Parsimonia. Monigeratezza. Cupidigia. Avarizia.
Cosa cambia?
Come si manifestano, evolvono e, soprattutto, come compromettono e danneggiano un legame d'amore?
L'Amore è generosità, dare e donare, l'avarizia è il suo perfetto contro altare.
Acquistare un regalo per chi si ama, immaginare il suo sguardo stupito e sorridente, la sua gratitudine, e sapere che quell'oggetto - quel telefono, quel monile, quella sciarpa o quell'orologio - starà per sempre accanto a lui, è tra le esperienze che più accomunano chi ama davvero.

Purtroppo non è sempre così: esiste un tarlo letale per l'amore che si chiama avarizia.

 

  • Cosa prova il partner di un avaro?
  • Quali domande gli affolleranno la mente ed il cuore?
  • Non ci avrà pensato?
  • Lo avrà dimenticato?
  • Non sono queste le cose importanti...
  • Forse capirà?
  • Non sono meritevole di doni?
  • Non valgo abbastanza?
  • Non sono al centro dei suoi pensieri?
  • Il problema sono io?

Ci sono due tipi di avarizia ancora più cocenti ed inaccettabili che creano dolore ed immensa sofferenza nel partner: quando l’avaro è benestante - questo dà la misura di come l'avarizia non correli con il rosso del conto corrente, ma con tantissimo altro - e quando il partner spende soltanto per se stesso.

In quest'ultimo caso il partner ne verrà fuori ancora più trafitto dalla sofferenza e dalla noncuranza, sentendosi mortificato, umiliato ed ignorato e non all'altezza di ricevere i suoi doni.

L’avarizia non va confusa con la parsimonia
Ci sono persone che per attitudine o per necessità - sociali o familiari, o per storie di vita pregresse di poca disponibilità economica - amministrano con attenzione le proprie finanze, ma in nessun caso vengono meno a un "principio di reciprocità".
Un compleanno, un Natale, una ricorrenza o niente da festeggiare, in questi casi - di parsimonia e non di avarizia – la data verrà sempre accompagnata da un pensiero, che sia esso costoso, economico o simbolico.
Chi soffre di avarizia non si preoccupa - anche perché non se ne rende conto - di come il proprio comportamento possa risultare inadeguato o offensivo, non riesce ad empatizzare con i bisogni del partner - per bisogni si intende ovviamente “bisogni emotivi”, non economici - probabilmente è incapace di farlo perché concentrato sulla necessità di proteggere cioè che è suo.

Un partner avaro sposterà i limiti della fatica, obbligherà la sua mezza mela a camminare a piedi fino allo sfinimento, pur di non prendere un taxi, lo inviterà a saltare la cena se il ristorante nei paraggi dovesse essere troppo caro, e così via.

In un primo momento, come sappiamo, l'amore vince su tutto e, soprattutto, è del tutto cieco.

Il partner non capisce, si pone mille domande, pensa però che quello che sta solo immaginando o intravedendo, sia solo frutto della sua fantasia.

Ed invece?

Non trattasi di fantasia, o di contrattempi, ma di avarizia, una vera e propria patologia del vivere che, ovviamente, impedisce di vivere a pieni polmoni.

L'avaro più che aspirare alla ricchezza - ovviamente anche a quello - è tormentato dallo “spettro della scarsità”, vivendo e facendo vivere chi dice di amare nello “spettro della carestia”.

 

Come l'avarizia danneggia l'amore
Il partner, ad un certo punto del suo cammino a fianco di quest'uomo/donna, trova le risposte alle sue infinite domande.
Attraversa la fase dell'incredulità, poi il dolore e la sofferenza, tocca con mano che a nulla è servito ad essere garbati, dolci e tolleranti, ed ancora, a fare finta di niente, glissare dolcemente sull'argomento per non essere offensivi e non mettere in imbarazzo l'altro, o donare a prescindere per il piacere di farlo; niente può sanare questa piaga dell'anima e dell'esistenza.

  • Se un partner non riesce a donare cose concrete come farà a donare davvero parti di se?
  • Come si potrà mai accedere a quella dimensione profonda dell'amore che correla con il darsi e donarsi?

Una cena evasa, un compleanno glissato, e così via tra Natale e ricorrenze, il vissuto nefasto di inadeguatezza e, soprattutto, di non essere abbastanza o all'altezza da far togliere il lucchetto al portafogli ed al cuore, prende poi, tutto ad un tratto, prepotentemente il sopravvento.

L'avarizia può avere conseguenze gravi ed ingravescenti sul benessere dell'individuo e, soprattutto, della sua coppia: solitudine, disadattamento, ansia, conflittualità nei rapporti sociali, crisi di coppia e separazioni, fino a concludersi con i divorzi, come unica ed ultima spiaggia percorribile.

 

Dal punto di vista dell'avaro
L'avaro non riesce a prendere mai coscienza del deserto emotivo che organizza attorno a se, sposta la problematica, vede altro, glissa, manipola per difendere il suo mondo interno ed il suo saldo bancario.

In realtà, questa sua ossessione per i soldi, per il possesso e per l’accumulo compulsivo, sono alla base della sua infelicità e di quella del suo partner, fino a quando quest'ultimo non deciderà di andare via da lui/lei.

Conclusioni
Il piacere della vita che, come sappiamo sfugge via ora per ora, è ben altro: un bicchiere di vino condiviso, una cena in riva al mare, un dono fatto con amore, una vacanza romantica o avventurosa e così via.

Questi elementi sono del tutto sconosciuti alla coppia formata dall' “avaro ed il suo partner”

Anche dall'avarizia però si può guarire, è faticoso ma è possibile

Il primo passo è quello di avere coscienza di avere un problema, poi, solitamente, dopo aver danneggiato e compromesso affetti e relazioni, consultare uno psicologo rappresenta una strada da poter percorrere per togliere il lucchetto al portafogli ed aprirsi ai piaceri della vita.

“L’incontro di due personalità, è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati", scriveva poeticamente Jung, ma a quanto pare, con un partner avaro non c'è molto da poter fare.

Chi è avido di ricchezze non sa dare la felicità a chi ama davvero.