Accettare sé stessi e gli altri

Se tutti gli esseri umani fossero uguali, probabilmente ci saremmo già estinti. Quale sarebbe la causa? Certamente la noia!

Eppure, è così semplice prendere di mira proprio la diversità altrui come motivo di scontro, dove invece di esaltare gli aspetti positivi di qualcuno, si cerca di vedere solo quelli negativi. 

Ci si eleva a giudici di ciò che gli altri dovrebbero o non dovrebbero fare e non pensiamo che muovendo una critica, possiamo fare del male.

Anche quando le parti s’invertono, non vi è scampo. Una battuta tagliente, un’osservazione che punge nel vivo o una critica diretta, difficilmente farebbero piacere a qualcuno.

Ma cosa dà il potere alle parole di ferire?

  • Chi critica: lo fa preso da rabbia, rancore, autocritica eccessiva, che portano a delle modalità che non permettono di veicolare messaggi costruttivi. 

  • Chi viene criticato: Si chiude in modalità difensiva, non ascolta il messaggio, vede confermato qualcosa che non ama di sé, accetta critiche da chi non rispetta.

Così, si rischia di logorare i rapporti e di vivere male con sé stessi e con gli altri, fino a sviluppare veri e propri stati di malessere costante.

 

Allora, che cosa si può fare?

 

Criticanti:

  • Contate. Quante volte al giorno dalla vostra bocca esce una critica? Provate a non criticare e invece, pensate agli aspetti positivi di quella persona. Ora, ripensate a quello che volevate dire. Ha perso un po’ il suo effetto? Riuscite a rivedere la critica in maniera meno dura?

  • Chiedetevi se avete mai fatto la stessa cosa, che ora è motivo di critica. Forse se ci pensate bene, vi renderete conto che, oggettivamente sì, lo avete fatto anche voi. Allora, potreste pensare meglio alle vostre azioni e cercare di capire qualcosa di nuovo su voi stessi.

  • Criticate ma con lo scopo di crescere con l’altro. Argomentate la vostra critica, usate tante parole, esprimetevi per comunicare la voglia di costruire e non di demolire. Non generalizzate e non fate diventare un comportamento, un modo di essere. “Fai l’ipocrita” e “sei un ipocrita”, sono cose ben diverse e dire “mai” o “le ultime due volte”, cambierà molto il modo in cui la persona reagirà alla vostra critica.

  • Parlate con l’altro dei pregi che gli ammirate. Sono cose che probabilmente non sa, e compirete un’azione positiva che farà sentire meglio entrambi.

 

Criticati:

  • Ascoltate. Quando vi viene mossa una critica, nonostante il modo, potete decidere di respirare e ascoltare. Che cosa vuole comunicarvi l’interlocutore?

  • Separate la critica dalla vostra identità e capacità. Dire “questo compito è scritto male”, non significa “non sai scrivere”. Se vi è impossibile distinguere questi due aspetti, provate a farvi delle domande. In questo caso, se a voi arriva il messaggio “non sai scrivere”, chiedetevi se è così. Avete delle prove che confermano questo? Ecco che forse la critica si può contestualizzare.

  • Fate tante domande! Non importa se nella vostra mente vi state meritando la critica e già sapete perché vi è stata mossa. Sicuramente non è come credete; chiedete esattamente che cosa si aspettava l’altra persona e invitatelo a essere meno impreciso e più comunicativo.

  • Quello che per alcuni è un errore, può non esserlo per voi. Cercate di valutare in che modo quella persona sia arrivata a quella conclusione; magari capirete che, semplicemente, si hanno diversi punti di vista.

 

Giudicare gli altri è davvero facile, ma lo è anche decidere di evitare situazioni dove si può venire giudicati. Affrontare l’altro e costruire uno scambio positivo, può sembrare uno scoglio insormontabile ma, fatto un primo passo, con pazienza e allenamento, diventerà sempre più semplice.

Proprio quanto prima lo erano fuggire o ferire.

E voi, che cosa ne pensate? Vi siete ritrovati in qualche parte di ciò che avete letto?

 

Scritto da Barbara Persichetti Auteri - Psicologa di Roma

Blog AttualMente Psicologia