Esiste un rapporto tra l'essere un avido lettore di narrativa ed avere buone capacità empatiche?

E' la domanda che alcuni ricercatori della New School for Social Research in New York si sono posti; in particolare hanno voluto verificare se l'esposizione a vicende letterarie con personaggi complessi e dalla personalità multisfaccettata migliori effettivamente la nostra capacità di calarci nei panni dell'altro.

I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto a narrativa di qualità, che presentava personaggi complessi, il secondo alla lettura di best seller "leggeri" e il terzo non ha letto affatto.

Nel successivo test di riconoscimento di emozioni tramite la visione di espressioni facciali, coloro che avevano letto narrativa di qualità ha ottenuto risultati sensibilmente migliori.

Che tipo di interpretazione si può dare a questi risultati? Si può ipotizzare ad esempio che il semplice sforzo cognitivo a cui sono sottoposti i lettori di narrativa "complessa" attivi anche le zone del cervello deputate al riconoscimento delle emozioni e alla socialità e quindi questi lettori risultino migliori nella capacità di comprendere l'altro e di stare con gli altri.

Ma andando più in profondità si potrebbe sostenere che le storie di questi personaggi, descritti e tratteggiati minuziosamente dal punto di vista psicologico, possano attivare fantasie e resoconti biografici dei lettori stessi, mettendoli maggiormente in connessione con i propri vissuti e con le proprie emozioni. Non c'è nulla di più potente dal punto di vista emotivo delle proprie memorie biografiche che riemergono da storie di personaggi in cui i lettori si identificano (in adolescenza questo meccanismo è ancora più evidente).

Se una lettura complessa possa realmente e universalmente migliorare le capacità di stare con gli altri andrebbe testato con altre ricerche, più articolate e con un campione maggiore. Quello che sembra comunque emergere da questo studio è l'importanza di essere parte di una comunità che promuova la lettura anche come strumento di integrazione sociale.  

http://www.focus.it/comportamento/psicologia/perche-leggere-ti-rende-una-persona-migliore_C12.aspx