso qualcuno e così via. Il rimuginatore cerca, in una di queste occasioni, una conclusione in grado di risolvergli mentalmente la questione a caccia di un certo benessere, una soluzione del tipo “ah ecco non posso essere gey- ma certo che amo il mio ragazzo- ah si in questo modo non sono certo un pedofilo- ovvio che quell’azione non mi procurerà conseguenze…..” ecc.

Ma, dal momento in cui l’espressione mentale non è in grado di portarlo là dove vorrebbe, poiché ad ogni conclusione altri dubbi emergono, torna a ripercorrere quelle manovre mentali senza interruzione nella convinzione illusoria di ottenere l’illuminazione che lo rassicurerà in via definitiva. Il disco si ripete all’infinito con un dispendio di tempo ed energia, oltre ad un disagio non indifferente.

In queste occasioni un terapeuta può avere lo stesso effetto benefico del tizio che ha fatto notare al nostro studente che l’espressione non poteva avere soluzione. La rimuginazione potrà essere interrotta solo se ci si rende conto che il lavoro mentale che si sta effettuando non porta da nessuna parte, se non alla ripetizione infinita dell’espressione. Il benessere non sarà ottenuto, quindi, dalla soluzione impossibile, ma dalla scelta di non cercarla!

Eventuali Interpretazioni profonde di dinamiche inconsce di chi è ansioso a caccia di soluzioni, o la ricerca nel passato di qualche evento che possa aver scaturito questa rimuginazione rappresentano solo numeri aggiunti alla nostra espressione che rischiano di renderla ancora più complicata e di trasformare la procedura mentale in un territorio ancora più tortuoso.

Il rimuginatore è un ricercatore senza speranza che troverà l’illuminazione solo se smetterà la sua ricerca mentale!